Fatta brillare nel mare di Marotta la bomba della seconda guerra mondiale

Fatta brillare nel mare di Marotta la bomba della seconda guerra mondiale

L’ordigno bellico era stato recuperato lunedì – e poi rigettato in acqua -, a cinque miglia dalla costa, dall’equipaggio di  un motopeschereccio

MAROTTA – E’ cessato l’allarme, davanti alla costa di Marotta, per la presenza di un ordigno bellico della seconda guerra mondiale. La bomba è stata fatta brillare questa mattina, dopo che sabato era stata localizzata, con millimetrica precisione, dopo alcuni giorni di ricerche, dai subacquei del Nucleo Sdai (il Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare di Ancona.

Soltanto dopo tutte le necessarie verifiche tecniche e l’ulteriore messa in sicurezza di tutta l’area interessata la bomba è stata fatta esplodere. Ed anche dalla spiaggia si è potuta vedere chiaramente la caratteristica fontana d’acqua, conseguenza dell’esplosione, alta una ventina di metri.

La bomba – che era finita lunedì nelle reti del motopeschereccio Jamaica, della flottiglia senigalliese, e subito dopo rigettata in acqua dall’equipaggio – era stata localizzata con precisione sabato mattina dai subacquei della Marina Militare, dopo alcuni giorni di ricerche, rese complicate dall’acqua particolarmente torbida del mare. L’ordigno della seconda guerra mondiale è stato individuato a poche decine di metri dal luogo in cui i marinai del Jamaica avevano detto di averlo rigettato in mare.

La Capitaneria di Porto di Pesaro fa sapere che “il successo delle operazioni è frutto di un grande lavoro di squadra”. In questi giorni hanno infatti operato, oltre ai subacquei del Nucleo Sdai della Marina Militare di Ancona, i mezzi nautici della Guardia Costiera di Ancona, Pesaro, Fano e Senigallia, sotto il coordinamento generale della Prefettura di Pesaro Urbino e quello operativo della Direzione Marittima di Ancona.

Va ricordato che tutta la zona interdetta è stata pattugliata per tutta la settimana, onde evitare inconvenienti.

Nelle foto: la colonna d’acqua che si è alzata per l’esplosione della bomba; i subacquei del Nucleo Sdai di Ancona mentre si avvicinano alla zona in cui sabato era stato localizzato con precisione l’ordigno della seconda guerra mondiale; la partenza della motovedetta della Capitaneria di Porto con gli uomini impegnati nelle operazioni di brillamento

 

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