La Cenerentola di Rossini incanta il pubblico del Teatro Raffaello Sanzio di Urbino

La Cenerentola di Rossini incanta il pubblico del Teatro Raffaello Sanzio di Urbino

La Cenerentola di Rossini incanta il pubblico del Teatro Raffaello Sanzio di Urbino La Cenerentola di Rossini incanta il pubblico del Teatro Raffaello Sanzio di Urbino La Cenerentola di Rossini incanta il pubblico del Teatro Raffaello Sanzio di Urbino La Cenerentola di Rossini incanta il pubblico del Teatro Raffaello Sanzio di Urbino

di PAOLO MONTANARI

URBINO – E’ stata solo rinviata al 14 dicembre, la Cenerentola di Gioachino Rossini, dopo la forte scossa di terremoto di circa due mesi fa, che ha fatto tremare i lampadari del teatro Raffaello Sanzio di Urbino. Ma il successo è stato ugualmente grande, da parte del numeroso pubblico che ha accolto con entusiasmo l’opera buffa diretta da Stefano Bartolucci, con i Cameristi del Montefeltro, il coro dei Cantori di Città Futura e i bravi solisti: Daniele Girometti nella parte di Dandini, Patrizio Saudelli nel ruolo del Principe, il soprano JulijaSamsonova Fhayet in Cenerentola, Massimiliano Mandozzi in Alidoro e Roberto Ripesi nel ruolo comico di Don Magnifico.

Ripesi ha anche curato la regia e la scenografia. Un’opera che finalmente è stata recuperata dopo anni di dimenticatoio e che si pone accanto al più celebre Il Barbiere di Siviglia, che lo stesso Ripesi ha messo in scena il 16 e 17 dicembre nel teatro di Corinaldo. Due opere che costituiscono un unicum del genere buffo. A pensare che il Barbiere al suo esordio al teatro Argentina di Roma, fu un fiasco solenne, mentre Cenerentola tratta dalla favola di Perrault, scritta dal cigno di Pesaro, in dieci giorni, riscosse subito grandi consensi di critica e di pubblico.

Ma veniamo allo spettacolo urbinate, che fa parte di una serie di manifestazioni culturali per le celebrazioni dell’Università agli studi di Urbino. Usando una scenografia tradizionale, ma ricca di oggetti, Ripesi ha voluto riprendere l’opera integrale di Rossini,usando i canoni vocali e interpretativi originari. Buona la direzione d’orchestra di Stefano Bartolucci e le interpretazioni vocli dei solisti, che hanno dato il meglio nei rispettivi ruoli. Anche il coro dei Cantori di Città Futura ha svolto una buona interpretazione nella quattro sezioni vocali.

(Le foto sono di MARTA FOSSA)

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it