A Chiaravalle scende in campo anche Pierpaolo Morosini, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle

A Chiaravalle scende in campo anche Pierpaolo Morosini, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle

di FABRIZIO ILACQUA

CHIARAVALLE- Anche i 5 Stelle saranno della partita alle prossime amministrative e sarà Pierpaolo Morosini (nella foto) il candidato sindaco per il Movimento a Chiaravalle. “Ho deciso di candidarmi anche se ho già settant’anni perché dopo due anni che ricerchiamo un candidato a sindaco nessuno se l’è sentita di prendersi questa responsabilità, allora non mi sono tirato indietro. Su sollecitazione di alcuni parlamentari abbiamo deciso di presentare la lista”.

D’altronde il Movimento alle ultime politiche di marzo ha sfiorato il 35% e si è classificato di gran lunga come primo partito della città. “Non ho mai avuto tessere di partito, – ha continuato Morosini – non ho mai avuto contratti di consulenza,  non ho affiliazioni con la massoneria non ho mai voluto iscrivermi, seppure sollecitato più volte, al Rotary o ad altre associazioni. Quindi la mia scelta è stata ponderata e alla fine ho deciso che era giunto il momento di mettere in gioco le mie competenze e le mie professionalità. Oggi infatti vige in Italia una gerontocrazia di pochi individui aggregati in partiti o lobby che lavorano, a volte alla luce del sole ma più spesso nell’ombra, e decidono dei destini di tutti senza nessuna trasparenza ma solo con il fine di mantenere i privilegi o del proprio partito o della propria lobbie. Si tratta di un corporativismo  becero e pericoloso che è un residuato di un vecchio concetto di stato che viene da lontano, in pratica dall’Italia pre e post fascista. Quindi ci vuole trasparenza ed una iniezione di democrazia diretta che in qualche modo renda palese la volontà politica. Vogliamo capire a chi vanno i benefici di una scelta politica e vogliamo capire se quanto affermato è stato realizzato ed ha funzionato.

La democrazia diretta o indiretta significa avere delle proposte. Le proposte “a priori” sono tutte buone non è facile dire qual è la migliore. Ma la democrazia è poter dire “a posteriori” hai sbagliato, la tua proposta non ha portato gli effetti che speravi ed ha invece salvaguardato pochi tuoi amici. La vera scelta il cittadino la deve fare dopo, quando può  capire chi ha realizzato quello che aveva promesso  e chi invece non ha fatto bene o peggio non ha fatto nulla. Il voto serve per mandarlo a casa  e cercare qualcuno che fa meglio del precedente.

Quindi ho deciso che bisogna cambiare l’Italia in quelle poche cose che non la vogliono far funzionare.  Vale a dire la politica non può essere una professione e non deve essere finanziata; ma soprattutto non deve occupare il potere in modo perpetuo e spesso oscuro, se non ti eleggono ti riciclano di nascosto in altri posti di potere o sotto il tappeto di liste civiche che non rappresentano il nuovo ma il vecchio mascherato, privato del suo simbolo. Nessuno deve restare indietro ed occorre accompagnare quelli che non ce la fanno a mantenere il passo.

Quindi io non chiedo una fiducia ai miei elettori  promettendo loro che manterrò i loro privilegi e le loro congreghe. Io nella mia vita ho sempre fatto quello che dicevo di fare ed ho sempre detto prima ciò che avrei fatto. Tutti potranno verificare se ho detto il falso.  Quello che farò è scritto nel nostro programma e se sarò eletto lo realizzerò senza accampare scuse in caso di fallimento.

Per quanto riguarda il programma, Morosini ha le idee chiare e annuncia cinque punti che saranno il cardine dell’azione amministrativa dei 5 Stelle: contrasto alla povertà e alla disoccupazione, riconversione della manifattura per portarla a produrre anziché tabacco, la canapa per ottenere fibre tessili; cemento zero ma riqualificazione dell’edilizia esistente; una sanità partecipata e cicli di conferenze con esperti per educare la popolazione all’uso delle rsorse sanitarie in termini efficienti e più economici; quindi migliorare la prevenzione nell’area AERCA ad alto rischio ambientale ed infine riqualificazione e completa digitalizzazione della pubblica amministrazione comunale con particolare attenzione agli inabili  digitali”.

 

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