PIOBBICO / 300 figuranti tra il borgo storico ed il Castello Brancaleoni daranno vita al presepe vivente

PIOBBICO / 300 figuranti tra il borgo storico ed il Castello Brancaleoni daranno vita al presepe vivente

PIOBBICO / 300 figuranti tra il borgo storico ed il Castello Brancaleoni daranno vita al presepe vivente

PIOBBICO / 300 figuranti tra il borgo storico ed il Castello Brancaleoni daranno vita al presepe vivente PIOBBICO / 300 figuranti tra il borgo storico ed il Castello Brancaleoni daranno vita al presepe vivente

PIOBBICO – Lunedì 26 dicembre – dalle ore 17 – prenderà vita la XXII edizione del Presepe Vivente di Piobbico. La rievocazione storica si sviluppa, come da tradizione, nell’antico borgo medioevale del paese che è dominato dal maestoso Castello Brancaleoni. 300 figuranti protagonisti di emozionanti momenti sacri e scene di vita quotidiana. Un percorso che accompagna il visitatore a conoscere la storia di Gesù, a partire   all’Annunciazione. La musica degli zampognari a fare da sottofondo.

Articolato in numerosi quadri dedicati alle singole scene e ai mestieri, nell’ideale percorso del visitatore si succedono il censimento, la lavorazione dei profumi, della carta, della creta e delle essenze, delle tende, delle pelli, del lino, della farina, del pane, quindi la tessitura, la tintura, la filatura, la spremitura delle olive; e ancora il falegname, il vasaio, il fabbro, il cordaio, lo scriba, il cestaio, lo scalpellino, l’artigiano del legno. Non mancano pescatori, viandanti, mendicanti, soldati, accampamenti di pastori, mercati e locande, corti, animali a riposo o al lavoro; scene di vita quotidiana e insoliti spettacoli.

Nel Borgo Medioevale e nel Castello Brancaleoni, sotto gli archi a volato delle cantine di pietra a vista, si snoda la storia dell’evento della natività, dall’annunciazione a Maria alla ricostruzione della corte di Erode. Soldati all’osteria e agli ingressi del borgo, fuochi di bivacchi e carovane di pastori, sfarzi di corte e povertà di mendicanti. Su tutti campeggiano i momenti sacri dell’annunciazione, della natività e dell’arrivo dei re magi.

«Ciò che colpisce è il trasporto con il quale i figuranti vivono l’evento e il rispettoso ed emozionato silenzio dei visitatori che ogni anno visitano il Presepe Vivente di Piobbico. – afferma Fausto Luzi, Presidente Comitato Presepe Vivente – I registi della manifestazione regolano con cura scrupolosa gli allestimenti che illustrano la cultura materiale dell’epoca e i modi di vita di terre lontane: ogni mestiere, ogni strumento di lavoro, ogni tecnica e ogni indumento, vengono fatti rivivere con scrupolo filologico».

L’organizzazione è a cura del Comitato presepe Vivente di Piobbico, ingresso gratuito.

Come è nato il Presepe Vivente di Piobbico

Le origini di questo Presepe vanno ricercate nel 1991, il 22 dicembre, con la prima edizione frutto di una ricerca storica e scrupolosa degli alunni della scuola media.

«Il Presepe Vivente di Piobbico nasce nel lontano anno scolastico 1990/1991. La manifestazione ha preso l’avvio a seguito di una ricerca della locale scuola media, che si prefiggeva la ricostruzione storica, il più fedele, dell’ambiente in cui è avvenuta la nascita di Gesù. – continua il presidente Luzi – Gli alunni, dopo aver svolto questa attenta e puntuale ricerca su usi, costumi, mestieri del tempo, hanno pensato di riprodurli nella realtà e si sono trasformati, insieme alle loro famiglie e agli Insegnanti, in attori, assumendo il ruolo di pastori, falegnami, fabbri, osti, tessitori, cardatori e filatori di lana, fornai, mercanti, sacerdoti e personaggi sacri. Sono diventati così protagonisti di verosimili scene quotidiane, ricreate nelle vecchie cantine, negli androni, nelle piazzette e lungo le strette viuzze del Borgo, facendo uso di addobbi e suppellettili, ricercati pazientemente tra quelli più adatti o ricostruiti dagli alunni o dai genitori. Oggi il Presepe Vivente ha assunto proporzioni e prestigio assoluti; conta circa 300 figuranti dislocati nei 30 quadri oltre a coloro che hanno preparato i costumi e le scene, guidati dal gruppo instancabile del Comitato Organizzatore che continua la ricerca iniziata dalla scuola media nello studio dell’ambiente, dei costumi, delle abitudini e dei mestieri dell’epoca ogni anno arricchiti con particolari sorprendenti».

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