SERRA DE’ CONTI / Per l’opposizione il Comune non ha ancora un progetto per il Monastero

SERRA DE’ CONTI / Per l’opposizione il Comune non ha ancora un progetto per il Monastero

SERRA DE’ CONTI – Tiene sempre più banco fra i cittadini di Serra de’ Conti la discussione sull’ipotesi di acquisto dell’ala  sinistra del Monastero delle Clarisse di Santa Maria Maddalena da parte del Comune, anche se per il momento è stato bloccato dall’Agenzia del Demanio.

Ora il Gruppo Consiliare “Serra Democratica e Indipendente”, guidato dall’ex sindaco Silvano Simonetti, interviene sull’argomento con il seguente Comunicato Stampa . “ Abbiamo sempre sostenuto ed evidenziato che il proposito di acquisto di una parte del Monastero non era suffragato da un progetto serio riguardo al suo possibile utilizzo e alla sua destinazione d’uso. Non solo questo era carente di questi importanti elementi, ma anche dei costi da sostenere derivanti da un rapporto costi/benefici.

“L’Amministrazione comunale – prosegue il Gruppo – ha pubblicato sul proprio sito Internet il progetto in cui figura un’ analisi estremamente superficiale, scollegata con la realtà sociale ed economica del contesto territoriale in cui viviamo, limitandosi a citare eventuali soggetti interessati ad utilizzare qualche locale del complesso Monastico e la cui partecipazione finanziaria non potrebbe che essere di pochi spiccioli rispetto agli investimenti da effettuare. Il progetto – prosegue il comunicato – è stato sostenuto e sbandierato dall’Amministrazione al punto che con una delibera di Giunta Municipale  è stato approvato un atto di indirizzo per affidare a soggetti esterni uno studio di fattibilità per il Monastero, per una spesa prevista di 10.000 euro. In particolare il Comune ha deciso, “ prima di definire le modalità di acquisto di parte del Monastero, di effettuare uno studio di fattibilità per una specifica destinazione degli aspetti tecnici, economici e finanziari riferiti ai possibili utilizzi dell’immobile da acquistare. Secondo le intenzioni del Comune lo studio di fattibilità di cui sopra dovrebbe contenere :
1. Descrizione, tempi e stima dei lavori da realizzare per l’adeguamento dell’immobile; 2. Ruolo dei soggetti pubblici e privati coinvolti, tipologia di intervento e strumentazione tecnico giuridica da impiegare ;
3. Sostenibilità economica e finanziaria dell’intera operazione riferita a uno o due modelli o scenari gestionali possibili“.

Ed il comunicato tiene a precisare “Ci eravamo quindi sbagliati? Ma lo studio non doveva essere fatto prima che il Consiglio Comunale approvasse nel dicembre 2015 il protocollo d’intesa per l’acquisto e della sottoscrizione dello stesso protocollo con la proprietà nel maggio 2016? Quanto fatto dimostra che il Comune procede senza una logica e una programmazione. Nel caso specifico pensiamo che lo studio doveva essere fatto a monte sfruttando la professionalità dei Tecnici comunali. Inoltre non sappiamo quanto sia corretto utilizzare risorse pubbliche (10 mila €uro) per valutare cosa fare di un immobile privato che si intende acquistare. E se questo poi non avvenisse? 2. caso specifico pensiamo che lo studio doveva essere fatto a monte sfruttando la professionalità dei Tecnici comunali. Inoltre non sappiamo quanto sia corretto utilizzare risorse pubbliche per valutare cosa fare di un immobile privato che si intende acquistare. E se questo poi non avvenisse?”.

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it