SENIGALLIA / Il salasso della Tari, ma davvero il legno spiaggiato è un rifiuto?

SENIGALLIA / Il salasso della Tari, ma davvero il legno spiaggiato è un rifiuto?

Il Meetup dell’Onda prende posizione “sul pensiero unico e pure sbagliato del sindaco”

SENIGALLIA – Dal Meetup dell’Onda riceviamo e pubblichiamo: “Proviamo a prendere sul serio la spiegazione che l’aumento verticale della Tari dipenda dallo spiaggiamento della legna: siamo sicuri che portarla in discarica fosse la cosa migliore?
“Facciamo un esempio: supponiamo che il mare porti a riva una valigetta con 1.852.000 euro dentro. Cosa fareste voi? Gridereste inorriditi: “Uh, un rifiuto!” e la buttereste nel grigio perché vada a finire in discarica? Eppure proprio questo è stato fatto: il mare ha buttato tutti questi legni, che pure hanno un valore intrinseco, e il Comune ha trasformato questo spiaggiamento in una faccenda di una pesantezza unica: 1 milione e 852 mila per inumazione in discarica e costo del funerale, somma che noi cittadini dovremo pagare sotto forma di aumento feroce della Tassa sui Rifiuti (TARI).
“L’assurda situazione ha provocato nel Consiglio comunale di lunedì 30 gennaio una protesta disperatissima da parte di un buon numero di cittadini, in gran parte commercianti del centro, e la risposta sdegnata del Sindaco, per il quale non si poteva fare in nessun altro modo.
“Ditemi cosa di diverso si poteva fare e io vi darò ascolto”, è stata la sfida. Ma è solo una tecnica che il sindaco usa spesso per squalificare ogni altra idea di amministrazione che non sia la sua, e per convincere i senigalliesi che senza di lui non c’è salvezza. I legni? Scherziamo? Ci sono norme che impediscono di fare qualsiasi altra cosa che non sia un costosissimo conferimento in discarica. Certo, ma queste norme riguardano i “rifiuti”. Ora, cos’è un rifiuto? “Tutto ciò
di cui ci vogliamo liberare” è la definizione ufficiale. Ebbene, noi non ci vogliamo liberare di questi materiali legnosi che hanno un valore e che ci costerebbero una forte spesa per lo smaltimento con conseguente rivalsa sulla tassazione. Ce li teniamo, quindi non sono rifiuti: sono roba nostra. E quando diciamo “nostra” intendiamo “della città di Senigallia”. Sono materie prime e “bene comune” di questa città. Basterà dunque che il Comune esprima questa volontà e il problema è risolto. Si raccoglie tutta la legna, la si accatasta in un determinato sito e la si mette a disposizione di chi la vuole, al netto delle spese di trasporto. Del resto tanta gente va a fare legna sulla spiaggia, vuol dire che interessa. Con recupero del valore intrinseco e niente aumento della TARI.
“Ammettendo dunque (ma non concedendo) che la legna spiaggiata sia causa e non scusa per l’aumento della Tari, vi diciamo che essa poteva essere valorizzata anziché inertizzata. Magari qualcuno vorrà dire che questa idea sia troppo semplice per non incontrare ostacoli. Chiediamo allora soccorso al Presidente della Regione Toscana, il quale, con
ordinanza del 27 agosto 2015, stabilisce che “i residui legnosi spiaggiati non vanno trattati come rifiuti”.
“In particolare, secondo quanto sostenuto da ISPRA a proposito dell’articolo 183 comma 1 lettera n del D.Lgs. 152/2006, possiamo ritenere che “il legname raccolto a seguito di particolari eventi atmosferici o meteorici in aree urbane (o sulle spiagge a seguito di mareggiate), eventualmente frammisto a materiale di origine antropica, per non essere in toto considerato rifiuto deve essere sottoposto ad una preliminare operazione di cernita che porterà alla creazione di un deposito di solo legno, che è un bene e non un rifiuto, ed un deposito temporaneo di altro materiale di origine antropica che permane rifiuto e come tale andrà gestito. La raccolta finale del legno, separato da tutto il resto, pertanto non si configura come attività di gestione dei rifiuti”.
“Visto come si fa? Non c’è bisogno nemmeno che ce lo ricordi un Governatore. L’amministrazione Comunale invece sembra faccia apposta per renderci difficile la vita (loro vivono alla grande, noi un po’ meno), quando la soluzione ai problemi, se non li carichiamo di ambizioni e di interessi devianti, sarebbe in realtà piuttosto semplice.
“La via d’uscita passa dalla porta”, disse una volta il saggio. “Perché nessuno se ne serve?”

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