Imposte, entroterra virtuoso, Falconara maglia nera

Imposte, entroterra virtuoso, Falconara maglia nera

Resi noti i dati dell’Osservatorio nazionale della Cna sulla tassazione delle imprese. Le giustificazioni del sindaco Brandoni

ANCONA – Ancona, Falconara, Fabriano, Jesi, Senigallia, Osimo: sono questi i sei principali comuni della provincia di Ancona analizzati dalla Cna, dati dell’Osservatorio nazionale sulla tassazione delle imprese alla mano, nel corso della tavola rotonda “Imposte locali a confronto” svoltasi  martedì sera nella sede provinciale dell’associazione.

Presente il responsabile nazionale delle politiche fiscali Cna Claudio Carpentieri, che ha portato i risultati dell’indagine annuale, i vertici della Cna territoriale di Ancona e, moderati dal giornalista Maurizio Socci, quattro dei sei rappresentanti dei comuni chiamati all’appello: il sindaco di Fabriano Santarelli, di Falconara Brandoni, il vice sindaco di Senigallia Memè e l’assessore al bilancio di Ancona Fiorillo. Assenti invece i comuni di Jesi ed Osimo.

Una mancanza sulla quale Cna ha subito detto la sua, in apertura di serata, attraverso le parole del presidente Maurizio Paradisi: “L’assenza, dichiarata solo all’ultimo minuto, dei sindaci dei due comuni è inopportuna, perché viene meno il confronto su temi che artigiani e piccoli imprenditori vivono come importantissimi. Sono anche io un artigiano e a nome di tutti posso dire che spesso ci sentiamo non presi in considerazione dalle istituzioni. Noi siamo sempre importanti, non solo durante le campagne elettorali”.

Una serie di “bravo” e applausi dalla folta platea (almeno 100 i presenti), prima delle parole del direttore Cna Massimiliano Santini: “La tassazione locale è un tema delicato e probabilmente, date le ultime vicende, soprattutto inerenti la Tari, alcuni sindaci hanno travisato lo scopo del nostro incontro. Ribadiamo che la Cna intende porsi come interlocutore inflessibile, concreto e preparato,  ma non retorico né polemico. Il confronto è l’arma con cui intendiamo combattere le difficoltà economiche ed è ciò di cui le imprese hanno bisogno. Il nostro scopo è porci verso le istituzioni con il ruolo di consulenti programmatici e progettuali”.

Carpentieri ha illustrato i dati sulla tassazione locale: considerando la media italiana di total tax rate al 61,2% e quella marchigiana al 60,6%, tra i sei comuni analizzati la maglia nera spetta al comune di Falconara (62,5%) con un tax free day che cade il 15 di agosto. Più virtuosi invece i comuni di Jesi e Fabriano (entrambi 57,9%).

Subito pronta la replica del sindaco Brandoni: “Abbiamo ereditato un comune con oltre 80 milioni di debiti. Dal 2007 ad oggi ne abbiamo abbattuti 26 milioni e Aerdorica in un battibaleno ne ha accumulati altrettanti! Ci siamo trovati tra le mani una Tari aumentata del 25% con un contratto decennale per ripianare i debiti della vecchia municipalizzata servizi. Falconara non ha alcuna possibilità di abbassare la Tari!”.

Tra le altre richieste di Cna ai comuni, una migliore ripartizione tra Imu e Tasi: abbassando la quota Imu e alzando la Tasi il comune può contare sulle stesse entrate ma l’imprenditore risparmia in quanto la Tasi è deducibile. Tecnica la spiegazione di Fiorillo: “I comuni hanno le mani legate perché lo Stato non ci concede di aumentare le tasse, semmai solo di diminuirle”.

Resta il fatto che il 61% circa dei ricavi aziendali finiscono in tasse. Un dato che ha infervorato alcuni membri della platea e per il quale Cna sta cercando soluzioni proprio attraverso un confronto costante con i decisori pubblici. Lo spirito della Cna è quello di fare massa critica per affrontare, tutti insieme, la problematica. Peccato per chi il confronto l’ha evitato.

 

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