Selezione, ricerca e voglia di narrare il vino: il team dei custodi del territorio conquista a Verona la platea del Vinitaly

Selezione, ricerca e voglia di narrare il vino: il team dei custodi del territorio conquista a Verona la platea del Vinitaly

di GIUSEPPE CRISTINI*

VERONA – Selezione, ricerca, voglia di narrare il vino. Il team dei custodi del territorio affronta questa 52 edizione del Vinitaly con questo spirito. Stretto legame con la zolla di terra e valori umani assoluti. Questa la prima impressione a caldo, durante la grande inaugurazione a Verona.

“Siamo pronti a decollare con la marchigianità, che guida il pianeta vino”, sussurrano Andrea Sereni e Simone Rossi, titolari del progetto, condiviso dalla Essepi Beverage di Marotta.

Si parte da un concetto del vino che deve respirare semplicità, bevibilità e voglia di narrare ai giovani.

“Una inaugurazione che deve raccontare il vino, più che berlo,  dove le Marche (regione che amo e che ho promosso negli anni come pochi altri) – interviene Giuseppe Cristini (ideatore del progetto) – diventano pionieri e bandiera di questi valori”.

Venendo allo stand della Regione Marche,  ritrovo le espressioni di degustazione stanche, che vedo da dieci anni, le  stesse facce,  le stesse scene sbiadite con il Verdicchio che, ci riferisce un noto e grande produttore, spunta appena 50/60 euro al quintale come uve.  “Così – mi dice – non si può andare avanti”.

Lo sappiamo che è un grande vino, ma mancano le idee. Unica grande novità il Prosciutto di Carpegna San Leo Dop, sapientemente servito al coltello da un maestro tagliatore.

I vini nella terrazza Marche vengono lasciati soli e i vini senza narrazione, sono solamente abbandonati a se stessi. “A questo gioco non possiamo sottostare – conclude Giuseppe Cristini -,  ed è per questo che abbiamo creato il Concept custodi del territorio vignaioli/poeti: il racconto del vino”.

“Salviamo la data: martedì 8 maggio a Marotta, in un grande scenario di racconto del vino, daremo lezione. Con il forum bollicine e con la degustazione emozionale. Attendiamo tutti i professionisti del vino, gli uomini di sala ed anche gli addetti di cantina. Su questo scenario vogliamo raccontare una marchigianità nel Calice diversa. Al di là delle istituzioni e dei consorzi,  che non sono all’altezza della situazione e incapaci di  offrire strategie innovative e vincenti”.

*Cavaliere del gusto e della bellezza

 

 

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