Anche Chiaravalle Domani è nettamente contraria all’approvazione della proposta di legge regionale 145

Anche Chiaravalle Domani è nettamente contraria all’approvazione della proposta di legge regionale 145

“Una legge che viene proposta prima della definizione del nuovo Piano Sanitario”

di FABRIZIO ILACQUA

CHIARAVALLE- Dopo Rifondazione comunista, anche la lista Chiaravalle Domani esprime la propria contrarietà alla Proposta di Legge n. 145 che la Regione Marche si appresta ad approvare. “Tale legge – si legge in una nota dei componenti la lista-  andrà a disciplinare le sperimentazioni gestionali in tutti gli ambiti del servizio sanitario regionale, compreso l’ambito sociale, con la possibilità di un consistente ingresso di partner privati e senza privilegiare il coinvolgimento delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, che al contrario andrebbero incoraggiate permettendo al mondo del volontariato di utilizzare le risorse legate alle donazioni come contributo al rafforzamento dell’offerta sanitaria pubblica.

Una legge che, oltretutto, viene proposta prima della definizione del nuovo Piano Sanitario Regionale e che non chiarisce la sorte dei dipendenti pubblici che operano nelle strutture che verranno interessate dalle sperimentazioni”.

Per Chiaravalle Domani si intravedeno i rischi di un incremento incontrollato della presenza del privato nel sistema sanitario regionale che, con il diritto di prelazione inserito nella PdL, entrerà in competizione con la sanità pubblica anche attraverso l’utilizzo di macchinari e strutture pubbliche pagati con i soldi dei contribuenti. “Esprimiamo, dunque, -continua il comunicato- forte preoccupazione per il futuro dei tredici piccoli ospedali che sono stati riconvertiti in strutture territoriali, come l’ospedale di comunità di Chiaravalle, poiché sono già state sottoscritte convenzioni con soggetti privati per la gestione di ex ospedali come quello di Cagli e di Macerata Feltria.

Grave è inoltre la possibilità garantita dalla PdL 145 di trasformazione della sperimentazione in gestione ordinaria, sulla base di una mera relazione redatta dal dirigente della struttura organizzativa regionale competente e disposta dalla Giunta regionale.

Ci affianchiamo al giudizio critico e alle forti preoccupazioni espresse in modo unitario dai sindacati e ribadiamo la nostra contrarietà a quello che si sta stagliando all’orizzonte della sanità delle Marche. Appaiono utili le proposte di miglioramento del testo di legge che contribuiscano ad eliminarne le ambiguità e a garantire comunque le opportunità di intervento del Terzo settore.

Siamo convinti che la migliore sanità per i cittadini sia quella pubblica, l’unica che possa garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini, distribuita sul territorio, efficiente, equa e non un privilegio in base alla ricchezza”.

 

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