Paradisi: “35 mila euro di spese postali, enormità non giustificabile per il Comune di Senigallia”

Paradisi: “35 mila euro di spese postali, enormità non giustificabile per il Comune di Senigallia”

Una voce di bilancio che Unione Civica e Forza Italia avevano duramente contestato

Paradisi: “35 mila euro di spese postali, enormità non giustificabile per il Comune di Senigallia”di ROBERTO PARADISI*

SENIGALLIA – Confermati 35 mila euro per le spese postali e telegrafiche per il 2018 da parte dell’Amministrazione comunale. Nero su bianco lo hanno cristallizzato il dirigente Mirti e il funzionario Gregorini, responsabile di ufficio di Gabinetto del sindaco (determina dirigenziale 20/2018).

Una enormità non giustificabile. Lo avevo denunciato, dopo aver vagliato tutte le voci di spesa previste, nel corso della discussione sull’approvazione del bilancio (con voto ovviamente contrario da parte del gruppo di Unione Civica e Forza Italia) sottolineando il fatto che, nell’era della posta telematica e della posta certificata, mettere a bilancio 35 mila euro per la posta cartacea ordinaria è una irrazionalità amministrativa, oltre che uno spreco che si ripercuote ovviamente sulle tasche dei cittadini. Dispiace che il sindaco, che pur pubblicamente aveva garantito una immediata verifica di tale voce di spesa, non abbia fatto seguire alle parole i fatti.

Così emerge che tale eccessiva spesa deriva da un contratto stipulato nel 2013 (e quindi già in piena era di posta digitale e certificata) con un’azienda milanese che fornisce una macchina affrancatrice che, peraltro, dovrebbe persino garantire un risparmio sulle singole spedizioni.

Più volte i consiglieri dell’Unione del Buon Governo (Unione Civica e Forza Italia) avevano chiesto l’avvio di una politica di razionalizzazione delle spese. Perché ritenevamo e continuiamo a ritenere che non si può chiedere ai cittadini lo sforzo massimo di contribuire alle spese comuni con le imposte tarate ai più alti livelli e, parallelamente, continuare a disporre della finanza pubblica con simile leggerezza. Il sindaco e, soprattutto, l’assessore al bilancio dovrebbero porsi concretamente la questione e dovrebbero iniziare a dare una risposta nei fatti ai revisori dei conti che più volte hanno invocato una non più rinviabile politica di “spending review”.

*Consigliere comunale Unione Civica – Senigallia

 

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