Disabili emarginati in piscina, il caso di Senigallia finisce in Parlamento

Disabili emarginati in piscina, il caso di Senigallia finisce in Parlamento

Sport, disabilità, inclusione sociale: l’on. Beatrice Brignone ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio, al ministro dello Sport, al ministro del Lavoro e delle politiche sociali e al ministro della Salute dopo il diniego di concedere, in orari adeguati, la piscina delle Saline agli atleti disabili della Polisportiva

SENIGALLIA – La parlamentare senigalliese di Possibile, Beatrice Brignone, ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro dello Sport, al ministro del Lavoro e delle politiche sociali e  al ministro della Salute in relazione al diniego di concedere in orari adeguati la piscina delle Saline agli atleti disabili della Polisportiva Nuoto di Senigallia.

“Gli atleti facente parte della Polisportiva dovrebbero essere uno dei vanti  della nostra città, anche in virtù delle loro conquiste in gare nazionali. Concordo pienamente – scrive l’on. Beatrice Brignone – sul fatto che agli atleti debba essere posta tutta l’attenzione di cui meritano e  offrire loro la possibilità di potersi allenare in una struttura idonea alle loro esigenza in orari di apertura della piscina e non a impianto chiuso in ragione del trinomio: sport, disabilità e inclusione.

“Lo sport, è considerato un insegnamento di valori positivi, proprio perché è lo strumento migliore per promuovere l’integrazione delle persone con disabilità fisica. Inoltre lo sport, per i disabili è la consapevolezza di poter raggiungere  autostima e può rappresentare un percorso che favorisce la speranza di un futuro proprio perché permette loro di percepirsi come persone capaci di ottenere traguardi.

“Per tali motivi ho chiesto ai ministri interrogati se quanto contenuto nel  “Manifesto Sport-Integrazione”, frutto dell’Accordo di Programma fra Coni e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sia davvero messo in pratica.

“Ho inoltre chiesto se non si ritiene opportuno mettere concretamente  in atto e non solo a parole, l’intesa siglata tra Lotti e la Boschi con l’obiettivo di favorire, attraverso la promozione della pratica sportiva e dei suoi valori civici e sociali, il contrasto all’emarginazione e alle discriminazioni di ogni genere favorendo l’integrazione dei disabili, delle minoranze etniche, degli immigrati e di gruppi sociali vulnerabili.

“Lo  strumento di prevenzione di disagio sociale e psicofisico e di formazione della persona attraverso lo sport deve essere considerata una concreta opportunità ed auspico quindi che l’Amministrazione comunale e le società che hanno in uso l’impianto delle Saline – conclude la parlamentare di Possibile -, mettano in atto concrete iniziative sul riconoscimento dello sport per i disabili, quale motore d’inclusione sociale e strumento eccellente per la loro integrazione, affinché non si debba più assistere a spiacevoli fatti come quelli accaduti ai ragazzi della Polisportiva”.

 

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