SENIGALLIA / Da domenica torna “Teatrando di borgo in borgo”

SENIGALLIA / Da domenica torna “Teatrando di borgo in borgo”

SENIGALLIA / Da domenica torna “Teatrando di borgo in borgo”

SENIGALLIA – Dopo il grande successo dello scorso anno, torna “Teatrando di borgo in borgo”, la rassegna itinerante di teatro dialettale promossa dal Comune di Senigallia in collaborazione con le associazioni culturali cittadine che si svolgerà a marzo e ad aprile nelle frazioni del territorio.

Tutti i cinque appuntamenti di questa seconda edizione inizieranno alle ore 17,30 e saranno come sempre a ingresso libero.

Si inizia domenica 12 marzo, al centro sociale di Sant’Angelo con “La Tela” e il loro “Un’ do’ tre… gabarè”, per la regia di Laura Nigro e Carmen Frati: un divertente e autoironico “scherzo dialettale” sul mondo del cabaret.

“Una seconda edizione – afferma il sindaco Maurizio Mangialardi – che, anche quest’anno, mira a valorizzare l’importante patrimonio delle compagnie teatrali cittadine all’interno di un progetto culturale pensato e costruito per le nostre frazioni”.

“In una realtà come quella di Senigallia  – afferma l’assessore alla Cultura Simonetta Bucari – dove la cultura del teatro è fortemente radicata e produce esperienze di grande spessore, abbiamo voluto replicare la rassegna “Teatrando di borgo in borgo”, lanciata con successo lo scorso anno con la preziosa collaborazione delle associazioni e delle compagnie teatrali cittadine. L’obiettivo è valorizzare il lavoro e la competenza dei nostri attori e delle nostre compagnie  amatoriali, ma soprattutto dare risposte anche alle nostre frazioni, che sempre più chiedono eventi e momenti di intrattenimento culturale disseminati nel territorio”.

Il secondo appuntamento sarà in programma domenica 26 marzo con  “I Dialettanti”, all’Auditorium delle Emozioni di Scapezzano, che metteranno in scena “Quattr’ poesi’ e do’ cantat’”: poesie dialettali lette da Renzo Colombaroni, Patrizia Graziosi e Andrea Scaloni, alternate a canzoni melodiche anni sessanta-novanta.

Domenica 2 aprile, alla sala Pio IX (ex bocciodromo) di Roncitelli, sarà la volta de “I Mazzamurei” con “N min’stron’ d’ sciapat’ cundit’ sa do risat’”, cinque scenette in dialetto senigalliese che prendono spunto dal  vivere quotidiano di gente comune,  in cui si alternano intrighi, sotterfugi, doppi sensi tutti conditi con sapiente autoironia per la regia collettiva di Giuliano Bedini, Luigi Schiaroli, Vitaliano Pettinelli, Mafalda Stefanini.

Domenica 9 aprile, al teatro Parrocchiale di Vallone, “La Sciabica” metterà in scena “Orilio…… Orilio”, commedia in due atti di Paolo Cappelloni, per l’adattamento e la regia di Ezio Giorgini. Orilio è un commerciante avaro che dedica la sua vita unicamente ad accumulare denaro e a spendere il meno possibile, anche a discapito degli affetti e delle amicizie sincere. Così facendo però alla fine si troverà solo, abbandonato da famiglia e amici; e beffato per di più nel sentimento per lui più forte: l’avidità.

Domenica 23 aprile, al centro civico di Cesano, l’appuntamento sarà con “La sposa e la cavalla”, de “I Scavestri”, per l’adattamento e la regia di Maurizio di Nello Berluti.

La rassegna si concluderà domenica 30 aprile, all’oratorio della parrocchia San Pio X di Ciarnin, con un doppio spettacolo de “La Sciabica”. Il primo è “La dumanda d’matrimoni”, per l’adattamento e la regia di Maurizio “ Bobo” Paolasini. Si tratta di  un pezzo brillante in cui è l’equivoco a creare situazioni comiche in una storia campagnola degli anni trenta, che vede al centro una disputa per un terreno agricolo confinante. Il secondo è “Asp.tand’ l dutor”, pezzo appositamente scritto per “La Sciabica “ da Glauco Faroni, sempre per l’adattamento e la regia di Maurizio “Bobo” Paolasini, in cui si rappresenta la realtà di una vicenda contemporanea che rende esilaranti situazioni e personaggi che ritroviamo tutti i giorni nella realtà che ci circonda.

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