L’odissea a Senigallia di una terremotata di Arquata del Tronto, in difficoltà per un pignoramento che le è stato taciuto

L’odissea a Senigallia di una terremotata di Arquata del Tronto, in difficoltà per un pignoramento che le è stato taciuto

SENIGALLIA – Terremoto, leggerezze, errori: c’è di tutto in una incresciosa vicenda portata alla luce dai legali dell’Unione Nazionale Consumatori, Corrado Canafoglia ed Elisa Pellegrini.

Ma veniamo ai fatti. Alberta Cardinali, con il marito, gestiva tramite una cooperativa, una country house ad Arquata del Tronto. Si occupavano di turismo ecosostenibile.

Poi il terremoto ha distrutto tutto: la struttura ricettiva che gestivano, i loro sogni e la fonte del loro reddito, lasciandoli con i mutui da pagare, senza però avere la possibilità di lavorare.

E’ a questo punto che la signora Alberta decide di ripartire, investendo tutti gli ultimi risparmi familiari in un’erboristeria a Marzocca, rilevando la precedente gestione.

Alberta Cardinali avvia una trattativa con il proprietario del negozio (una impresa edile di Senigallia) e con i gestori dell’erboristeria.

A fine gennaio 2018 la signora Alberta sottoscrive un contratto di locazione per l’immobile con l’imprenditore edile ed acquista l’attrezzatura dai precedenti gestori che seguivano il negozio di erboristeria. Ed a febbraio 2018 apre il negozio Disanapiantaerboristeria.

Ma il sogno di una nuova vita si infrange il 5 marzo quando un creditore notifica il pignoramento dei canoni del contratto che Alberta deve pagare al proprietario dell’immobile.

La signora non fa neppure in tempo a rendersi conto di cosa le stesse accadendo che arriva in negozio il custode giudiziario, nominato dal Tribunale di Ancona, nell’ambito di un’altra procedura esecutiva, avente per oggetto l’immobile ove Alberta gestisce da pochi giorni la sua nuova attività.

Gli effetti dei 2 pignoramenti sono devastanti: 1) il contratto di locazione è successivo al pignoramento immobiliare, per cui non è valido. Il Tribunale può quindi disporre la liberazione dell’immobile, così Alberta si troverà per strada, avendo investito i suoi ultimi risparmi, dopo il dramma del terremoto, in un’attività che non potrà proseguire. I suoi sogni di ripresa  vengono meno e non sa oggi come ripartire.

2) inoltre la signora Alberta ha dato anche 1500 euro al proprietario, quale cauzione per eventuali danni all’immobile.

3) a questo punto l’imprenditrice non sa se deve pagare il custode giudiziario per il pignoramento immobiliare o il creditore del pignoramento presso terzi e – soprattutto – se può restare nell’immobile, quanto meno fino alla vendita all’asta dello stesso.

“Non sappiamo neppure  – affermano gli avvocati dell’Unione Nazionale Consumatori, Corrado Canafoglia ed Elisa Pellegrini – se anche i precedenti gestori avevano ricevuto la notifica del pignoramento dei canoni locativi”.

Solo ultimamente, dopo che ha avviato la nuova attività, la signora Alberta ha appreso  del pignoramento immobiliare che rischia di porla fuori dal negozio, avendo l’imprenditore edile taciuto tale fatto. Anzi ha preteso 1500 euro quale cauzione, pur sapendo che non poteva affittare l’immobile. Inoltre, va aggiunto, che soltanto ora la signora è venuta a conoscenza che l’imprenditore edile ha vari cantieri bloccati a Senigallia, con potenziali acquirenti che hanno dato del denaro come acconto senza avere gli appartamenti.

A questo punto Alberta Cardinali si trova senza prospettive. Ma ciò che le fa più male è che si è fidata dell’imprenditore edile, presentato dai precedenti gestori. Se solo avesse saputo dei suoi problemi, non avrebbe certamente rilevato il negozio di erboristeria.

A questo punto l’imprenditrice si è affidata ai legali dell’Unione Nazionale Consumatori, avv. Corrado Canafoglia ed Elisa Pellegrini per tutelare i suoi interessi, intenzionata anche a sporgere querela contro l’imprenditore edile.

Nella foto: la signora Alberta Cardinali insieme ai legali dell’Unione Nazionale Consumatori Corrado Canafoglia ed Elisa Pellegrini

 

 

 

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