I carabinieri di Senigallia sulle tracce della donna che ha gettato la figlioletta nel cassonetto dei rifiuti

I carabinieri di Senigallia sulle tracce della donna che ha gettato la figlioletta nel cassonetto dei rifiuti

All’Istituto di Medicina Legale dell’Ospedale di Ancona sarà effettuata l’autopsia sui resti della bimba. Il cadavere è stato scoperto, giovedì pomeriggio, da un operaio che stava controllando, con particolare attenzione, il materiale presente su un nastro trasportatore utilizzato per lo smistamento dei rifiuti alla Cavallari Group di Casine di Ostra, azienda dove confluiscono materiali della raccolta differenziata dei Comuni delle province di Ancona, Pesaro e Perugia

OSTRA – I carabinieri del reparto operativo della Compagnia di Senigallia stanno indagando per cercare di individuare la donna che, dopo aver partorito, ha gettato il corpicino della bimba in un cassonetto dei rifiuti, celato, molto probabilmente, in una busta di plastica.

Il cadavere, ormai privo di vita, della piccina è stato individuato giovedì pomeriggio da uno degli operai della Cavallari Group, l’azienda di Casine di Ostra che si occupa di differenziare i rifiuti. E durante la cernita, su un nastro trasportatore, è stato appunto scoperto il corpicino della neonata. Indagini complesse, quelle dei carabinieri, dato che l’azienda di Casine di Ostra si occupa del trattamento dei rifiuti provenienti da molti Comuni delle province di Ancona, Pesaro e Perugia. Difficile, quindi, risalire alla zona precisa in cui il corpicino della bambina è stato gettato nel cassonetto. Anche se i carabinieri stanno attentamente vagliando ogni particolare, per dare una “lettura” precisa ai rifiuti presenti sul nastro trasportatore, vicino al corpicino della bimba. Rifiuti che potrebbero fornire elementi per poter risalire alla zona di provenienza. Appena riusciranno ad individuare il Comune di provenienza i militari inizieranno accertamenti mirati negli ospedali e negli ambulatori, rivolgendosi direttamente anche ai medici di famiglia, alla ricerca di possibili indizi per risalire alla partoriente

Sul nastro trasportatore, vicino al corpicino della bimbetta, è stata anche trovata una busta di plastica, con evidenti macchie di sangue, che è stata sequestrata e verrà analizzata, alla ricerca di possibili impronte.

Frattanto si è appreso che verrà eseguita nel pomeriggio, nei locali dell’Istituto di Medicina Legale dell’Ospedale di Ancona l’autopsia sul corpo della neonata. L’autopsia, disposta dal pubblico ministero Serena Bizzarri, dovrà in primo luogo far comprendere quando e come è deceduta la piccina. E, soprattutto, se era ancora viva quando è stata abbandonata nel cassonetto dei rifiuti. Inoltre sarà prelevato il Dna per poter poi effettuare eventuali comparazioni. Per il momento le uniche certezze sono che la neonata è di carnagione bianca ed è stata ritrovata con una parte del cordone ombelicale ancora attaccata.

Fin dal momento del rinvenimento del cadaverino della bimba la Procura della Repubblica di Ancona ha aperto un fascicolo, contro ignoti, per i reati di infanticidio e occultamento di cadavere.

Le indagini vanno avanti, al momento, su più fronti e tutte le ipotesi sono tenute nella debita considerazione. Difficile pensare che ad aver partorito sia stata una donna con la possibilità di accedere a strutture sanitarie.

Il corpicino della piccina è stato ritrovato durante una delle quotidiane operazioni di riciclo dei rifiuti che viene attuata alla Cavallari Group, in via dell’Industria, a Casine di Ostra. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri ed un’ambulanza del servizio sanitario regionale. Poco dopo sono arrivati da Ancona anche il medico legale ed il magistrato di turno.

Il corpicino, ormai senza vita, della bimbetta, è stato individuato su un nastro trasportatore utilizzato per la separazione dei rifiuti. Un recupero reso possibile soltanto grazie alla particolare attenzione che viene posta dal personale addetto al riciclo dei rifiuti all’interno della Cavallari Group di Casine di Ostra. Nei capannoni dell’azienda ostrense, ogni anno, vengono lavorate circa 70 mila tonnellate di rifiuti, recuperati dalla raccolta differenziata effettuata da Comuni ed imprese private delle province di Ancona, Pesaro e Perugia. Un traffico importante che ha spinto l’azienda ad investire continuamente anche nella formazione del personale. E proprio grazie all’attenzione di un addetto al nastro trasportatore si è riusciti a individuare, giovedì pomeriggio, il corpicino, ormai senza vita della neonata.

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