Un meraviglioso scatto di Gaetano Baviera nella copertina del libro sui fotografi delle Marche

Un meraviglioso scatto di Gaetano Baviera nella copertina del libro sui fotografi delle Marche

Al Musif di Senigallia c’è l’impegno per intensificare le attività e curare nuovi progetti culturali

SENIGALLIA – “Dobbiamo fare attività, ma anche curare i progetti culturali” dice Giorgio Pegoli sorridendo soddisfatto dalla informazione didattica fornita dal suo corso di fotogiornalismo e dice “abbiamo tante attività e tanti progetti, in una settimana siamo passati dall’incontro con il fotoreporter Emanuele Scorcelletti con i suoi reportage di successo dedicati alle star come Sharon Stone e Monica Bellucci, all’incontro sulla storia della fotografia marchigiana. I nostri fotografi sono in mostra alla Fabbrica del Vapore di Milano per la mostra dedicata a Pasolini, dove c’è anche il nuovo lavoro di Enzo Carli sulla documentazione del delitto Pasolini del museo criminologico di Roma.

Le fotografe di Io Fotoreporter/Donna girano già l’Italia nelle mostre sull’autoritratto di Giorgio Bonomi. Gli impegni non mancano certo. Non parlo poi delle tante presenze di Lorenzo Cicconi Massi, che è stato presentato in questi giorni da Merlak a Trieste e che sta preparando il testo di introduzione del  catalogo dell’Archivio Turetta sulla fotografia di scena. Io personalmente, grazie a Ruggero Passeri sto curando l’edizione in lingua inglese del catalogo della mia mostra alla Rocca Roveresca”. Venerdì sera poi c’è stato il pieno di pubblico delle grandi occasioni al Musinf per l’importante presentazione del nuovo libro di Vincenzo Marzocchini e Luigi Ricci sui fotografi nelle Marche.

Sul tema Il prof. Bugatti, direttore del Musinf e Giorgio Pegoli, come coordinatore del corso di fotogiornalismo, premettono che oggi la fotografia attira certamente l’attenzione del pubblico, ma che è specifica responsabilità culturale e storica di Senigallia città della fotografia, battersi perchè nel settore la moneta cattiva non scacci quella buona e per divulgare i risultati della ricerca storica, da cui arrivano tante appetitose e coinvolgenti segnalazioni e scoperte di esperienze e personalità della fotografia marchigiana, che è un’autentica miniera di ingegni ancora da scoprire e studiare. “Siamo lieti” dicono il prof. Bugatti e Giorgio Pegoli, “di essere riusciti a garantire il ricordo dei maestri del Gruppo Misa, ma crediamo sia giusto anche battersi per un programma del Musinf che ampli e approfondisca la visione storica, prevedendo di valorizzare tutta la storia della fotografia, cominciando, per esempio, con il fare a Senigallia, magari proprio al Palazzetto Baviera una mostra dedicata a Gaetano Baviera, di cui vedete una fotografia in copertina del nuovo libro di Marzocchini e Ricci”.

E’ evidentemente un’iniziativa giusta e vantaggiosa anche per la valorizzazione turistica del Palazzetto Baviera e della città. Il libro presentato al Musinf  è frutto di una ricerca che ha impegnato la collaborazione tra un professionista della fotografia quale è Luigi Ricci e un fotoamatore amante della storia come Vincenzo Marzocchini. Si tratta di un libro utile e prezioso perché davvero c’è la necessità di analizzare il quadro storico territoriale nello sviluppo di un mezzo che ha prodotto notevoli cambiamenti nel modo di vedere il mondo. Il prof. Bugatti ha segnalato che è nei programmi del Musinf, non appena verrà reso disponibile lo spazio in restauro dell’Ex ostello a Palazzo del Duca, anche una programmazione di mostre relative a importanti autori come Vittorio Piergiovanni, Trani, di cui il Musinf conserva la serie fotografica dedicata a Senigallia, sirena dell’adriatico, Pelosi, Pannaggi, Mughini, Crocenzi, Carafoli, di cui ugualmente il Musinf conserva una vasta documentazione partendo dal racconto fotografico. Ricci e Marzocchini nel loro applauditissimo incontro di venerdì, hanno illustrato la loro ricerca sui fotografi dai primi del ‘900 fino agli anni Cinquanta e Sessanta, documentando attentamente il passaggio della fotografia marchigiana dall’interpretazione ottocentesca alla nuova visione del mondo.

La premessa è che la fotografia dell’Ottocento e della prima metà del Novecento appare avvolta in un’estetica consolidata, lontana dalle correnti internazionali che cominciano, invece, a produrre cambiamenti nel fotogiornalismo italiano e nei pochi amatori sperimentatori già negli anni Quaranta. Gli autori hanno sentito la necessità di mettere a fuoco un periodo storico poco noto, cercando di colmare il vuoto esistente nella ricerca storica sugli autori dell’Ottocento e sulle figure considerate protagoniste della modernità come Cavalli, Crocenzi, Giacomelli.

Nei tre capitoli del libro, oltre a esaminare la situazione generale marchigiana in relazione a quella italiana e straniera, Marzocchini e Ricci mettono a fuoco varie personalità rappresentative del periodo. Spiegando come la Fotografia marchigiana nel dopoguerra si rinnovi profondamente, si inserisca nei movimenti culturali europei e di matrice statunitense diventando protagonista all’interno dei nuovi scenari professionali e fotoamatoriali. Il volume insomma descrive le movimentate vicende della fotografia marchigiana negli anni Cinquanta ed i contatti tra i fotografi, come testimoniato da scambi epistolari, che coinvolgono tutto il panorama fotografico italiano dell’epoca.

Vincenzo Marzocchini è nato ad Ancona nel 1948. Nel 1971 si laurea in Pedagogia ad Urbino. Si occupa di fotografia a partire dalla fine degli anni 1970, in particolare con programmi di educazione all’immagine come docente di materie letterarie e libere attività complementari nella scuola media. Inizialmente si è dedicato a ricerche sul territorio, successivamente alla sperimentazione in camera oscura e alla figura. I suoi interessi si rivolgono poi agli studi storici, di analisi e critica e soprattutto ai rapporti tra fotografia e letteratura. Attualmente la sua attenzione si focalizza sulla raccolta di immagini d’epoca seguendo il criterio delle tecniche di stampa e di riproduzione con particolare riguardo alla ritrattistica tra Ottocento e Novecento. Nel 2007 ha contribuito alla creazione del Museo Storico Fotografico di Montelupone. Ha fatto parte dello staff redazionale della rivista Gente di Fotografia, per la quale ha scritto numerosi testi critici.

Negli ultimi anni la fotografia stenopeica, unitamente agli studi storici e teorici, ha assorbito tutta la sua produzione pratica. Molte sono le sue pubblicazioni. Luigi Ricci nasce a Macerata nel 1942. Alla fine degli anni 50 studia la pittura decorativa all’Istituto d’Arte di Macerata. Dal 1962 frequenta il Corso superiore di disegno industriale di Venezia. Fotografa dal 1962 e frequenta il Corso di Italo Zannier. Nel 1966 aderisce al Centro Cultura Fotografia, Milano-Fermo, perfezionando con Luigi Crocenzi la ricerca su il linguaggio e l’espressività delle immagini. Alla fine degli anni 60 apre in cooperativa a Roma lo studio di grafica Fantastici 4 insieme a Giovanni Lussu, Moimir Jezek e Mario Cresci. Dal 1972 al 2006 svolge la professione artigiana di Disegnatore grafico e Fotografo artistico per l’Industria. Dal 2002 al 2008 insegna all’Università degli Studi di Macerata discipline di storia della fotografia e linguaggio grafico e multimediale. Dal 2011 è cofondatore dell’Associazione Culturale Casale delle Noci, con lo scopo di promuovere le attività artigianali, la cultura materiale e il museo d’impresa.

 

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