“Ostra Vetere non può diventare una frazione periferica di Senigallia”

“Ostra Vetere non può diventare una frazione periferica di Senigallia”

Il dibattito aperto sull’Unione dei Comuni: l’Associazione politico culturale montenovonostro ha scritto al sindaco Luca Memè

“Ostra Vetere non può diventare una frazione periferica di Senigallia”

OSTRA VETERE – Anche l’Associazione politico-culturale montenovonostro torna sullo spinoso argomento della nuova Unione dei Comuni: “Di fronte alla tenebrosa possibilità che anche il nostro Comune approvi la costituzione dell’Unione dei Comuni del comprensorio – si legge in un documento dell’associazione – , che sarebbe il primo passo irreversibile verso la fusione dei Comuni e la riduzione di Montenovo a periferica frazione senigalliese senza più Autonomia Municipale, abbiamo scritto urgentemente al sindaco la seguente lettera: “Ostra Vetere, 18 dicembre 2017 Protocollo: 20171218UC Oggetto: Unione Comuni. Al Sindaco del Comune di 60010 Ostra Vetere. La presente per esternarLe convinta contrarietà al modo in cui le maggioranze di sinistra di molti Comuni delle due Valli del Misa e del Nevola avrebbero deciso in fretta e furia di costituire l’Unione dei Comuni dalla ridicola denominazione che ci rifiutiamo di pronunciare, anche per le salaci reazioni provocate in larga parte degli osservatori. Quando si decidono le sorti delle istituzioni, la prima cosa che dovrebbe essere assicurata, oltre a non cadere nel ridicolo, è la concorde decisione della più larga maggioranza possibile. Non pare proprio che tale precondizione sia stata rispettata. Né pare siano stati fissati concreti obiettivi chiaramente delineati e condivisi, e soprattutto verificati attentamente costi e benefici. Nemmeno questo appare nei fatti rispettato.

“Non solo, ma la decisione, ammesso che sia concorde, non può prevedere norme iugulatorie che soffocano la libera determinazione dei consoci a rimanere o ad andarsene. Sembrerebbe infatti, secondo il giudizio di autorevoli rappresentanti di alcune minoranze comunali, che la reversibilità della decisione improvvidamente e frettolosamente assunta, sia resa nei fatti praticamente impossibile per norme-capestro introdotte al solo scopo di impedirne la reversibilità. Ciò contrasta con ogni principio di libertà democratica e fa specie che a introdurre simili pratiche antilibertarie sia proprio il partito che pretende di essere ritenuto democratico. L’abbiamo detto e ripetuto più volte che intendiamo difendere con ogni mezzo l’Autonomia Municipale di cui il paese ha potuto godere per 900 anni e non lasceremo niente di intentato per assicurare al paese la sua libertà istituzionale, ora minacciata da fusioni o unioni cervellotiche. Poiché il Comune è ormai prossimo alle elezioni amministrative anticipate di primavera, in cui è ben sperabile l’affermazione di una alternativa all’attuale maggioranza, con la presente La invitiamo a non forzare la mano e a soprassedere ad ogni decisione sulla Unione che non corrisponda alla integrale tutela dell’Autonomia Municipale, senza far trovare i suoi successori di fronte a fatto compiuto e al dovere di revocare improvvide decisioni nel frattempo adottate. Se ciò dovesse far scattare clausole iugulatorie dannose agli interessi del nostro Comune, Lei valuti preventivamente il rischio di poter essere personalmente chiamato a rispondere, insieme agli altri assessori e consiglieri che avessero votato l’atto di Unione, dei danni subiti e subendi dall’ente. Uomo avvisato, mezzo salvato. Doverosamente. montenovonostro”. Ci pare di essere stati chiari a sufficienza e senza inutili giri di parole: uomo avvisato, mezzo salvato”.

 

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