CANTIANO / Apertura della rassegna dei “Percorsi pasquali 2017”

LA TURBA Dal secolo di San Francesco, Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo a Cantiano, 14 marzo 2017  .              La Turba              E’ una rappresentazione che rievoca nelle forme del teatro popolare-religioso la passione, morte e resurrezione di Cristo. Essa si svolge ogni anno la sera del Venerdì santo nel paese di Cantiano in Provincia di Pesaro-Urbino.           Il luogo  Cantiano è un paese di circa 2.500 abitanti situato ai piedi dell’Appennino al confine con la regione Umbria. La posizione lungo la strada Flaminia ha influenzato le diverse vicende storiche che, succedutesi nel corso dei secoli, hanno lasciato testimonianze di ogni epoca. Gli imponenti manufatti lungo la strada consolare romana, i ruderi delle rocche medievali, i palazzi nobili, le chiese, e quanto raccolto nel museo storico-archeologico e del territorio sono a  testimoniarlo.       L’evento  La Turba, trae origine da quei movimenti popolari di invocazione alla pace sostenuti dagli ordini mendicanti (francescanesimo) che si diffusero fra le regioni Marche ed Umbria intorno alla metà del sec. XIII. Anche Cantiano, posto a cavaliere della via Flaminia, accolse la “turba” di penitenti che, accompagnati dai canti del “miserere”, procedevano nella sofferenza e nella redenzione flagellandosi e implorando la pace. Si formò così in paese la Compagnia dei Disciplinati di S. Croce che, al fine di tramandare la devozione, si rifece al supremo esempio di penitenza e sacrificio: la Passione e Morte del Cristo. Divenuta nel 1427 per volontà di San Bernardino da Siena Compagnia del Buon Gesù, ogni anno eleggeva “mazzieri e soprastanti la processione del Venerdì Santo” il cui compito era quello di organizzare una imponente processione con personaggi del vecchio e nuovo testamento. La “Processione del Venerdì Santo con Turba” si sviluppò e attraversò i secoli mutando l’ordine e la composizione dei personaggi che ne facevano parte, ma sempre mantenne quel carattere di religiosità popolare dalla quale aveva avuto origine. Nel 1938, con il dissolvimento della Compagnia del Buon Gesù e la costituzione della Società Turba, si ebbe l’innesto di elementi teatrali sull’originaria processione, trasformando l’intero nucleo abitativo in un’enorme scena all’aperto. La parola sostituì la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rese più immediata la comprensione dei fatti narrati.  La Turba di Cantiano, è oggi tra le più importanti e conosciute Sacre Rappresentazioni del Venerdì Santo realizzate in Italia. Il centro storico del paese si trasforma per una sera in un’enorme scena all’aperto, realizzando così, caso particolarissimo già rilevato dall’Istituto di Teatro dell’Università di Firenze, una forma di rappresentazione in cui recitanti (duecentocinquanta personaggi nei costumi dell’epoca) e spettatori sono portati a muoversi insieme percorrendo le vie del paese per recarsi nei luoghi dove grandiose scenografie completano e fanno da cornice alla rappresentazione. Il Soggetto di riferimento cui oggi è demandato il mantenimento del tradizionale evento e la gran parte della progettualità ad esso collegata è l’Associazione Culturale “La Turba”, una Onlus iscritta nel registro regionale delle Associazioni di volontariato. L’Amministrazione comunale è il soggetto che, riconoscendo nella Turba l’elemento di identificazione della Comunità cantianese, si è assunta il compito di fornire tutto il sostegno necessario per far fronte agli oneri della messa in scena, in considerazione del fatto che non si fa riferimento a nessuna forma di sponsorizzazione né al pagamento del biglietto d’ingresso.                                                         Allestimenti e scenografie  La Turba, usando le parole del nostro vescovo, fa di Cantiano la Gerusalemme della nostra diocesi. Uno dei motivi e allo stesso tempo punto di forza della manifestazione è la presenza di grandiose scenografie in legno, pensate e costruite da artigiani del luogo.  Per alcuni giorni il paese di Cantiano si trasforma. Nei pressi dei giardini pubblici viene allestito il Cenacolo luogo deputato all’istituzione dell’Eucaristia, ma anche del tradimento e della cattura del Cristo. Nell’ampia Piazza Luceoli vengono innalzate le strutture che rappresentano il Tempio dei Sacerdoti, il Pretorio romano e la Reggia di Erode; essi sono il palcoscenico sul quale centinaia di persone fanno la loro comparsa e interpretano con devozione e popolare le scene del processo e della condanna. L’ultima scena, la salita al Golgota, sfrutta al meglio la morfologia del territorio, in questo caso la collina sopra il paese con i ruderi della rocca medievale; qui avviene l’epilogo scandito da una processione di figuranti illuminata da centinaia di torce che rischiarano il buio della notte. L’annuncio della risurrezione e l’omaggio al Gesù morto da parte dei personaggi e dei fedeli che ad essi si sono aggiunti, all’interno della chiesa Collegiata, concludono la serata.        Il programma …  Ore 05:00 Centro storico. Risveglio al suono delle “battistrangole” curato dagli  incappucciati Ore 05:30 Chiesa Collegiata. Inizio della tradizionale “Visita delle Sette Chiese” Ore 15:30 Chiesa Collegiata. Azione liturgica della Passione del Signore Ore 16:30 Chiesa Collegiata. Suono dei “33 rintocchi” e processione, curata dagli incappucciati, del Cristo Morto e della Madonna Addolorata dalla Chiesa Collegiata a quella di S. Ubaldo Ore 20:00 Per le vie del paese. L’attesa – introdotta dalla figura di Diogene e discepoli, con laudi e canti tradizionali sui sagrati delle chiese Ore 20:45 Piazza Luceoli. Cospirazione e tradimento di Giuda Ore 21:00 Parco della Rimembranza. Ultima Cena Piazza Luceoli. Momento di vita ebraica Ore 21:45 Piazza Luceoli. Processo e condanna Ore 22:30 Con inizio da Piazza Luceoli. Ascesa al Calvario Ore 23:00 Colle S. Ubaldo. La Resurrezione Ore 23:30 Sfilata finale dei personaggi verso la Chiesa Collegiata       Riconoscimenti  La Turba ha raggiunto notorietà e diffusione a livello nazionale ed europeo, portando il nome di Cantiano ovunque. Fra i riconoscimenti di maggior prestigio ricevuti figura l’Alto Patrocinio concesso dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa nel 1996.  La stampa locale e nazionale annualmente pubblicano articoli riferiti all’evento e le reti Rai nazionali hanno spesso effettuato collegamenti con il paese nei giorni prossimi la Pasqua.  Nel 2005 RAI 1 ha trasmesso una puntata della trasmissione “A sua Immagine” proprio in diretta da Cantiano. Dal 2001, La Turba è entrata a far parte di “Europassion”, l’aggregazione che vede riuniti oltre 100 paesi di varie nazioni europee ove si realizzano teatri della passione e sacre rappresentazioni. In questo consesso La Turba costituisce uno dei punti di forza della rappresentanza italiana. Nel 2011, inoltre, il paese di Cantiano ha ospitato il Congresso annuale di Europassion, un evento che ha ricevuto una lettera di apprezzamento della Presidenza della Repubblica Italiana ed al quale hanno partecipato circa trenta delegazioni di dodici paesi europei, oltre a rappresentanti istituzionali del Vaticano. Fra i numerosi patrocini anche quelli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ricevuti per l’edizione degli anni 2006, 2009, 2011. Nel campo della carta stampata, numerosa è la rassegna nelle varie testate giornalistiche a livello nazionale sia quotidiani che periodici (Famiglia Cristiana, Credere, Medio Evo, pubblicazioni Touring club, Resto del Carlino, Messaggero, Corriere della sera, ecc.). I lusinghieri consensi ricevuti rappresentano un chiaro esempio delle capacità, della forza delle secolari tradizioni che ancora sopravvivono nei piccoli centri e che rappresentano il più resistente tessuto culturale del nostro Paese.  La rassegna “PERCORSI PASQUALI”   La manifestazione è considerata la più importante e qualificata Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo della Regione Marche. L’impatto dell’evento e la risonanza mediatica, trascendono chiaramente l’ambito locale venendosi a proporsi come un importante elemento dell’offerta culturale in ambito nazionale ed europeo, come dimostrano gli attestati ricevuti nel corso degli anni. Migliaia di persone, assistono ogni anno all’evento; essi provengono sia dai paesi limitrofi che da tutta Italia, inserendosi nel ricco e vasto flusso del turismo religioso; altrettante ne vengono in contatto per mezzo del sito internet dell’Associazione, altre ancora sono coinvolte durante tutto l’anno attraverso le attività messe in atto dalla Stessa. L’occasione della rappresentazione della Turba, ha dato spunto a questa Amministrazione, per ideare una serie di appuntamenti culturali (concerti, mostre, momenti di approfondimento con autorevoli studiosi, ecc.) su tematiche storiche, religiose, antropologiche, sono così nati i Percorsi Pasquali, destinati ad una ambito più locale, ma importanti per la crescita culturale per mantenere sempre un livello di attenzione sul territorio.       La TURBA è anche laboratorio didattico          Continuano, da più di un decennio, i laboratori didattici in collaborazione con le scuole di Cantiano. Anche quest’anno, i ragazzi della classe 5^ primaria ha messo le mani “in stoffa”creando, in versione bi-dimensioni, i stessi costumi che indossare ranno  la sera stessa del Venerdì santo. Grande effervescenza quindi, nel riaprire i famosi armadi che custodiscono costumi che sono stati realizzati nel tempo dagli stessi alunni, insegnanti, genitori con l’aiuto logistico di membri dell’Associazione Turba: si prova, si adatta e si va alla scoperta, con fervore da vero “Turbante”, del costume giusto che si porterà in scena la sera della Turba.  La Turba è ” memoria evangelica, memoria storica, memoria sociale”, per questo l’Associazione Turba propone da anni il recupero di questo patrimonio immateriale alle giovani generazioni, coinvolgendoli in varie iniziative e cercando di sviluppare una fondamentale rete di rapporti intergenerazionali attraverso il coinvolgimento degli adulti custodi primi di questa memoria. Il tutto si estrinseca in un vero e proprio “Progetto Sociale” di riappropriazione, conservazione e valorizzazione della propria identità culturale.        	La Visita alle Sette Chiese - Venerdì Santo – ore 5,00                Ecco come inizia veramente il Venerdì Santo    Cantiano, centro storico, ore 5,00 del mattino. E’ ancora notte quando un gruppo di ragazzi insonnoliti percorre le vie del paese con l’intento, sempre riuscito, di dare la sveglia a quanti sono intenzionati a partecipare alla Visita alle Sette Chiese (detta anche Giro delle sette Chiese) e indirettamente un po’ a tutti.   Allo scopo viene utilizzato uno strumento conosciuto in gergo col nome di battistrangola. Una tavola di duro legno sulla quale è inserita, da ciascun lato, una maniglia in ferro che, libera di ruotare, colpisce piastre di ferro producendo un gran fracasso. Così inizia a Cantiano la lunga giornata del Venerdì santo.  Una sveglia insolita questa, che segue un sonno nervoso e preoccupato. Ce n’è per tutti: dal parroco a cui attende una giornata faticosa tra funzioni e processioni, all’Amministrazione pubblica perché vuoi o non vuoi Cantiano si riempirà come al solito di tanta gente per assistere alla “Turba”, dalla casalinga intenta a preparare le prelibatezze del periodo (cresce, ciambelle, pasta e ceci, ecc.) a tutti i “turbanti” che di preoccupazioni e pensieri ne hanno da vendere.   La preghiera collettiva di tipo processionale conosciuta come Visita alle Sette Chiese, trovò in S. Filippo Neri (1515-1595), il suo più grande diffusore. Il Santo riprese probabilmente un’antica tradizione che interessava le principali basiliche romane, per rilanciarla e riproporla in veste nuova un po’ ovunque.  L’idea nacque soprattutto come contrasto alla fastosità e dissolutezza con cui veniva consumato, tanto nelle grandi quanto nelle piccole città, il carnevale. Si era nell’anno 1552. In questo periodo la stessa chiesa celebrava il concilio di Trento (conclusosi nel 1563), intesa a recuperare quel rigore che sembrava smarrito nelle stesse persone che invece dovevano esaltarlo.  Il “sette” non indicava soltanto il numero dei luoghi più santi di Roma da visitare per rinvigorire la fede, ma faceva piuttosto esplicito riferimento ad alcuni temi della passione sulla quale meditare (sette viaggi di Cristo nella Passione, le sette parole di Gesù in croce, i sette dolori della Madonna, ecc.).   Ancor’oggi il tragitto è rimasto immutato così come a noi pervenuto, trovando negli ultimi decenni nuovo e rinvigorito interesse. Una tradizione viva ed autentica, in grado di coinvolgere, in uno dei momenti più sentiti del Venerdì santo, sempre più ragazzi giovani. (Testo di Maurizio Tanfulli, Presidente dell’Associazione culturale Turba)  Per i visitatori che avranno scelto di fermarsi a Cantiano già dal Giovedì santo, il “giro delle 7 Chiese” sarà preghiera collettiva e momento di introspezione oppure un momento unico di esperienza condivisa con la comunità locale.   info:  Segreteria: c/o IAT Comune di Cantiano (PU) - 0721 789936 – 0721 789911 www.laturbacantiano.it - laturbacantiano@comune.cantiano.pu.it Fb.  Turba Cantiano

CANTIANO / Apertura della rassegna dei “Percorsi pasquali 2017”

Aspettando la Turba del Venerdì Santo, sabato al Chiostro di Sant’Agostino/sala multimediale, alle ore 17,30, appuntamento con il prof. Marco Jacoviello su   “Gerusalemme e Roma – approccio all’esegesi biblica”

LA TURBA Dal secolo di San Francesco, Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo a Cantiano, 14 marzo 2017  .              La Turba              E’ una rappresentazione che rievoca nelle forme del teatro popolare-religioso la passione, morte e resurrezione di Cristo. Essa si svolge ogni anno la sera del Venerdì santo nel paese di Cantiano in Provincia di Pesaro-Urbino.           Il luogo  Cantiano è un paese di circa 2.500 abitanti situato ai piedi dell’Appennino al confine con la regione Umbria. La posizione lungo la strada Flaminia ha influenzato le diverse vicende storiche che, succedutesi nel corso dei secoli, hanno lasciato testimonianze di ogni epoca. Gli imponenti manufatti lungo la strada consolare romana, i ruderi delle rocche medievali, i palazzi nobili, le chiese, e quanto raccolto nel museo storico-archeologico e del territorio sono a  testimoniarlo.       L’evento  La Turba, trae origine da quei movimenti popolari di invocazione alla pace sostenuti dagli ordini mendicanti (francescanesimo) che si diffusero fra le regioni Marche ed Umbria intorno alla metà del sec. XIII. Anche Cantiano, posto a cavaliere della via Flaminia, accolse la “turba” di penitenti che, accompagnati dai canti del “miserere”, procedevano nella sofferenza e nella redenzione flagellandosi e implorando la pace. Si formò così in paese la Compagnia dei Disciplinati di S. Croce che, al fine di tramandare la devozione, si rifece al supremo esempio di penitenza e sacrificio: la Passione e Morte del Cristo. Divenuta nel 1427 per volontà di San Bernardino da Siena Compagnia del Buon Gesù, ogni anno eleggeva “mazzieri e soprastanti la processione del Venerdì Santo” il cui compito era quello di organizzare una imponente processione con personaggi del vecchio e nuovo testamento. La “Processione del Venerdì Santo con Turba” si sviluppò e attraversò i secoli mutando l’ordine e la composizione dei personaggi che ne facevano parte, ma sempre mantenne quel carattere di religiosità popolare dalla quale aveva avuto origine. Nel 1938, con il dissolvimento della Compagnia del Buon Gesù e la costituzione della Società Turba, si ebbe l’innesto di elementi teatrali sull’originaria processione, trasformando l’intero nucleo abitativo in un’enorme scena all’aperto. La parola sostituì la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rese più immediata la comprensione dei fatti narrati.  La Turba di Cantiano, è oggi tra le più importanti e conosciute Sacre Rappresentazioni del Venerdì Santo realizzate in Italia. Il centro storico del paese si trasforma per una sera in un’enorme scena all’aperto, realizzando così, caso particolarissimo già rilevato dall’Istituto di Teatro dell’Università di Firenze, una forma di rappresentazione in cui recitanti (duecentocinquanta personaggi nei costumi dell’epoca) e spettatori sono portati a muoversi insieme percorrendo le vie del paese per recarsi nei luoghi dove grandiose scenografie completano e fanno da cornice alla rappresentazione. Il Soggetto di riferimento cui oggi è demandato il mantenimento del tradizionale evento e la gran parte della progettualità ad esso collegata è l’Associazione Culturale “La Turba”, una Onlus iscritta nel registro regionale delle Associazioni di volontariato. L’Amministrazione comunale è il soggetto che, riconoscendo nella Turba l’elemento di identificazione della Comunità cantianese, si è assunta il compito di fornire tutto il sostegno necessario per far fronte agli oneri della messa in scena, in considerazione del fatto che non si fa riferimento a nessuna forma di sponsorizzazione né al pagamento del biglietto d’ingresso.                                                         Allestimenti e scenografie  La Turba, usando le parole del nostro vescovo, fa di Cantiano la Gerusalemme della nostra diocesi. Uno dei motivi e allo stesso tempo punto di forza della manifestazione è la presenza di grandiose scenografie in legno, pensate e costruite da artigiani del luogo.  Per alcuni giorni il paese di Cantiano si trasforma. Nei pressi dei giardini pubblici viene allestito il Cenacolo luogo deputato all’istituzione dell’Eucaristia, ma anche del tradimento e della cattura del Cristo. Nell’ampia Piazza Luceoli vengono innalzate le strutture che rappresentano il Tempio dei Sacerdoti, il Pretorio romano e la Reggia di Erode; essi sono il palcoscenico sul quale centinaia di persone fanno la loro comparsa e interpretano con devozione e popolare le scene del processo e della condanna. L’ultima scena, la salita al Golgota, sfrutta al meglio la morfologia del territorio, in questo caso la collina sopra il paese con i ruderi della rocca medievale; qui avviene l’epilogo scandito da una processione di figuranti illuminata da centinaia di torce che rischiarano il buio della notte. L’annuncio della risurrezione e l’omaggio al Gesù morto da parte dei personaggi e dei fedeli che ad essi si sono aggiunti, all’interno della chiesa Collegiata, concludono la serata.        Il programma …  Ore 05:00 Centro storico. Risveglio al suono delle “battistrangole” curato dagli  incappucciati Ore 05:30 Chiesa Collegiata. Inizio della tradizionale “Visita delle Sette Chiese” Ore 15:30 Chiesa Collegiata. Azione liturgica della Passione del Signore Ore 16:30 Chiesa Collegiata. Suono dei “33 rintocchi” e processione, curata dagli incappucciati, del Cristo Morto e della Madonna Addolorata dalla Chiesa Collegiata a quella di S. Ubaldo Ore 20:00 Per le vie del paese. L’attesa – introdotta dalla figura di Diogene e discepoli, con laudi e canti tradizionali sui sagrati delle chiese Ore 20:45 Piazza Luceoli. Cospirazione e tradimento di Giuda Ore 21:00 Parco della Rimembranza. Ultima Cena Piazza Luceoli. Momento di vita ebraica Ore 21:45 Piazza Luceoli. Processo e condanna Ore 22:30 Con inizio da Piazza Luceoli. Ascesa al Calvario Ore 23:00 Colle S. Ubaldo. La Resurrezione Ore 23:30 Sfilata finale dei personaggi verso la Chiesa Collegiata       Riconoscimenti  La Turba ha raggiunto notorietà e diffusione a livello nazionale ed europeo, portando il nome di Cantiano ovunque. Fra i riconoscimenti di maggior prestigio ricevuti figura l’Alto Patrocinio concesso dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa nel 1996.  La stampa locale e nazionale annualmente pubblicano articoli riferiti all’evento e le reti Rai nazionali hanno spesso effettuato collegamenti con il paese nei giorni prossimi la Pasqua.  Nel 2005 RAI 1 ha trasmesso una puntata della trasmissione “A sua Immagine” proprio in diretta da Cantiano. Dal 2001, La Turba è entrata a far parte di “Europassion”, l’aggregazione che vede riuniti oltre 100 paesi di varie nazioni europee ove si realizzano teatri della passione e sacre rappresentazioni. In questo consesso La Turba costituisce uno dei punti di forza della rappresentanza italiana. Nel 2011, inoltre, il paese di Cantiano ha ospitato il Congresso annuale di Europassion, un evento che ha ricevuto una lettera di apprezzamento della Presidenza della Repubblica Italiana ed al quale hanno partecipato circa trenta delegazioni di dodici paesi europei, oltre a rappresentanti istituzionali del Vaticano. Fra i numerosi patrocini anche quelli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ricevuti per l’edizione degli anni 2006, 2009, 2011. Nel campo della carta stampata, numerosa è la rassegna nelle varie testate giornalistiche a livello nazionale sia quotidiani che periodici (Famiglia Cristiana, Credere, Medio Evo, pubblicazioni Touring club, Resto del Carlino, Messaggero, Corriere della sera, ecc.). I lusinghieri consensi ricevuti rappresentano un chiaro esempio delle capacità, della forza delle secolari tradizioni che ancora sopravvivono nei piccoli centri e che rappresentano il più resistente tessuto culturale del nostro Paese.  La rassegna “PERCORSI PASQUALI”   La manifestazione è considerata la più importante e qualificata Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo della Regione Marche. L’impatto dell’evento e la risonanza mediatica, trascendono chiaramente l’ambito locale venendosi a proporsi come un importante elemento dell’offerta culturale in ambito nazionale ed europeo, come dimostrano gli attestati ricevuti nel corso degli anni. Migliaia di persone, assistono ogni anno all’evento; essi provengono sia dai paesi limitrofi che da tutta Italia, inserendosi nel ricco e vasto flusso del turismo religioso; altrettante ne vengono in contatto per mezzo del sito internet dell’Associazione, altre ancora sono coinvolte durante tutto l’anno attraverso le attività messe in atto dalla Stessa. L’occasione della rappresentazione della Turba, ha dato spunto a questa Amministrazione, per ideare una serie di appuntamenti culturali (concerti, mostre, momenti di approfondimento con autorevoli studiosi, ecc.) su tematiche storiche, religiose, antropologiche, sono così nati i Percorsi Pasquali, destinati ad una ambito più locale, ma importanti per la crescita culturale per mantenere sempre un livello di attenzione sul territorio.       La TURBA è anche laboratorio didattico          Continuano, da più di un decennio, i laboratori didattici in collaborazione con le scuole di Cantiano. Anche quest’anno, i ragazzi della classe 5^ primaria ha messo le mani “in stoffa”creando, in versione bi-dimensioni, i stessi costumi che indossare ranno  la sera stessa del Venerdì santo. Grande effervescenza quindi, nel riaprire i famosi armadi che custodiscono costumi che sono stati realizzati nel tempo dagli stessi alunni, insegnanti, genitori con l’aiuto logistico di membri dell’Associazione Turba: si prova, si adatta e si va alla scoperta, con fervore da vero “Turbante”, del costume giusto che si porterà in scena la sera della Turba.  La Turba è ” memoria evangelica, memoria storica, memoria sociale”, per questo l’Associazione Turba propone da anni il recupero di questo patrimonio immateriale alle giovani generazioni, coinvolgendoli in varie iniziative e cercando di sviluppare una fondamentale rete di rapporti intergenerazionali attraverso il coinvolgimento degli adulti custodi primi di questa memoria. Il tutto si estrinseca in un vero e proprio “Progetto Sociale” di riappropriazione, conservazione e valorizzazione della propria identità culturale.        	La Visita alle Sette Chiese - Venerdì Santo – ore 5,00                Ecco come inizia veramente il Venerdì Santo    Cantiano, centro storico, ore 5,00 del mattino. E’ ancora notte quando un gruppo di ragazzi insonnoliti percorre le vie del paese con l’intento, sempre riuscito, di dare la sveglia a quanti sono intenzionati a partecipare alla Visita alle Sette Chiese (detta anche Giro delle sette Chiese) e indirettamente un po’ a tutti.   Allo scopo viene utilizzato uno strumento conosciuto in gergo col nome di battistrangola. Una tavola di duro legno sulla quale è inserita, da ciascun lato, una maniglia in ferro che, libera di ruotare, colpisce piastre di ferro producendo un gran fracasso. Così inizia a Cantiano la lunga giornata del Venerdì santo.  Una sveglia insolita questa, che segue un sonno nervoso e preoccupato. Ce n’è per tutti: dal parroco a cui attende una giornata faticosa tra funzioni e processioni, all’Amministrazione pubblica perché vuoi o non vuoi Cantiano si riempirà come al solito di tanta gente per assistere alla “Turba”, dalla casalinga intenta a preparare le prelibatezze del periodo (cresce, ciambelle, pasta e ceci, ecc.) a tutti i “turbanti” che di preoccupazioni e pensieri ne hanno da vendere.   La preghiera collettiva di tipo processionale conosciuta come Visita alle Sette Chiese, trovò in S. Filippo Neri (1515-1595), il suo più grande diffusore. Il Santo riprese probabilmente un’antica tradizione che interessava le principali basiliche romane, per rilanciarla e riproporla in veste nuova un po’ ovunque.  L’idea nacque soprattutto come contrasto alla fastosità e dissolutezza con cui veniva consumato, tanto nelle grandi quanto nelle piccole città, il carnevale. Si era nell’anno 1552. In questo periodo la stessa chiesa celebrava il concilio di Trento (conclusosi nel 1563), intesa a recuperare quel rigore che sembrava smarrito nelle stesse persone che invece dovevano esaltarlo.  Il “sette” non indicava soltanto il numero dei luoghi più santi di Roma da visitare per rinvigorire la fede, ma faceva piuttosto esplicito riferimento ad alcuni temi della passione sulla quale meditare (sette viaggi di Cristo nella Passione, le sette parole di Gesù in croce, i sette dolori della Madonna, ecc.).   Ancor’oggi il tragitto è rimasto immutato così come a noi pervenuto, trovando negli ultimi decenni nuovo e rinvigorito interesse. Una tradizione viva ed autentica, in grado di coinvolgere, in uno dei momenti più sentiti del Venerdì santo, sempre più ragazzi giovani. (Testo di Maurizio Tanfulli, Presidente dell’Associazione culturale Turba)  Per i visitatori che avranno scelto di fermarsi a Cantiano già dal Giovedì santo, il “giro delle 7 Chiese” sarà preghiera collettiva e momento di introspezione oppure un momento unico di esperienza condivisa con la comunità locale.   info:  Segreteria: c/o IAT Comune di Cantiano (PU) - 0721 789936 – 0721 789911 www.laturbacantiano.it - laturbacantiano@comune.cantiano.pu.it Fb.  Turba Cantiano LA TURBA Dal secolo di San Francesco, Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo a Cantiano, 14 marzo 2017  .              La Turba              E’ una rappresentazione che rievoca nelle forme del teatro popolare-religioso la passione, morte e resurrezione di Cristo. Essa si svolge ogni anno la sera del Venerdì santo nel paese di Cantiano in Provincia di Pesaro-Urbino.           Il luogo  Cantiano è un paese di circa 2.500 abitanti situato ai piedi dell’Appennino al confine con la regione Umbria. La posizione lungo la strada Flaminia ha influenzato le diverse vicende storiche che, succedutesi nel corso dei secoli, hanno lasciato testimonianze di ogni epoca. Gli imponenti manufatti lungo la strada consolare romana, i ruderi delle rocche medievali, i palazzi nobili, le chiese, e quanto raccolto nel museo storico-archeologico e del territorio sono a  testimoniarlo.       L’evento  La Turba, trae origine da quei movimenti popolari di invocazione alla pace sostenuti dagli ordini mendicanti (francescanesimo) che si diffusero fra le regioni Marche ed Umbria intorno alla metà del sec. XIII. Anche Cantiano, posto a cavaliere della via Flaminia, accolse la “turba” di penitenti che, accompagnati dai canti del “miserere”, procedevano nella sofferenza e nella redenzione flagellandosi e implorando la pace. Si formò così in paese la Compagnia dei Disciplinati di S. Croce che, al fine di tramandare la devozione, si rifece al supremo esempio di penitenza e sacrificio: la Passione e Morte del Cristo. Divenuta nel 1427 per volontà di San Bernardino da Siena Compagnia del Buon Gesù, ogni anno eleggeva “mazzieri e soprastanti la processione del Venerdì Santo” il cui compito era quello di organizzare una imponente processione con personaggi del vecchio e nuovo testamento. La “Processione del Venerdì Santo con Turba” si sviluppò e attraversò i secoli mutando l’ordine e la composizione dei personaggi che ne facevano parte, ma sempre mantenne quel carattere di religiosità popolare dalla quale aveva avuto origine. Nel 1938, con il dissolvimento della Compagnia del Buon Gesù e la costituzione della Società Turba, si ebbe l’innesto di elementi teatrali sull’originaria processione, trasformando l’intero nucleo abitativo in un’enorme scena all’aperto. La parola sostituì la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rese più immediata la comprensione dei fatti narrati.  La Turba di Cantiano, è oggi tra le più importanti e conosciute Sacre Rappresentazioni del Venerdì Santo realizzate in Italia. Il centro storico del paese si trasforma per una sera in un’enorme scena all’aperto, realizzando così, caso particolarissimo già rilevato dall’Istituto di Teatro dell’Università di Firenze, una forma di rappresentazione in cui recitanti (duecentocinquanta personaggi nei costumi dell’epoca) e spettatori sono portati a muoversi insieme percorrendo le vie del paese per recarsi nei luoghi dove grandiose scenografie completano e fanno da cornice alla rappresentazione. Il Soggetto di riferimento cui oggi è demandato il mantenimento del tradizionale evento e la gran parte della progettualità ad esso collegata è l’Associazione Culturale “La Turba”, una Onlus iscritta nel registro regionale delle Associazioni di volontariato. L’Amministrazione comunale è il soggetto che, riconoscendo nella Turba l’elemento di identificazione della Comunità cantianese, si è assunta il compito di fornire tutto il sostegno necessario per far fronte agli oneri della messa in scena, in considerazione del fatto che non si fa riferimento a nessuna forma di sponsorizzazione né al pagamento del biglietto d’ingresso.                                                         Allestimenti e scenografie  La Turba, usando le parole del nostro vescovo, fa di Cantiano la Gerusalemme della nostra diocesi. Uno dei motivi e allo stesso tempo punto di forza della manifestazione è la presenza di grandiose scenografie in legno, pensate e costruite da artigiani del luogo.  Per alcuni giorni il paese di Cantiano si trasforma. Nei pressi dei giardini pubblici viene allestito il Cenacolo luogo deputato all’istituzione dell’Eucaristia, ma anche del tradimento e della cattura del Cristo. Nell’ampia Piazza Luceoli vengono innalzate le strutture che rappresentano il Tempio dei Sacerdoti, il Pretorio romano e la Reggia di Erode; essi sono il palcoscenico sul quale centinaia di persone fanno la loro comparsa e interpretano con devozione e popolare le scene del processo e della condanna. L’ultima scena, la salita al Golgota, sfrutta al meglio la morfologia del territorio, in questo caso la collina sopra il paese con i ruderi della rocca medievale; qui avviene l’epilogo scandito da una processione di figuranti illuminata da centinaia di torce che rischiarano il buio della notte. L’annuncio della risurrezione e l’omaggio al Gesù morto da parte dei personaggi e dei fedeli che ad essi si sono aggiunti, all’interno della chiesa Collegiata, concludono la serata.        Il programma …  Ore 05:00 Centro storico. Risveglio al suono delle “battistrangole” curato dagli  incappucciati Ore 05:30 Chiesa Collegiata. Inizio della tradizionale “Visita delle Sette Chiese” Ore 15:30 Chiesa Collegiata. Azione liturgica della Passione del Signore Ore 16:30 Chiesa Collegiata. Suono dei “33 rintocchi” e processione, curata dagli incappucciati, del Cristo Morto e della Madonna Addolorata dalla Chiesa Collegiata a quella di S. Ubaldo Ore 20:00 Per le vie del paese. L’attesa – introdotta dalla figura di Diogene e discepoli, con laudi e canti tradizionali sui sagrati delle chiese Ore 20:45 Piazza Luceoli. Cospirazione e tradimento di Giuda Ore 21:00 Parco della Rimembranza. Ultima Cena Piazza Luceoli. Momento di vita ebraica Ore 21:45 Piazza Luceoli. Processo e condanna Ore 22:30 Con inizio da Piazza Luceoli. Ascesa al Calvario Ore 23:00 Colle S. Ubaldo. La Resurrezione Ore 23:30 Sfilata finale dei personaggi verso la Chiesa Collegiata       Riconoscimenti  La Turba ha raggiunto notorietà e diffusione a livello nazionale ed europeo, portando il nome di Cantiano ovunque. Fra i riconoscimenti di maggior prestigio ricevuti figura l’Alto Patrocinio concesso dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa nel 1996.  La stampa locale e nazionale annualmente pubblicano articoli riferiti all’evento e le reti Rai nazionali hanno spesso effettuato collegamenti con il paese nei giorni prossimi la Pasqua.  Nel 2005 RAI 1 ha trasmesso una puntata della trasmissione “A sua Immagine” proprio in diretta da Cantiano. Dal 2001, La Turba è entrata a far parte di “Europassion”, l’aggregazione che vede riuniti oltre 100 paesi di varie nazioni europee ove si realizzano teatri della passione e sacre rappresentazioni. In questo consesso La Turba costituisce uno dei punti di forza della rappresentanza italiana. Nel 2011, inoltre, il paese di Cantiano ha ospitato il Congresso annuale di Europassion, un evento che ha ricevuto una lettera di apprezzamento della Presidenza della Repubblica Italiana ed al quale hanno partecipato circa trenta delegazioni di dodici paesi europei, oltre a rappresentanti istituzionali del Vaticano. Fra i numerosi patrocini anche quelli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ricevuti per l’edizione degli anni 2006, 2009, 2011. Nel campo della carta stampata, numerosa è la rassegna nelle varie testate giornalistiche a livello nazionale sia quotidiani che periodici (Famiglia Cristiana, Credere, Medio Evo, pubblicazioni Touring club, Resto del Carlino, Messaggero, Corriere della sera, ecc.). I lusinghieri consensi ricevuti rappresentano un chiaro esempio delle capacità, della forza delle secolari tradizioni che ancora sopravvivono nei piccoli centri e che rappresentano il più resistente tessuto culturale del nostro Paese.  La rassegna “PERCORSI PASQUALI”   La manifestazione è considerata la più importante e qualificata Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo della Regione Marche. L’impatto dell’evento e la risonanza mediatica, trascendono chiaramente l’ambito locale venendosi a proporsi come un importante elemento dell’offerta culturale in ambito nazionale ed europeo, come dimostrano gli attestati ricevuti nel corso degli anni. Migliaia di persone, assistono ogni anno all’evento; essi provengono sia dai paesi limitrofi che da tutta Italia, inserendosi nel ricco e vasto flusso del turismo religioso; altrettante ne vengono in contatto per mezzo del sito internet dell’Associazione, altre ancora sono coinvolte durante tutto l’anno attraverso le attività messe in atto dalla Stessa. L’occasione della rappresentazione della Turba, ha dato spunto a questa Amministrazione, per ideare una serie di appuntamenti culturali (concerti, mostre, momenti di approfondimento con autorevoli studiosi, ecc.) su tematiche storiche, religiose, antropologiche, sono così nati i Percorsi Pasquali, destinati ad una ambito più locale, ma importanti per la crescita culturale per mantenere sempre un livello di attenzione sul territorio.       La TURBA è anche laboratorio didattico          Continuano, da più di un decennio, i laboratori didattici in collaborazione con le scuole di Cantiano. Anche quest’anno, i ragazzi della classe 5^ primaria ha messo le mani “in stoffa”creando, in versione bi-dimensioni, i stessi costumi che indossare ranno  la sera stessa del Venerdì santo. Grande effervescenza quindi, nel riaprire i famosi armadi che custodiscono costumi che sono stati realizzati nel tempo dagli stessi alunni, insegnanti, genitori con l’aiuto logistico di membri dell’Associazione Turba: si prova, si adatta e si va alla scoperta, con fervore da vero “Turbante”, del costume giusto che si porterà in scena la sera della Turba.  La Turba è ” memoria evangelica, memoria storica, memoria sociale”, per questo l’Associazione Turba propone da anni il recupero di questo patrimonio immateriale alle giovani generazioni, coinvolgendoli in varie iniziative e cercando di sviluppare una fondamentale rete di rapporti intergenerazionali attraverso il coinvolgimento degli adulti custodi primi di questa memoria. Il tutto si estrinseca in un vero e proprio “Progetto Sociale” di riappropriazione, conservazione e valorizzazione della propria identità culturale.        	La Visita alle Sette Chiese - Venerdì Santo – ore 5,00                Ecco come inizia veramente il Venerdì Santo    Cantiano, centro storico, ore 5,00 del mattino. E’ ancora notte quando un gruppo di ragazzi insonnoliti percorre le vie del paese con l’intento, sempre riuscito, di dare la sveglia a quanti sono intenzionati a partecipare alla Visita alle Sette Chiese (detta anche Giro delle sette Chiese) e indirettamente un po’ a tutti.   Allo scopo viene utilizzato uno strumento conosciuto in gergo col nome di battistrangola. Una tavola di duro legno sulla quale è inserita, da ciascun lato, una maniglia in ferro che, libera di ruotare, colpisce piastre di ferro producendo un gran fracasso. Così inizia a Cantiano la lunga giornata del Venerdì santo.  Una sveglia insolita questa, che segue un sonno nervoso e preoccupato. Ce n’è per tutti: dal parroco a cui attende una giornata faticosa tra funzioni e processioni, all’Amministrazione pubblica perché vuoi o non vuoi Cantiano si riempirà come al solito di tanta gente per assistere alla “Turba”, dalla casalinga intenta a preparare le prelibatezze del periodo (cresce, ciambelle, pasta e ceci, ecc.) a tutti i “turbanti” che di preoccupazioni e pensieri ne hanno da vendere.   La preghiera collettiva di tipo processionale conosciuta come Visita alle Sette Chiese, trovò in S. Filippo Neri (1515-1595), il suo più grande diffusore. Il Santo riprese probabilmente un’antica tradizione che interessava le principali basiliche romane, per rilanciarla e riproporla in veste nuova un po’ ovunque.  L’idea nacque soprattutto come contrasto alla fastosità e dissolutezza con cui veniva consumato, tanto nelle grandi quanto nelle piccole città, il carnevale. Si era nell’anno 1552. In questo periodo la stessa chiesa celebrava il concilio di Trento (conclusosi nel 1563), intesa a recuperare quel rigore che sembrava smarrito nelle stesse persone che invece dovevano esaltarlo.  Il “sette” non indicava soltanto il numero dei luoghi più santi di Roma da visitare per rinvigorire la fede, ma faceva piuttosto esplicito riferimento ad alcuni temi della passione sulla quale meditare (sette viaggi di Cristo nella Passione, le sette parole di Gesù in croce, i sette dolori della Madonna, ecc.).   Ancor’oggi il tragitto è rimasto immutato così come a noi pervenuto, trovando negli ultimi decenni nuovo e rinvigorito interesse. Una tradizione viva ed autentica, in grado di coinvolgere, in uno dei momenti più sentiti del Venerdì santo, sempre più ragazzi giovani. (Testo di Maurizio Tanfulli, Presidente dell’Associazione culturale Turba)  Per i visitatori che avranno scelto di fermarsi a Cantiano già dal Giovedì santo, il “giro delle 7 Chiese” sarà preghiera collettiva e momento di introspezione oppure un momento unico di esperienza condivisa con la comunità locale.   info:  Segreteria: c/o IAT Comune di Cantiano (PU) - 0721 789936 – 0721 789911 www.laturbacantiano.it - laturbacantiano@comune.cantiano.pu.it Fb.  Turba Cantiano

CANTIANO – Anche per questa edizione della Turba, sacra rappresentazione della Passione di Cristo a Cantiano, i vari eventi che tradizionalmente precedono la Pasqua saranno strutturati in un format che prevede una serie di appuntamenti culturali con ospiti di spicco nelle discipline storiche, artistiche e religiose.

Il primo incontro si terrà il prossimo sabato 25 marzo 2017, alle 17:30, presso il Chiostro S. Agostino. Il Prof. Marco Jacoviello interverrà sul tema: Gerusalemme e Roma – approccio all’esegesi biblica.

Nostra Aetate è il documento del Concilio Vaticano II che ha determinato una grande svolta nel ricupero e nell’interpretazione del rapporto tra Giudaismo e Cristianesimo. L’esegesi biblica è il contributo scientifico inequivocabile per creare e mantenere il rapporto tra le due sponde della Rivelazione come realtà viva ed attuale del dialogo interculturale.

Marco Jacoviello, storico ed estetologo, unito spiritualmente alla Comunità Monastica di Gerusalemme di Saint-Gervais di Parigi, è attivo nel campo delle relazioni ebraico-cristiane. Studioso di Esegesi Biblica, è autore di Abramo di Gubbio. La presenza degli ebrei a Gubbio nel tardo medioevo (ed. Giuntina, Fi).

LA TURBA

Dal secolo di San Francesco, Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo a Cantiano, 14 marzo 2017

 

E’ una rappresentazione che rievoca nelle forme del teatro popolare-religioso la passione, morte e resurrezione di Cristo. Essa si svolge ogni anno la sera del Venerdì santo nel paese di Cantiano in Provincia di Pesaro-Urbino.

Il luogo

Cantiano è un paese di circa 2.500 abitanti situato ai piedi dell’Appennino al confine con la regione Umbria. La posizione lungo la strada Flaminia ha influenzato le diverse vicende storiche che, succedutesi nel corso dei secoli, hanno lasciato testimonianze di ogni epoca. Gli imponenti manufatti lungo la strada consolare romana, i ruderi delle rocche medievali, i palazzi nobili, le chiese, e quanto raccolto nel museo storico-archeologico e del territorio sono a  testimoniarlo.

L’evento

La Turba, trae origine da quei movimenti popolari di invocazione alla pace sostenuti dagli ordini mendicanti (francescanesimo) che si diffusero fra le regioni Marche ed Umbria intorno alla metà del sec. XIII. Anche Cantiano, posto a cavaliere della via Flaminia, accolse la “turba” di penitenti che, accompagnati dai canti del “miserere”, procedevano nella sofferenza e nella redenzione flagellandosi e implorando la pace. Si formò così in paese la Compagnia dei Disciplinati di S. Croce che, al fine di tramandare la devozione, si rifece al supremo esempio di penitenza e sacrificio: la Passione e Morte del Cristo. Divenuta nel 1427 per volontà di San Bernardino da Siena Compagnia del Buon Gesù, ogni anno eleggeva “mazzieri e soprastanti la processione del Venerdì Santo” il cui compito era quello di organizzare una imponente processione con personaggi del vecchio e nuovo testamento. La “Processione del Venerdì Santo con Turba” si sviluppò e attraversò i secoli mutando l’ordine e la composizione dei personaggi che ne facevano parte, ma sempre mantenne quel carattere di religiosità popolare dalla quale aveva avuto origine. Nel 1938, con il dissolvimento della Compagnia del Buon Gesù e la costituzione della Società Turba, si ebbe l’innesto di elementi teatrali sull’originaria processione, trasformando l’intero nucleo abitativo in un’enorme scena all’aperto. La parola sostituì la mimica e la recitazione dei passi salienti del Vangelo rese più immediata la comprensione dei fatti narrati.

La Turba di Cantiano, è oggi tra le più importanti e conosciute Sacre Rappresentazioni del Venerdì Santo realizzate in Italia. Il centro storico del paese si trasforma per una sera in un’enorme scena all’aperto, realizzando così, caso particolarissimo già rilevato dall’Istituto di Teatro dell’Università di Firenze, una forma di rappresentazione in cui recitanti (duecentocinquanta personaggi nei costumi dell’epoca) e spettatori sono portati a muoversi insieme percorrendo le vie del paese per recarsi nei luoghi dove grandiose scenografie completano e fanno da cornice alla rappresentazione.

Il Soggetto di riferimento cui oggi è demandato il mantenimento del tradizionale evento e la gran parte della progettualità ad esso collegata è l’Associazione Culturale “La Turba”, una Onlus iscritta nel registro regionale delle Associazioni di volontariato. L’Amministrazione comunale è il soggetto che, riconoscendo nella Turba l’elemento di identificazione della Comunità cantianese, si è assunta il compito di fornire tutto il sostegno necessario per far fronte agli oneri della messa in scena, in considerazione del fatto che non si fa riferimento a nessuna forma di sponsorizzazione né al pagamento del biglietto d’ingresso.

Allestimenti e scenografie

La Turba, usando le parole del nostro vescovo, fa di Cantiano la Gerusalemme della nostra diocesi. Uno dei motivi e allo stesso tempo punto di forza della manifestazione è la presenza di grandiose scenografie in legno, pensate e costruite da artigiani del luogo.

Per alcuni giorni il paese di Cantiano si trasforma. Nei pressi dei giardini pubblici viene allestito il Cenacolo luogo deputato all’istituzione dell’Eucaristia, ma anche del tradimento e della cattura del Cristo. Nell’ampia Piazza Luceoli vengono innalzate le strutture che rappresentano il Tempio dei Sacerdoti, il Pretorio romano e la Reggia di Erode; essi sono il palcoscenico sul quale centinaia di persone fanno la loro comparsa e interpretano con devozione e popolare le scene del processo e della condanna. L’ultima scena, la salita al Golgota, sfrutta al meglio la morfologia del territorio, in questo caso la collina sopra il paese con i ruderi della rocca medievale; qui avviene l’epilogo scandito da una processione di figuranti illuminata da centinaia di torce che rischiarano il buio della notte. L’annuncio della risurrezione e l’omaggio al Gesù morto da parte dei personaggi e dei fedeli che ad essi si sono aggiunti, all’interno della chiesa Collegiata, concludono la serata.

Il programma …

Ore 05:00

Centro storico. Risveglio al suono delle “battistrangole” curato dagli  incappucciati

Ore 05:30

Chiesa Collegiata. Inizio della tradizionale “Visita delle Sette Chiese”

Ore 15:30

Chiesa Collegiata. Azione liturgica della Passione del Signore

Ore 16:30

Chiesa Collegiata. Suono dei “33 rintocchi” e processione, curata dagli incappucciati, del Cristo Morto e della Madonna Addolorata dalla Chiesa Collegiata a quella di S. Ubaldo

Ore 20:00

Per le vie del paese. L’attesa – introdotta dalla figura di Diogene e discepoli, con laudi e canti tradizionali sui sagrati delle chiese

Ore 20:45

Piazza Luceoli. Cospirazione e tradimento di Giuda

Ore 21:00

Parco della Rimembranza. Ultima Cena

Piazza Luceoli. Momento di vita ebraica

Ore 21:45

Piazza Luceoli. Processo e condanna

Ore 22:30

Con inizio da Piazza Luceoli. Ascesa al Calvario

Ore 23:00

Colle S. Ubaldo. La Resurrezione

Ore 23:30

Sfilata finale dei personaggi verso la Chiesa Collegiata

Riconoscimenti

La Turba ha raggiunto notorietà e diffusione a livello nazionale ed europeo, portando il nome di Cantiano ovunque. Fra i riconoscimenti di maggior prestigio ricevuti figura l’Alto Patrocinio concesso dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa nel 1996.

La stampa locale e nazionale annualmente pubblicano articoli riferiti all’evento e le reti Rai nazionali hanno spesso effettuato collegamenti con il paese nei giorni prossimi la Pasqua.

Nel 2005 RAI 1 ha trasmesso una puntata della trasmissione “A sua Immagine” proprio in diretta da Cantiano.

Dal 2001, La Turba è entrata a far parte di “Europassion”, l’aggregazione che vede riuniti oltre 100 paesi di varie nazioni europee ove si realizzano teatri della passione e sacre rappresentazioni. In questo consesso La Turba costituisce uno dei punti di forza della rappresentanza italiana. Nel 2011, inoltre, il paese di Cantiano ha ospitato il Congresso annuale di Europassion, un evento che ha ricevuto una lettera di apprezzamento della Presidenza della Repubblica Italiana ed al quale hanno partecipato circa trenta delegazioni di dodici paesi europei, oltre a rappresentanti istituzionali del Vaticano.

Fra i numerosi patrocini anche quelli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ricevuti per l’edizione degli anni 2006, 2009, 2011.

Nel campo della carta stampata, numerosa è la rassegna nelle varie testate giornalistiche a livello nazionale sia quotidiani che periodici (Famiglia Cristiana, Credere, Medio Evo, pubblicazioni Touring club, Resto del Carlino, Messaggero, Corriere della sera, ecc.).

I lusinghieri consensi ricevuti rappresentano un chiaro esempio delle capacità, della forza delle secolari tradizioni che ancora sopravvivono nei piccoli centri e che rappresentano il più resistente tessuto culturale del nostro Paese.

La rassegna “PERCORSI PASQUALI”

La manifestazione è considerata la più importante e qualificata Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo della Regione Marche. L’impatto dell’evento e la risonanza mediatica, trascendono chiaramente l’ambito locale venendosi a proporsi come un importante elemento dell’offerta culturale in ambito nazionale ed europeo, come dimostrano gli attestati ricevuti nel corso degli anni.

Migliaia di persone, assistono ogni anno all’evento; essi provengono sia dai paesi limitrofi che da tutta Italia, inserendosi nel ricco e vasto flusso del turismo religioso; altrettante ne vengono in contatto per mezzo del sito internet dell’Associazione, altre ancora sono coinvolte durante tutto l’anno attraverso le attività messe in atto dalla Stessa.

L’occasione della rappresentazione della Turba, ha dato spunto a questa Amministrazione, per ideare una serie di appuntamenti culturali (concerti, mostre, momenti di approfondimento con autorevoli studiosi, ecc.) su tematiche storiche, religiose, antropologiche, sono così nati i Percorsi Pasquali, destinati ad una ambito più locale, ma importanti per la crescita culturale per mantenere sempre un livello di attenzione sul territorio.

La TURBA è anche laboratorio didattico

 

Continuano, da più di un decennio, i laboratori didattici in collaborazione con le scuole di Cantiano. Anche quest’anno, i ragazzi della classe 5^ primaria ha messo le mani “in stoffa”creando, in versione bi-dimensioni, i stessi costumi che indossare ranno  la sera stessa del Venerdì santo.

Grande effervescenza quindi, nel riaprire i famosi armadi che custodiscono costumi che sono stati realizzati nel tempo dagli stessi alunni, insegnanti, genitori con l’aiuto logistico di membri dell’Associazione Turba: si prova, si adatta e si va alla scoperta, con fervore da vero “Turbante”, del costume giusto che si porterà in scena la sera della Turba.

La Turba è ” memoria evangelica, memoria storica, memoria sociale”, per questo l’Associazione Turba propone da anni il recupero di questo patrimonio immateriale alle giovani generazioni, coinvolgendoli in varie iniziative e cercando di sviluppare una fondamentale rete di rapporti intergenerazionali attraverso il coinvolgimento degli adulti custodi primi di questa memoria. Il tutto si estrinseca in un vero e proprio “Progetto Sociale” di riappropriazione, conservazione e valorizzazione della propria identità culturale.

 

La Visita alle Sette Chiese – Venerdì Santo – ore 5,00 / Ecco come inizia veramente il Venerdì Santo

Cantiano, centro storico, ore 5,00 del mattino. E’ ancora notte quando un gruppo di ragazzi insonnoliti percorre le vie del paese con l’intento, sempre riuscito, di dare la sveglia a quanti sono intenzionati a partecipare alla Visita alle Sette Chiese (detta anche Giro delle sette Chiese) e indirettamente un po’ a tutti.

Allo scopo viene utilizzato uno strumento conosciuto in gergo col nome di battistrangola. Una tavola di duro legno sulla quale è inserita, da ciascun lato, una maniglia in ferro che, libera di ruotare, colpisce piastre di ferro producendo un gran fracasso. Così inizia a Cantiano la lunga giornata del Venerdì santo.

Una sveglia insolita questa, che segue un sonno nervoso e preoccupato. Ce n’è per tutti: dal parroco a cui attende una giornata faticosa tra funzioni e processioni, all’Amministrazione pubblica perché vuoi o non vuoi Cantiano si riempirà come al solito di tanta gente per assistere alla “Turba”, dalla casalinga intenta a preparare le prelibatezze del periodo (cresce, ciambelle, pasta e ceci, ecc.) a tutti i “turbanti” che di preoccupazioni e pensieri ne hanno da vendere.

La preghiera collettiva di tipo processionale conosciuta come Visita alle Sette Chiese, trovò in S. Filippo Neri (1515-1595), il suo più grande diffusore. Il Santo riprese probabilmente un’antica tradizione che interessava le principali basiliche romane, per rilanciarla e riproporla in veste nuova un po’ ovunque.

L’idea nacque soprattutto come contrasto alla fastosità e dissolutezza con cui veniva consumato, tanto nelle grandi quanto nelle piccole città, il carnevale. Si era nell’anno 1552. In questo periodo la stessa chiesa celebrava il concilio di Trento (conclusosi nel 1563), intesa a recuperare quel rigore che sembrava smarrito nelle stesse persone che invece dovevano esaltarlo.

Il “sette” non indicava soltanto il numero dei luoghi più santi di Roma da visitare per rinvigorire la fede, ma faceva piuttosto esplicito riferimento ad alcuni temi della passione sulla quale meditare (sette viaggi di Cristo nella Passione, le sette parole di Gesù in croce, i sette dolori della Madonna, ecc.).

Ancor’oggi il tragitto è rimasto immutato così come a noi pervenuto, trovando negli ultimi decenni nuovo e rinvigorito interesse. Una tradizione viva ed autentica, in grado di coinvolgere, in uno dei momenti più sentiti del Venerdì santo, sempre più ragazzi giovani. (Testo di Maurizio Tanfulli, Presidente dell’Associazione culturale Turba)

Per i visitatori che avranno scelto di fermarsi a Cantiano già dal Giovedì santo, il “giro delle 7 Chiese” sarà preghiera collettiva e momento di introspezione oppure un momento unico di esperienza condivisa con la comunità locale.

info:

Segreteria: c/o IAT Comune di Cantiano (PU)0721 789936 – 0721 789911

www.laturbacantiano.itlaturbacantiano@comune.cantiano.pu.it / Fb.  Turba Cantiano

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