L’Università di Urbino è partner in Mozambico del Progetto Agri-Smart per un’agricoltura intelligente

L’Università di Urbino è partner in Mozambico del Progetto Agri-Smart per un’agricoltura intelligente

URBINO – Con la cerimonia ufficiale di inaugurazione ha preso il via il progetto Agri-SMART (http://www.agrismart.eu), un partenariato internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che mira a dare una risposta efficace alle sfide di resilienza e sviluppo poste dai cambiamenti climatici in Mozambico.

<Il ruolo dell’Università di Urbino> spiega il professor Riccardo Santolini <sarà quello di esaminare e approfondire il tema degli ecosistemi dei distretti coinvolti, sia in senso ecologico che economico, allo scopo di offrire alle popolazioni la consapevolezza sul valore delle risorse agricole a disposizione. In questo modo potranno gestire al meglio le attività legate all’agricoltura mantenendone qualità ed ecosostenibilità>.

Il Contesto

In Mozambico, circa l’80% della popolazione dipende dall’agricoltura come fonte primaria di sostentamento. Il 95% del PIL nazionale è generato dal lavoro dei piccoli coltivatori, che lavorano però solo una piccola parte dei terreni arabili nel paese e lo fanno con metodi rudimentali, che rendono la produzione scarsa e poco diversificata.

Si tratta oltretutto di agricoltura itinerante – praticata con tecniche (debbio, aratura profonda) che degradano l’ambiente e liberano stock di carbonio – che non lascia spazio a iniziative di lavorazione dei prodotti e, dunque, a qualsiasi prospettiva di esportazione e guadagno.

Questo già instabile equilibro, è stato definitivamente turbato dagli shock climatici che si sono susseguiti nel paese negli ultimi 3 anni, facendo crescere il tasso di povertà fino al 55%.

Il Partenariato

Agri-SMART è realizzato da COSV insieme a CELIM, il gruppo di azione per la mitigazione del cambiamento climatico CarbonSink, la cooperativa sociale Eliante, le Università di Urbino e Milano, il Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) e il Dipartimento per la Terra e l’Ambiente della Zambezia, Mozambico.

L’Intervento

Dando seguito al lavoro delle organizzazioni partner nella provincia della Zambezia e integrando percorsi di costruzione di resilienza e sviluppo diversificato intrapresi con la popolazione e il governo locale, per i prossimi 3 anni, l’intervento mirerà ad instaurare una produzione agricola fruttuosa e, al contempo, costruire le infrastrutture adatte alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti.

Un percorso verso la piena sostenibilità della produzione, non solo per il sostentamento, ma anche per l’esportazione e il guadagno delle comunità locali.

La cerimonia

La cerimonia ufficiale di inaugurazione dell’iniziativa (nelle foto) ha visto non solo la partecipazione di contadini e produttori, ma anche delle rappresentanze governative dei distretti di intervento, così come delle Direzioni Provinciali di Terra Ambiente e Sviluppo Rurale, Pesca e Agricoltura e Sicurezza Alimentare, segno della grande connessione e sinergia tra il team di progetto e le istituzioni locali, fondamentale per una cooperazione che possa avere risultati concreti di comprensione e buona gestione nel lungo periodo.

“È un orgoglio essere parte della creazione e del rafforzamento delle opportunità per gli attori economici locali, cercando di assicurare la loro integrazione formale nell’economia del territorio e generare un maggiore valore economico, sociale e culturale – ha affermato Giulia Zingaro, esperta di sviluppo rurale e rappresentante dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione, ed ha aggiunto – Vorrei anche evidenziare la centralità per la crescita della Provincia di una componente importante di questo progetto: la partecipazione dei giovani e l’attenzione alle donne. Siamo davvero ansiosi di monitorare i progressi e l’impatto di questa Azione”.

 

 

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