Il Centro Arvultùra: “Anche a Senigallia andrebbe fatta la lotta alla povertà e non ai poveri”

Il Centro Arvultùra: “Anche a Senigallia andrebbe fatta la lotta alla povertà e non ai poveri”

Criticate dallo Spazio Autogestito le scelte dell’Amministrazione comunale: “Forte con i deboli e debole con i forti”

SENIGALLIA – Dallo Spazio Autogestito Arvultùra riceviamo: “Da tempo a Senigallia, come in molte città italiane, è in atto una intollerabile crociata contro tutto ciò che va sotto la definizione di “abusivo”. Parcheggiatori, venditori lungo le spiagge e quantaltro vengono così presi di mira in nome di una presunta lotta alla “illegalità”. Anche nella nostra città, in prima fila in questa caccia alle streghe, troviamo la Lega: lo stesso partito che è finito sotto indagine per i 49 milioni di euro di soldi pubblici “evaporati” nel nulla.

“L’Amministrazione Comunale stessa, che si dichiara da sempre paladina dell’accoglienza, nel periodo estivo si dimostra implacabile con i controlli lungo il litorale. Gli ambulanti vengono spesso randellati a suon di sequestri di merce e multe esorbitanti. Peccato che la stessa solerzia, la stessa sollecitudine e la stessa perseveranza non ci sembra vengano applicate alle strutture alberghiere che impiegano lavoratori stagionali in nero o a chi affitta stanze e appartamenti ai turisti rigorosamente senza uno straccio di contratto. E l’elenco potrebbe proseguire.

“Ci pare evidente che invocare la famosa “legalità” (ma mirata nei confronti di alcuni soggetti sociali ben definiti) dimostri per l’ennesima volta che “forte con i deboli e debole con i forti” non sia affatto solo uno slogan da buonisti, per usare un termine tanto di moda oggi. Apriamo gli occhi, coloro che incontriamo nelle piazze della città, davanti ai supermercati o lungo la spiaggia non sono che un piccolo campione di quel settore della società che paga le conseguenze di politiche antisociali che allargano sempre di più la forbice di chi ha mezzi illimitati rispetto a chi fa fatica a sopravvivere. A farne le spese sono i migranti come tutte le persone che, a causa della perdita del lavoro o della mancanza di occupazione, si trovano in condizioni di precarietà.

“In sostanza anche qui a Senigallia la lotta andrebbe fatta alla povertà e non ai poveri, all’emarginazione sociale e non a chi è costretto a vivere ai margini della società. Da parte nostra saremo sempre pronti a mobilitarci a difesa degli emarginati e degli sfruttati”.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it