Sorpreso a fare i suoi bisogni in una via trafficata di Fano

Sorpreso a fare i suoi bisogni in una via trafficata di Fano

Alle proteste di un residente è subito fuggito in auto

FANO – E’ accaduto questa mattina in città verso le 11 e ha lasciato esterrefatto il residente che, accortosi dalla finestra del suo appartamento di quanto stava avvenendo, è sceso in strada per redarguire il colpevole.

Ci spiega cos’è accaduto?, chiediamo all’abitante che ci chiede l’anonimato: “Ero in casa e avvicinatomi alla finestra, ho visto quest’uomo che faceva pipì proprio dietro la mia auto parcheggiata, nei pressi del cancello della mia abitazione. Sono sceso in strada e, raggiungendo alle spalle quella persona, le ho chiesto cosa stesse facendo e di vergognarsi”.

E lui?: “Ha fatto finta di niente: si è tirato su la zip dei pantaloni e se n’è andato senza dire una parola. Io l’ho seguito per qualche metro e, proprio dietro l’angolo, davanti all’entrata del negozio di Cover up, in angolo tra via Don Bosco e via 4 Novembre, c’era una macchina parcheggiata. Lui vi è salito dentro e chi era al volante ha messo in moto, e se ne sono andati. Ho preso modello dell’auto e targa, naturalmente”.

Un episodio davvero strano! Ma quella persona che lei ha sorpreso mentre faceva i suoi bisogni in mezzo alla strada è italiano?: “Sì, sì, italiano… intorno ai quarant’anni di età”.

L’ha visto in faccia?: “Io gli sono rimasto sempre alle spalle. Non voglio rivelare aspetti della sua fisionomia che mi è ben presente. Posso dire che il suo viso l’ho visto perché quando l’ho richiamato ha girato la faccia verso di me, e mi ha ‘guardato male’, come si dice. Potrei riconoscerlo facilmente. Comunque è un episodio molto strano per tanti motivi. Il primo perché è una vergogna che qualcuno possa pensare di potersi fermare in mezzo all’abitato e fare i propri bisogni come se si fosse in un deserto; poi perché si tratta di una persona adulta – non un ragazzino – senza apparenti problemi di salute né di condizione sociale… insomma, non era certo un vagabondo… se non riusciva più a trattenersi avrebbe potuto farsi accompagnare in un bar lì vicino e fare tutto quello che voleva, era anche in auto!… Altri se ne vedono, comunque, ogni tanto, liberarsi nello spiazzo che è proprio di fronte a dove l’auto lo stava aspettando (con un altro uomo al volante, un po’ più anziano), si chiama Piazzale Selvelli, c’è un’edicola, e un parcheggio, dove a volte si notano – li hanno visti in tanti qui, tra chi abita da queste parti – persone che mimetizzandosi molto bene tra quelle macchine e qualche raro cespuglio, fanno lì i loro bisogni. Ma, in mezzo alla strada, in via Don Bosco, non era mai accaduto prima, è molto strano, anche la scelta dell’auto, la mia, che non offriva alcuna possibilità di nascondersi, rispetto, invece, ad altre parcheggiate una dietro l’altra sulla stessa via”.

Certo, si deve dire purtroppo che sempre più spesso atteggiamenti di inciviltà sono all’ordine del giorno. Questa volta, per fortuna, non ci si deve scagliare contro uno ‘straniero’ ma contro un nostro connazionale, forse proprio un concittadino fanese, al quale evidentemente non hanno insegnato le basi elementari dell’educazione. Non è un caso se ne scriviamo, perché si deve anche dire che episodi di questo tipo si verificano spesso anche se nessuno, di solito, li denuncia. In questo caso però, la denuncia è sacrosanta: l’italiano maleducato autore dell’episodio che ci è stato descritto, aveva altre opzioni, non si trovava nel bel mezzo di un’autostrada per esempio, ma in una delle zone più trafficate di Fano, ed è giovane e sano, come ci dice il residente: “Sì, non aveva l’aspetto di un malato, questo è certo, anzi tutt’altro: alto un metro e ottanta circa e di corporatura robusta, e sana, vestito in modo del tutto dignitoso. E nonostante io l’abbia sorpreso non s’è neanche scusato. Un vero cafone! Vede, tra l’altro proprio a tre metri da quella persona incivile, al di là della stretta carreggiata di via Don Bosco, abitano famiglie con bambini, vi sono anche donne naturalmente… se quei bambini, per esempio, lo avessero sorpreso in quell’atteggiamento? E’ strano, davvero, anche perché avendo fatto parcheggiare l’auto davanti a quel negozio per un bisogno impellente (peraltro in divieto e occupando lo spazio della pista ciclabile), avrebbe potuto chiedere di utilizzare la toilette di quell’esercizio commerciale, non credo proprio che glielo avrebbero negato”.

Adesso ci si augura che lo identifichino: quel negozio ha telecamere direzionate proprio verso il luogo dove è avvenuto il fatto e anche sull’ingresso dello stesso esercizio.

 

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