Gli scarichi degli aerei continuano a velare anche il cielo di Senigallia

Gli scarichi degli aerei continuano a velare anche il cielo di Senigallia

Gli scarichi degli aerei continuano a velare anche il cielo di SenigalliaGli scarichi degli aerei continuano a velare anche il cielo di SenigalliaGli scarichi degli aerei continuano a velare anche il cielo di Senigallia

di BARBARA BALICCHIA

SENIGALLIA – Desidero porre all’attenzione un fenomeno evidente a tutti, ma ignorato dai più: la creazione di copertura artificiale del cielo tramite gli scarichi degli aerei.

Senza utilizzare espressioni controverse (scie chimiche, geoingegneria, ecc ) , vorrei semplicemente far notare che molto spesso, quasi quotidianamente, gli scarichi rilasciati dagli aerei, soprattutto in corrispondenza del sole, anziché svanire, persistono e si espandono  fino a creare una velatura artificiale della luce.

Ciò crea un danno evidente: riduce l’efficienza degli impianti a pannelli solari, ostacola l’agricoltura, riduce la sintesi della vitamina D. Ci sono poi parecchie analisi che dimostrano l’aumento dell’inquinamento atmosferico e la presenza di metalli (alluminio, bario, ecc) dannosi per la salute. La riduzione dell’irraggiamento solare è palese e verificabile da tutti. Sull’argomento ci sono imponenti studi scientifici, mi limito a citare quelli del maresciallo Domenico Azzone, che sono accreditati e accessibili a tutti on line.

Il fenomeno è globale: in tutti i continenti, ma soprattutto in America del Nord ed Europa, migliaia di persone documentano quotidianamente lo scempio perpetrato al cielo e il “furto” della luce solare, nel silenzio dei media e di chi dovrebbe vigilare sulla salute pubblica.

In Italia l’inquinamento atmosferico è a livelli di guardia, paghiamo tutti un prezzo troppo alto in termini di salute e denaro pubblico. Sarebbe auspicabile che si approfondisca la questione e si tenga conto dell’incidenza del traffico aereo sull’inquinamento di aria, suolo, falde idriche, agricoltura.

Nelle foto (di Barbara Balicchia) il fenomeno evidenziato a Senigallia in giorni diversi: 13 novembre 2016, 4 gennaio 2017, 23 febbraio 2017

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