SENIGALLIA / La tragica alluvione del 3 maggio 2014 era prevedibile

SENIGALLIA / La tragica alluvione del 3 maggio 2014 era prevedibile

Il personale del Corpo forestale dello Stato ha concluso l’impegnativa indagine ed ha consegnato ai magistrati della Procura di Ancona, che conducono l’inchiesta sull’evento calamitoso, una dettagliata relazione composta di 270 pagine

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SENIGALLIA – L’alluvione che, due anni e mezzo fa – per l’esattezza il 3 maggio 2014 -, ha messo in ginocchio Senigallia poteva essere messa in preventivo. A questa conclusione sarebbero arrivati, dopo lunghi e meticolosi accertamenti, gli uomini del Corpo forestale dello Stato.

Una lunga e circostanziata relazione, su fatti, eventi, problemi ed ipotesi – formulata su ben 270 pagine -, è stata consegnata oggi negli uffici della Procura della Repubblica di Ancona.

Va ricordato che l’alluvione del 3 maggio 2014 causò a Senigallia tre morti, allagando 5 mila abitazioni, con un danno complessivo valutato in 179 milioni di euro.

Adesso i magistrati che si occupano dell’inchiesta dovranno esaminare anche questo nuovo materiale per poter poi trarre le conclusioni definitive.

Va comunque detto molto chiaramente che l’inchiesta avviata, subito dopo il drammatico evento – per disastro colposo ed omicidio colposo – al momento non registra alcun indagato.

Secondo alcune indiscrezioni la relazione presentata ai magistrati del pool della Procura di Ancona che conducono l’inchiesta indicherebbe che l’alluvione sarebbe stata prevedibile, anche in considerazione di eventi analoghi che si sono verificati, in passato, nella stessa zona.

Sempre secondo indiscrezioni la relazione tecnica presentata in Procura avrebbe preso in considerazione anche la pista ciclabile realizzata negli anni precedenti, con fondi europei, sul lato destro del letto del fiume Misa.

Nelle foto (di GIORGIO PEGOLI) i danni causati dall’alluvione del 3 maggio 2014 in alcune aree della città

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