Altre scogliere a Marina di Montemarciano: tanta spesa ma nessuna prospettiva

Altre scogliere a Marina di Montemarciano: tanta spesa ma nessuna prospettiva

Dai primi interventi del 1975 la linea dell’erosione, anziché contenersi, si è allungata fino a raggiungere installazioni già esistenti a mare e le villette dall’altra parte della strada

di LEONARDO BADIOLI

MARINA DI MONTEMARCIANO – “Vogliamo fare insieme a voi il progetto e il lavoro. Nessuna decisione calata dall’alto ma condivisa”. Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli,  alla presentazione del progetto di 12 milioni di euro per la difesa del territorio dall’erosione costiera a Marina di Montemarciano, accogliendo le istanze della presidente della provincia di Ancona e sindaco della cittadina Liana Serrani e degli operatori, rappresentati da Giacomo Cicconi Massi per Oasi Confartigianato e Alberto Berardi, presidente degli operatori di Montemarciano, invitando alla massima condivisione. Il finanziamento di 12 milioni di euro, 8 di fondi Fsc (fondo sviluppo e coesione) e 4 delle Ferrovie, permette di difendere la costa cronicamente esposta all’erosione con un intervento strutturale, un progetto che prevede scogliere e ripascimento protetto da scogliere. E di rilanciare economicamente il territorio. ( https://www.laltrogiornale.it/2018/10/un-progetto-di-12-milioni-di-euro-per-la-difesa-del-territorio-dallerosione-costiera-a-marina-di-montemarciano/ )

La domanda è: notizia buona o cattiva? Valuti il lettore.

La vicenda della difesa della costa mediante scogliere è cominciata, per quanto riguarda Montemarciano, nel 1975. Da quella data la linea dell’erosione, anziché contenersi, si è allungata ben oltre la fila dei pennelli fino a raggiungere installazioni già esistenti a mare e le villette dall’altra parte della strada.

Se poi facciamo il conto di quanti soldi sono stati buttati in mare da quella data a ieri, diciamo pure che se li avessimo ripartiti tra tutti coloro che hanno investito su quel tratto di costa (che non sono poi tanti), a quest’ora vivrebbero tutti agiatamente tra le Bahamas e Las Vegas.

Rilanciare economicamente il territorio? Da 43 anni a questa parte sono state dette, scritte, urlate, implorate soluzioni diverse; e oggi una Serrani e un Ceriscioli si svegliano come se fosse l’alba del mondo. Loro governano un presente che dura quanto il loro mandato, certi che nessuno imputerà loro la spesa di quello che succederà. Lo stesso governo non si è aggiornato sull’eredità culturale di una guerra contro il mare che abbiamo cominciato a perdere dal primo giorno che l’abbiamo dichiarata.

Non ci sono più parole. Le ultime le ha spese Salvatore Settis (La Repubblica 2013); poi si è seccata la voce anche a lui, per la disperazione. Meglio descrivere la situazione con un paragone: se si trattasse di un malato, saremmo all’accanimento terapeutico. La partita è persa non solo per gli abitanti di Montemarciano, ma per tutti noi se solo pensiamo che il 40% dell’intero sviluppo costiero italiano è soggetto a erosione.
Che fare? Niente. Quello che c’era da fare non è stato fatto. Se magari qualcuno volesse sapere cosa si doveva fare, o cosa si dovrebbe fare, sintetizziamo subito anni di studi e di esperienze in un principio-guida: un programma di arretramento delle attività umane, da realizzarsi da qui al 2050: gli incentivi per farlo renderebbero molto di più di quanto si spende per non risolvere il problema, anzi per aggravarlo.

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