Controlli intensificati a Senigallia dai carabinieri: un arresto ed una denuncia

Controlli intensificati a Senigallia dai carabinieri: un arresto ed una denuncia

SENIGALLIA – Controlli straordinari di sicurezza a Senigallia da parte dei carabinieri della locale Compagnia che hanno ispezionato alcuni casolari ubicati nella zone periferiche della città, dove solitamente alloggiano stranieri irregolari.

I controlli hanno interessato alcuni immobili lungo la strada della Marina e in Via Cellini. Nel corso del servizio sono stati identificati 25 stranieri, senza rilevare irregolarità circa la permanenza sul territorio nazionale.

Al Vivere Verde i carabinieri hanno verificato anche la posizione degli alloggiati nelle strutture ricettive. In un B&B in via Verdi, i carabinieri hanno quindi proceduto all’arresto di un 28enne albanese, irregolare sul territorio nazionale, per false attestazioni a pubblico ufficiale sull’identità personale.

Il giovane, che era alloggiato presso la struttura dal 5 ottobre, aveva esibito un passaporto intestato ad un 30enne. Lo stesso documento che è stato presentato questa mattina ai carabinieri che stavano eseguendo l’accertamento. Attraverso le generalità riportate sul documento, la persona sottoposta a controllo appariva incensurata. Tuttavia, l’effige dell’intestatario del documento non era perfettamente somigliante al controllato. Per cui i militari hanno voluto approfondire la questione ed hanno condotto il giovane in caserma dove è stato sottoposto alle operazioni di foto-segnalamento e riscontro dattiloscopico.

Gli accertamenti hanno dato ragione ai sospetti nutriti dai militari operanti. Infatti, la persona fermata è risultato essere il fratello dell’intestatario del passaporto ed a suo carico figurano numerosi precedenti penali ed un decreto di espulsione dal territorio nazionale emesso dalla Questura di Rimini nell’agosto 2017. Inoltre, fino al mese di agosto scorso, il 28enne era ricercato in quanto colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per violazione alla legge in materia di sostanze stupefacenti, successivamente revocata agli inizi di settembre. Per tale ragione, al fine di sottrarsi alla cattura, verosimilmente non essendo a conoscenza dell’intervenuta revoca, lo straniero usava il passaporto falso. Pertanto l’albanese è stato dichiarato in arresto e, in attesa dell’udienza di convalida dinanzi al Tribunale, è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma di via Marchetti.

Nel corso del servizio, i carabinieri hanno anche denunciato per i reati di possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli e porto illegale di oggetti atti ad offendere un operaio 59enne di Fano, già noto alle forze di polizia.

Una pattuglia del Nucleo Radiomobile, sempre in via Verdi, ha proceduto al controllo del 59enne mentre era in compagnia di un’altra persona residente a Mondolfo. I due avevano creato un certo sospetto, tanto che un residente aveva segnalato la loro presenza telefonando al 112.

Il controllo è stato esteso anche all’autovettura del fanese che si trovava parcheggiata nelle vicinanze. I militari hanno così rinvenuto, nascoste dietro il sedile passeggero anteriore un’ascia ed una mannaia, nonché celato nel vano portabagagli un piede di porco, dei quali il 59enne non è stato in grado di giustificarne il possesso, limitandosi a riferire che gli servivano per svolgere il suo lavoro. Il materiale è stato sottoposto a sequestro e l’uomo è stato denunciato.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it