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Povertà e solitudine in aumento: a Senigallia il Centro Palazzolo riapre le porte

Povertà e solitudine in aumento: a Senigallia il Centro Palazzolo riapre le porte

La struttura ha bisogno di volontari per alimentare il calore e provare ad alleggerire il peso severo delle difficoltà, soprattutto durante le feste

SENIGALLIA – “Nessuno ha diritto di essere felice da solo” diceva Raoul Follereau, uomo che ha saputo mescolare la filantropia con la poesia e il lavoro di giornalista. È questo lo spirito che deve animare un periodo importante come quello delle feste natalizie, in cui ogni sentimento è più sentito e profondo. La gioia dei bambini, la generosità verso gli altri, il desiderio di stare in famiglia, la solitudine di chi non ha nessuno, il freddo di chi vive in strada. Tutto è amplificato, a Natale. Per questo il Centro di solidarietà Luigi Palazzolo, in piazza della Vittoria, è fiero di aver riaperto le porte in tempo per accogliere il maggior numero possibile di persone sole, povere, emarginate in queste giornate e queste notti che per molte famiglie sono speciali ma per tante persone sono solo più dolorose.

Il Centro ha bisogno di noi tutti per alimentare il calore e provare ad alleggerire il peso severo della solitudine, che a Natale brucia più che mai. Fare esperienza di volontariato al Centro di solidarietà è una possibilità. Vale per i giovani, che spesso preferiscono l’azione ai tanti discorsi e che durante le vacanze natalizie al Centro possono davvero mettersi in gioco, conoscere in prima persona gli ospiti, servire i piatti a tavola a pranzo e a cena, ripulire le stanze, regalare qualche sorriso che solo la giovinezza più innocente e fresca sa offrire.

E vale per gli adulti, per chi non lavora, per chi lavora e ha qualche giorno di ferie e potrebbe prestare il proprio tempo per qualche ora, cucinando un piatto con più dolcezza, ascoltando un racconto che sembra tanto lontano dalle nostre vite, trascorrendo una serata e una notte al Centro, immaginando per un attimo che gli ospiti accolti al Centro siano amici che stanno vivendo un periodo difficile. Spesso è proprio così, non serve l’immaginazione.

Il più delle volte chi arriva al Centro ha davvero bisogno di affetto, di ascolto, di tenerezza. Perché si sente fragile per innumerevoli motivi, come ci sentiamo anche noi talvolta, ma, mentre noi ci lasciamo scaldare dalle risate dei figli e da un divano comodo, ci sono uomini e donne a cui manca l’abbraccio affettuoso di chi ti vuole bene indipendentemente da tutto. Proviamo a scaldare il loro Natale facendo volontariato con Caritas (volontariato@caritassenigallia.it)

 

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