Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale

Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale

Incontro, con ospiti illustri, all’azienda Vignamato di San Paolo di Jesi,  guidata da Maurizio Ceci e dalla sua famiglia, a parlare di vino e delle prospettive della produzione marchigiana

Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globale

Il Verdicchio non ha rivali in Italia, ma serve un rilancio globaledi GIUSEPPE CRISTINI*

SAN PAOLO DI JESI – Inizio d’anno in cantina, per farci gli auguri e guardare al futuro dell’enologia marchigiana. Ospiti dell’azienda Vignamato di San Paolo di Jesi,  guidata da Maurizio Ceci e dalla sua famiglia. Precisa azienda di riferimento del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

In compagnia di amici illustri, qual è il noto cardiochirurgo infantile Marco Pozzi, luminare  di caratura mondiale,  originario di Milano e marchigiano di adozione, unitamente  a sua moglie Denise, di origine  inglese,  e la dolcissima  figlia Fleur. Tale   così,  da ritrovarci in un panel di degustazione, che incontra palati e menti trasversali,  con visioni di carattere regionale, nazionale ed internazionale.

Questo incontro ci  ha portato a disquisire, di quanto siano conosciute le Marche del vino e quale potrà essere,  il ruolo del Verdicchio. Per  Maurizio Ceci, che nella sua missione di vignaiolo “mira a cercare di migliorare il territorio che abbiamo avuto in prestito”, il fatto è molto chiaro.

E così esclama: “Le Marche sono pochissimo conosciute ed il Verdicchio, sia pur grande vitigno e poliedrico vino, sarà pure il vino bianco più premiato d’Italia, ma gli indicatori commerciali, ci  dicono di un crollo delle vendite dell’8-9% nel 2016, (su dati forniti dal Corriere Vinicolo). Per non parlare del meno 11,5 per cento del Rosso Piceno e noi produttori ne cogliamo tutto il peso”.

Dati spaventosi al ribasso,  che denotano, da parte nostra, una fase di promozione sia locale che internazionale, in forma  disastrosa se non  fallimentare.

Eppure  il Verdicchio che abbiamo degustato da Ceci, in versione classico, superiore e riserva, rappresenta il vino bianco,  che sensorialmente non ha rivali in Italia. In termini di integrità olfattiva e vivezza gustativa, con un potenziale di longevità e di impronta varietale davvero unica. Lo stesso vitigno produce vini,  con un ventaglio di sensazioni davvero ampio, tale da viverne le finezze in gioventù,  fino ad arrivare,  alla complessità di una riserva o di un passito.

Il Verdicchio, non ha mai avuto un testimonial di spessore, sbagliando sempre indirizzo.

Eppure i vini di Vignamato,   hanno raccontato le Marche nella first class di Alitalia per molti mesi. Grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo ed alla bellezza – un vero e proprio angolo di paradiso – del luogo dove lo stesso vino nasce.

Fuori dai denti, il buon Maurizio, ha ancora sussurrato: “Riuniamoci sotto una stessa bandiera, unifichiamo i due Consorzi,  presentiamoci come unica promozione marchigiana. E basta con le  sagre paesane,  guardiamo al mondo, premiando i mercati interni. E concentriamoci su di una nazione,  ogni anno,  che ci sappia apprezzare, invece di girare spesso a vuoto.

E Denise Pozzi (grande naso e palato internazionale), ha esclamato: “La Gran Bretagna è oggi il crocevia del vino mondiale. Qui  nascono,  i Master of Wine, qui sì dà spazio al mondo della degustazione, qui si soddisfa la cultura e c’è passione competente”.

Tra  i vini degustati, il Castelli di Jesi Verdicchio riserva “ambrosia” lo colgo come  un vino raffinato che piace ai palati internazionali.  E a concludere il dottor Pozzi ha rincarato: “Vedo in Ceci,  una determinazione, atta a  creare vini, espressioni del territorio. La sua forza è quella di mandare avanti i figli, come continuità aziendale e non guardando al momento, ma mirando al futuro”.

Questa Regione deve tenere il passo da Regione Europea. Ma oggi siamo lontani da quel risultato.

*Cavaliere del gusto e della bellezza

————————————————-

Nelle foto, dall’alto in basso: Giuseppe Cristini con Maurizio Ceci e altri ospiti; Cristini, Ceci e Pozzi; il vigneto a riposo, con rose ad ogni filare; Maurizio Ceci con gli esperti internazionali Marco e Denise Pozzi; Maurizio Ceci con la figlia maggiore in dolce attesa; stretta di mano tra Ceci e Denise Pozzi; la degustazione finale. Sulla destra Maurizio Ceci con uno dei vini degustati

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it