“La Provincia si impegna a risolvere i gravi problemi strutturali del Battisti di Fano”

 “La Provincia si impegna a risolvere i gravi problemi strutturali del Battisti di Fano”

Il segretario regionale della Cisl Marche conferma il deterioramento delle strutture della sede succursale dell’Istituto scolastico e annuncia interventi

 “La Provincia si impegna a risolvere i gravi problemi strutturali del Battisti di Fano”  “La Provincia si impegna a risolvere i gravi problemi strutturali del Battisti di Fano”

di PAOLO MARIA ROCCO

FANO – Novità dal fronte della complessa questione che ha visto l’Istituto Tecnico, Economico, Turistico “Cesare Battisti” di Fano al centro degli appetiti della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Fano e della Giunta regionale Marche. Se, infatti, è decaduta l’eventualità che nella sede succursale della scuola si aprisse il biennio dell’Agrario “Cecchi” di Pesaro in virtù dell’opposizione del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, M.U. Filisetti, la situazione di grave criticità strutturale interna all’edificio che ospita la succursale del “Battisti” (criticità che questo giornale ha documentato estesamente fin dall’inizio dello scorso gennaio) riceve finalmente una risposta.

È il Segretario generale Marche della Federazione Cisl-Scuola, Dott. Sauro Rossi, che, interpellato, si esprime sulla vicenda: «In relazione alle questioni segnalate – scrive il Segretario generale Rossi  – informiamo che la Provincia di Pesaro Urbino ha risposto ieri (23 febbraio 2017) alle sollecitazioni fatte per il tramite della nostra Federazione Cisl Scuola, impegnandosi ad intervenire al più presto per risolvere i seri problemi strutturali della sede succursale dell’ITE “Cesare Battisti” di Fano».

La dichiarazione del Segretario Rossi funziona in una triplice direzione: da una parte viene convalidata l’emergenza di una situazione che impone – come avevamo scritto già due mesi fa – immediati interventi sui muri delle aule (semidistrutti) e sulla scala antincendio (inagibile da anni) della succursale del “Battisti”, dall’altra viene bruscamente interrotto il silenzio che la Dirigente reggente dell’Istituto, Anna Gennari, continua ufficialmente a mantenere sulla grave situazione: ad oggi, infatti, non una Nota, Circolare o altro è stato emesso da quella Dirigenza per informare gli studenti, i genitori degli studenti, i docenti e il personale amministrativo e tecnico su eventuali azioni che la stessa Dirigenza ha intrapreso (o intende intraprendere) per ovviare alla dichiarata e comprovata violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza del luogo di lavoro. Infine, le dichiarazioni del massimo esponente della Cisl Marche asseriscono che ben si è fatto a denunciare quella situazione di criticità strutturale sofferta dalla scuola.

Si deve dire, a questo proposito, che operai sono stati notati all’interno della succursale del “Battisti” nei giorni scorsi: si è appreso che hanno lavorato, però, su alcuni impianti idraulici ma non su altro. E, infatti, la situazione delle aule frequentate dagli studenti e dagli insegnanti – nonché della scala antincendio – rimane quella precaria e di inagibilità esposta tramite i nostri servizi fotografici: anzi, alcuni di quei grandi buchi presenti nei muri si sono ampliati determinando anche la fuoriuscita di elementi in ferro –  come documentiamo oggi  – che aumentano, se possibile, il rischio per l’incolumità dei frequentanti.

Rimane da stabilire quale significato dare alle rassicurazioni fornite dalla Provincia alla Cisl: “la Provincia si impegna ad intervenire al più presto”, infatti, non dice molto sulla urgenza che, invece, si dovrebbe usare per mettere in sicurezza, definitivamente, le strutture gravemente deteriorate della sede succursale del “Battisti”. Soprattutto, poi, quando il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Marche, Dott. M.U. Filisetti ha definitivamente negato l’apertura di un biennio dell’Agrario “Cecchi” all’interno della sede succursale del “Battisti”. Alla fine, quindi, della questione che si è protratta per gli ultimi due anni vi sono oggi alcune non edificanti certezze: Provincia, Comune di Fano e Giunta regionale hanno agito, riuscendovi, a togliere  al “Battisti” la propria Autonomia causando gravi danni – a detta degli insegnanti e della popolazione attenta a queste vicende – all’offerta formativa complessiva della città di Fano; insegnanti i quali, inoltre, hanno visto mortificate tutte le loro razionali e realizzabili proposte atte a dotare il “Battisti” di nuovi insegnamenti (Informatica Tecnologica) che avrebbero soddisfatto ad una imponente massa di studenti che oggi sono costretti a sobbarcarsi trasferimenti e costi indesiderati; insegnanti che, per primi, avevano proposto – inascoltati da Provincia, Comune e Regione – l’apertura di un biennio dell’Agrario sotto l’egida del “Battisti”: in questo senso il biennio sarebbe diventato Corso proprio del “Battisti” e quindi non avrebbe violato il dettato della Circolare ministeriale del 5 Dicembre ’16 che vieta l’apertura di doppioni di uno stesso Istituto in un unico territorio; Circolare che oggi è stata impugnata dal Direttore generale Filisetti per negare la proposta di Provincia, Comune e Regione che avrebbero voluto, invece, la creazione, a Fano, di un doppione dell’Agrario!

Insomma, se gli insegnanti del “Battisti” avessero ricevuto l’attenzione che meritano da parte della politica locale, Fano avrebbe conservato una Autonomia scolastica invece di vederle ridotte a 3 diventando il fanalino di coda dell’intera provincia e di buona parte della regione; avrebbe ampliato la propria offerta formativa con l’istituzione di nuovi Corsi di studio e con l’apertura di un biennio dell’Agrario, e invece… la situazione attuale scontenta tutti e si rivela per quel fallimento che gli insegnanti del “Battisti” hanno cercato sempre di far evitare alla politica locale che, nonostante tutto, è diventata controparte sostenuta dagli Organi superiori istituzionali della Scuola: il “Battisti” verrà aggregato al Polo Tre, non avrà mai più la possibilità di ampliare la propria offerta formativa perché i Poli scolastici con più di 1200 iscritti non possono per legge chiedere l’apertura di nuovi Corsi, non si aprirà il biennio dell’Agrario a Fano e, per di più, la sede succursale del “Battisti” denuncia condizioni pietose riguardo alle proprie strutture interne che necessitano di urgenti operazioni di salvataggio di ciò che rimane.

Infine, non si può nascondere che al di là delle tante reticenze, ha qualcosa di paradossale che sulla precarietà di alcune strutture interne del “Battisti” non una parola ufficiale sia stata pronunciata dagli Organi della Scuola (e neppure, ad oggi, dalla Provincia proprietaria dell’edificio della sede succursale) e che si sia dovuto attendere l’intervento della Cisl regionale! È anche per questo che la vicenda del “Battisti” rimane oggettivamente esemplare dei modi ambigui e miopi con i quali certa politica locale ha deciso di regolare i propri rapporti con i suoi amministrati.

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