Ritrova una busta con 500 euro e la consegna alla polizia di Urbino

Ritrova una busta con 500 euro e la consegna alla polizia di Urbino

 

URBINO – Una storia bella, oseremmo dire di spessore e di onestà mirabolante. Protagoniste due ragazze, una tedesca, Sophia, in Urbino per il progetto “Erasmus”, l’altra di Fermignano, pressoché coetanea della giovane teutonica, Annalisa Ikim Silvani di 22 anni, laureatasi in Lingue e Culture Straniere l’8 novembre scorso, ed, infine, una nonna Angela. Il nome, alla fine della storia meravigliosa e con lieto fine, sarà premonitore.

L’oggetto dell’accaduto? Una “busta rossa”. All’interno una somma di 500 euro ed un biglietto con su scritto: <<Auguri Lalli>>. Nonna Angela quella sfortunata ma sfavillante mattina scende con i parenti a Borgo Mercatale con un mazzo di fiori radiosi. Prende l’ascensore e, subito dopo, sale le scalette che portano a Piazza Rinascimento. Pensa di appoggiare quella “busta rossa” in mezzo ai fiori. In fondo c’è una retina che li attornia. Sventura vuole che tra il salto da un gradino all’altro la busta scivoli sui mattoni storici della città ducale che salgono ai piedi del Palazzo Rinascimentale più immortalato dagli sguardi di millanta persone. Nonna Angela se ne accorgerà solo quando arriverà in quel “posto d’onore” in cui l’amata nipote discuterà la tesi di addottoramento. Nonna Angela, è affranta. Ne parla, con gli occhi gonfi di lacrime, all’altra nonna, quella materna. <<Oddio – si dicono – non diciamo nulla ad Annalisa. Non roviniamole la Festa>>.

“The show must go on” canterebbero gli indimenticati “Queen”. In seguito “Lalli” verrà a conoscenza dell’episodio. Nonna Angela non si ferma di fronte la disavventura. Da fondo ad altre riserve e non fa mancare il suo regalo nel giorno in cui la “sua Lalli” è diventata dottoressa in Lingue. Nel frattempo Sophia, è la prima, verso le 15.00 a scendere le scalette. La dea bendata ci ha messo di suo ed ha visto giusto. La giovane tedesca vede la busta rossa a terra. Non può essere carta straccia. La raccoglie con garbo e scopre che è piena di banconote e un cartoncino che accompagna il dono chissà a chi? A “Lalli”.

Ma chi è “Lalli”? A quel punto Sophia la porta subito al Commissariato di Urbino. Racconta tutto, nei minimi particolari perché la Polizia di Stato possa e cerchi di risalire al proprietario. Ora subentrano altri personaggi: gli agenti, i segugi del Commissariato. Pensano ad una strenna di laurea. Si portano nella segreteria centrale dell’Università e si fanno stampare le generalità ed i numeri di telefono dei 50 studenti che si sono laureati in data 8 novembre. Cominciano a contattarli: il primo, il secondo, il terzo… fino, ieri, il 47essimo. I poliziotti aveva perso ogni speranza. Stavano pensando già a qualcuna che avesse compiuto gli anni. Trovarla sarebbe stato come il fatidico ago nel pagliaio. Al telefono risponde “Lalli”: <<Ho perso qualcosa di prezioso? Io no ma mia nonna…..>>. E’ Lei. Descrive la busta nei minimi particolari.

<<Venga su nella sede di Borgo Mercatale a riprendersi quello che l’appartiene>>. Non crede alle sue orecchie. L’interessamento della Polizia è stata la ciliegina sulla torta. Ora “Lalli” ha già trovato tra i suoi contatti nei social, Sophia. S’incontreranno e “si daran la mano”. <<Nel 2017 – ha rimarcato il dirigente del Commissariato Simone Pineschi – è la quarta volta che ci recapitano portafogli con somme di denaro considerevole e tutti gli episodi sono andati a buon fine. Sophia non è un’eroina ma una persona speciale come lo sono state le altre: onestà, lealtà e correttezza fanno parte della loro vita. Per Lei è stato normale consegnare i soldi. Non ha esitato un attimo. Un modello di vita e di quotidiana realtà>>. Nonna Angela? Si è commossa perché, a volte, anche gli angeli piangono di felicità. (eg)

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it