Stefano Pollegioni: “La sicurezza a Fano e Pesaro, due pesi e due misure”

Stefano Pollegioni: “La sicurezza a Fano e Pesaro, due pesi e due misure”

di STEFANO POLLEGIONI*

FANO – Sul tema sicurezza  sembra strano che a Pesaro e  Fano, entrambe amministrate dal Partito Democratico, si utilizzino due pesi e due misure.

A Fano il sindaco Seri, nonostante più volte invitato da Fratelli d’Italia, non applica la  Legge n. 48 del 2017 “Minniti”, che fornisce nuovi poteri ai Sindaci in tema di sicurezza. Invece l’Amministrazione di Pesaro, che ha già organizzato una commissione sicurezza in sinergia e con la partecipazione delle Forze di Polizia, sta tracciando un percorso che prevede la modifica del regolamento di polizia urbana, indispensabile per recepire la Legge sopra menzionata,  e l’applicazione del  Daspo Urbano, ossia misure particolari nei confronti dei parcheggiatori abusivi, del commercio itinerante abusivo e stati di ubriachezza  che peraltro sarà esteso anche lungo le  spiagge.

E il sindaco Seri, a Fano, cosa fa ? Credi di combattere l’abusivismo dando ai clandestini ed irregolari la  chiave della città cosi come dichiarato pubblicamente rispondendo ad un intervento stampa di Fratelli d’Italia?

I cittadini fanesi iniziano ad accorgersi che le dichiarazioni del Sindaco  Seri di voler riunire accattoni e parcheggiatori abusivi in una fantomatica associazione rischia di attirare nel nostro territorio altri clandestini.

Anche il fatto increscioso accaduto lunedì scorso in via Nolfi sud dove alcuni giovani probabilmente ubriachi hanno rotto una vetrina e continuano a sporcare vomito ed altro le entrate delle case (come più volte segnalato dai residenti) poteva essere affrontato applicando la Legge Minniti e se almeno si disponesse durante l’estate un servizio notturno di Polizia Municipale.

Il lavoro del parcheggiatore abusivo è oramai nella nostra città un lucroso business eppure la Giunta fanese sembra ignorare il problema

Non è raro vedere personaggi che sembrano usciti dai centri di accoglienza, ben vestiti, ben organizzati e spesso muniti di cellulari con auricolari impegnati in lunghe conversazioni. Ma se non lavorano dove trovano i soldi? Da dove vengono? Chi sono e perché sono a Fano? Nonostante il vagabondare non è dato sapere

Molti di questi personaggi sono in città, ad esempio al Campo Boario, e vendono cose di ogni genere, il  tutto esentasse e alla faccia di quei commercianti che oltre alla fatica che fanno per campare devono anche confrontarsi con gli orpelli dello Stato. Ma a Fano tutto è permesso .

E’ iniziata la stagione estiva  e le nostre spiagge iniziano ad essere frequentate da irregolari pronti a vendere prodotti contraffatti tra gli ombrelloni: zaini e borse piene di tutto e non controllate. Eppure considerando i recenti e gravi episodi di terrorismo eseguiti anche da cani sciolti e lupi solitari chi ci dice che il pericolo non sia alle porte?  Chi li controlla ? Sicuramente questo è un aspetto che non può essere trascurato.

Non sembra che  questa Amministrazione si stia preoccupando di organizzare un tavolo di concertazione con Capitaneria di Porto, Carabinieri, Polizia e Finanza per intraprendere un percorso di controllo e sicurezza della città Fano e delle sue spiagge.

Forse Seri e la sua Giunta non sanno  che garantire la sicurezza per i cittadini  ed i turisti non è un optional ma un dovere . Se non lo sanno fare prendessero almeno esempio dai loro compagni pesaresi.

 *Coordinatore  FDI/AN  Fano  – Delegato provinciale alla  sicurezza

 

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