“Manganelli Finxit. Arte come menzogna” alla Casa della Poesia di Urbino

“Manganelli Finxit. Arte come menzogna” alla Casa della Poesia di Urbino

“Manganelli Finxit. Arte come menzogna” alla Casa della Poesia di UrbinoURBINO – Non solo “Risorgimento segreto” a cura del “Divin critico”, ma, sotto i torricini va in onda un evento davvero significativo, “Manganelli Finxit. Arte come menzogna”, appuntamento nella Casa della Poesia, via Valerio 1,  e nel Collegio Raffaello, Piazza della Repubblica, fino al 30 giugno per un approfondimento con documenti, opere e inediti dedicato allo scrittore, giornalista e critico d’arte Giorgio Manganelli a cura di Vittorio Sgarbi e Lietta Manganelli. Un’ampia selezione di materiale legato. Opere di Nanni Balestrini, Paolo Beneforti, Paolo Della Bella, Franco Grittini, Giulia Maldini, Franco Nonnis, Gastone Novelli, Giovanna Sandri, Marisa Bello e Giuliano Spagnul.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del programma 2017 “In difesa della poesia”. <<Parafrasando un famoso detto di Manganelli: “Non riesco a pensare ad una vita senza sogni, come mi è impossibile immaginare una moneta che abbia solo il diritto e sia priva del rovescio”, potremmo affermare – sottolinea Lietta Manganelli – “Non riesco a pensare ad una vita senza arte” e, trattandosi di Manganelli, “mi è impossibile immaginare una vita senza menzogna”. Amore, quello per l’arte, assolutamente ricambiato. Per questo abbiamo voluto, io e Sgarbi, (o l’ha voluto il Manga, questo è tutto da definire) riunire tutte o almeno la maggior parte delle opere ispirate ai suoi libri. Opere dell’epoca e attuali. Opere di artisti che hanno letto Manganelli, e da allora non sono stati più gli stessi>>.

Cosa troviamo in queste stanze? <<Il Manganelli segreto – rimarca Lietta – Purtroppo c’è questa stupida idea che per leggere manganelli ci vogliono tre lauree con il bacio accademico. In realtà Manganelli lo può leggere chiunque. Uno dei ricordi più belli della mia vita è Ugo Cornia che legge ad un gruppo di muratori un pezzo di “Sconclusione”. Dopo una risata pazzesca uno si alza e dice “se questa è letteratura leggo anch’io”. In Manganelli c’è sempre qualcosa che arriva comunque e a chiunque. I suoi corsivi li legge anche uno che non ha mai letto nient’altro. Certo ha una bella lingua ma il fatto di avere una bella lingua non è un deterrente. Io – conclude la figlia Lietta – sono convinta che Manganelli non è stato capito finora>>. (eg)

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