“Chiaravalle città della pace, ma le istituzioni sembrano averlo dimenticato”

“Chiaravalle città della pace, ma le istituzioni sembrano averlo dimenticato”

Presa di posizione del circolo di Rifondazione comunista che pone l’accento sui venti di guerra e sul silenzio degli amministratori pubblici

di FABRIZIO ILACQUA

CHIARAVALLE- Il circolo di Rifondazione comunista pone l’accento sulle guerre che sconvolgono la vita dei civili inermi e polemizza col silenzio delle istituzioni cittadine.

“Venti di guerra sempre più forti spirano nel Mediterraneo – si legge in una nota diramata dal locale circolo cittadino – e fanno temere, con disperata ragionevolezza, una crisi di proporzioni mondiali. Il massacro del popolo Kurdo da parte delle truppe Nato turche, gli eccidi dei palestinesi che rivendicano il loro diritto alla terra e alla speranza, il dramma siriano che tanto ricorda i prodomi e le tecniche che diedero la stura alla “guerra infinita” cominciata nel 1991 con l’attacco e la distruzione dell’ Iraq ne sono i sintomi evidenti.

“Quello che colpisce è il silenzio rassegnato dell’opinione pubblica, l’indifferenza morale, che diventa  rabbia becera e intollerante razzismo quando gli effetti di queste crisi diventano profughi che non vogliamo “a casa nostra”, dolori  cui non sappiamo rispondere con umana solidarietà.

“C’era una volta, come nelle favole, un paese colorato d’arcobaleno che sapeva informare, mobilitare, costruire solidarietà e tramutare questo in forza politica capace, in alcuni casi, di fermare la barbarie della guerra, sempre di far pesare tutto questo sulle cancellerie fino a condizionarne logiche e azioni. In quel tempo tante città, la nostra tra queste, si dichiararono “città della Pace, in quel tempo erano attivi comitati, come non ricordare quello “Chiaravalle Assisi” nato nello spirito dell’insegnamento di Aldo Capitini.

“C’era una volta appunto, oggi c’è silenzio e indifferenza, un silenzio e una indifferenza  che cominciano nelle aule istituzionali. Forse la giunta e il Consiglio comunale – continua la nota – nemmeno sanno che Chiaravalle è città della pace e i cartelli arrugginiscono alle porte della città. Perché tutto questo? Qui stanno i limiti del civismo politico, che noi di Rifondazione, coniando un neologismo, abbiamo chiamato “noialtrismo”, un modo d’intendere l’azione pubblica meschino e provinciale che convinto rumina il mantra delle “ideologie sono morte” e così fa morire pure le idee, e l’impegno civile”.

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it