“Prima che il popolo li cacci in malo modo”

“Prima che il popolo li cacci in malo modo”

Anche l’associazione politico culturale montenovonostro interviene dopo la condanna del giovane carabiniere della Stazione di Ostra Vetere

OSTRA VETERE – Dall’associazione politico culturale montenovonostro riceviamo: “Il Tribunale di Ancona ha condannato a un anno di reclusione, per omicidio da eccesso colposo nell’uso dell’arma di servizio, l’appuntato dei Carabinieri che il primo febbraio del 2015 esplose alcuni colpi di pistola contro la vettura di tre ladri in fuga, in contrada Lanternone di Ostra Vetere, che avevano tentato di travolgere due carabinieri avvicinatisi per un controllo. Uno degli occupanti del Suv Mercedes rubato, Korab Xheta albanese di 24 anni, rimase ferito a morte da un proiettile rimbalzato sull’asfalto e penetrato nel lunotto posteriore. Questa condanna è l’agghiacciante notizia, riportata con grande rilievo da tutta la stampa nazionale, regionale e locale. Immediate sono state le reazioni dell’opinione pubblica. Facendo uno sforzo sovrumano per contenere l’urlo di rabbia spontanea e cercando di contenere con ogni equilibrio possibile il moto giustificato che ne consegue, vogliamo esprime caloroso affetto e vicinanza al Carabiniere, condannato per aver fatto solo il proprio dovere da una singolare “giustizia” ben lontana dalle attese sperate da tutti. Affetto e vicinanza che estendiamo anche ai suoi familiari, ai colleghi e all’intera Arma Benemerita, tutti parimenti colpiti da una sentenza le cui qualificazioni lasciamo al severo giudizio dell’opinione pubblica, frastornata, incredula e confusa come lo siamo noi. Ma non possiamo esimerci da alcune considerazioni sulla vicenda, che scuote le coscienze e mina i principi dello stato di diritto in cui crediamo: uno Stato i cui due primi compiti fondanti imprescindibili sono la Difesa e la Giustizia.

Ognuno è in grado di valutare se in questo caso i due principi statuali siano o meno in conflitto. Certo è che la giustizia (al minuscolo) ha fatto il suo corso, applicando (non sappiamo quanto discrezionalmente) la legge. Un sano principio civile vorrebbe che le sentenze si eseguano e non si commentino. Siamo costretti ad attenerci formalmente a questo principio, esimendoci dal commentare la sentenza come meriterebbe, mentre speriamo che la sua esecuzione vanga prontamente bloccata da ogni doveroso ricorso ad altro grado di giudizio. Tuttavia non rinunciamo a esercitare il diritto-dovere civile di criticare subito leggi inique la cui applicazione conduce a simili risultati. Con una serie reiterata di comunicati abbiamo già espresso tutte le nostre valutazioni sulla tragica vicenda, che scosse la comunità locale un anno e mezzo fa, e non abbiamo bisogno di replicarle ulteriormente, tutte disattese dall’esito odierno. Ma non possiamo fare a meno di additare alcuni passaggi significativi, con i quali avevamo chiesto subito alle istituzioni di prendere pubblica posizione sulla vicenda, scrivendo al sindaco di Ostra Vetere e ai parlamentari marchigiani. Al primo perché esprimesse immediata solidarietà ai carabinieri, sia nell’immediatezza dell’evento tragico che, particolarmente, all’annuncio della richiesta di condanna. In quest’ultima occasione abbiamo anche chiesto al sindaco di convocare il Consiglio Comunale affinchè l’istituzione cittadina esprimesse il proprio giudizio sulla vicenda. Niente. Non è successo niente, senza informali iniziative di circostanza senza rilevanza pubblica e ufficiale. Non ci pare che così l’amministrazione comunale interpreti il sentimento diffuso della popolazione di fronte al fatto più tragico che sia mai accaduto in paese negli ultimi settanta anni. Nessun comunicato ufficiale, nessuna convocazione del Consiglio Comunale. Avevamo anche scritto ai nostri parlamentari marchigiani, deputati e senatori, per chiedere iniziative legislative adeguate alla gravità dei tanti e troppo fatti delinquenziali che spaventano l’opinione pubblica, ormai in balia di troppa delinquenza sempre più audace e temeraria. Salvo qualche encomiabile eccezione, la nostra sollecitazione non ha ottenuto alcun risultato utile, se la legislazione attuale continua ad essere quella permissiva, se non lassista, che assicura ai delinquenti incolumità e diritti, mentre persegue addirittura le forze dell’ordine che “osano” fare il loro dovere. Non ci siamo. Non è così che una classe politica adeguata alle sfide nel momento può raccogliere consenso e rappresentare la società.

Condividiamo quindi totalmente il giudizio che sulla vicenda ne ha dato il comunicato del Circolo di Scelta Popolare di Ostra Vetere di Venerdì 30 Settembre 2016 “Ostra Vetere: Prima che il popolo li cacci in malo modo” (http://www.ccpo.it/comunita/scelta-popolare/34692-ostra-vetere-prima-che-il-popolo-li-cacci-in-malo-modo), che espressamente affermava: “E’ necessaria una più attenta lettura di questo e di altri fatti quotidiani, dai quali si ricava chiara la conclusione che l’attuale legislazione in materia di ordine pubblico, di fronte ad una accentuazione dei fenomeni delinquenziali sempre più numerosi, non è più adatta a fronteggiare il senso di sgomento e insoddisfazione di larga parte dell’opinione pubblica. Perseverare sulla strada di un garantismo ad ogni costo ci appare sbagliato e il tiro va corretto immediatamente. Non chiediamo di certo né il diritto per i cittadini a farsi giustizia da soli, né il “presunto” diritto dei delinquenti a stornare ogni reazione pubblica o privata alle loro malefatte. Occorre una riforma della normativa sulla pubblica sicurezza e una riforma della giustizia che stabilisca due principi: la legittima difesa delle forze dell’ordine va garantita ovunque, cosiccome la legittima difesa dei cittadini, soprattutto in casa propria, che non può più essere limitata e tantomeno negata da uno Stato imbelle e irresponsabile. La discrezionalità dei giudici sulla base di convincimenti obiettivi va garantita, ma prima di tutto deve venire la sicurezza dei cittadini e delle forze dell’ordine. Ai delinquenti non può essere concessa alcuna garanzia di impunità, tantomeno il risarcimento ai familiari per i delinquenti uccisi o feriti durante le loro azioni criminose, perché il danno non è causato da chi si difende, ma da chi delinque e che, se superstite, va chiamato a risarcire i danni provocati ai privati e alla comunità. Ai cittadini deve essere consentito di difendere la loro vita e quella dei loro cari, messa in pericolo da incursioni di delinquenti in casa, nonché di difendere i loro beni. Alla giustizia deve essere fatto carico di garantire il principio delle tutela della sicurezza pubblica e privata, prevalente su ogni eventuale residuo “diritto” di coloro che delinquono, che per questo stesso fatto e per loro colpa e dolo sono fuori da ogni norma e tutela. Se la legge non recupera appieno la sua funzione deterrente, preventiva e conseguente, non si può ipotizzare altro che una intollerabile recrudescenza dei fenomeni criminali. Questo non sarebbe ormai più sopportabile. Per questo rivolgiamo un appello ai politici, affinchè promuovano ogni iniziativa legislativa utile e indispensabile a restituire sicurezza alle popolazioni. Altrimenti se ne vadano prima che il popolo li cacci in malo modo”. Affermazioni giustissime che condividiamo totalmente e incondizionatamente. Particolarmente l’ultimo inciso sull’appello ai politici “prima che il popolo li cacci in malo modo”.

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