Donne e violenze, il “caso” di Senigallia in un convegno all’Università di Perugia

Donne e violenze, il “caso” di Senigallia in un convegno all’Università di Perugia

Donne e violenze, il "caso" di Senigallia in un convegno all'Università di Perugia

SENIGALLIA – Dalle aule della Corte di Assise alle aule universitarie. Marco Bertolini, simbolo ormai della lotta contro il muro del silenzio che ancora impedisce di parlare compiutamente delle violenze, anche e soprattutto psicologiche, contro le donne e i soggetti più deboli in generale, sarà ospite domani (giovedì) presso la facoltà di giurisprudenza di Perugia per un incontro organizzato dalla titolare della cattedra di filosofia del diritto Simona Sagnotti. Suggestivo il titolo “Libere di scegliere?”. Bertolini parlerà della propria esperienza e dei motivi che hanno indotto la famiglia a rendere pubblico il proprio eclatante caso per cui oggi è pendente processo per riduzione in schiavitù a danno di due giovani ragazze ed altri reati davanti alla Corte di Assise di Ancona. Presente anche l’avvocato Roberto Paradisi che interverrà all’incontro con gli studenti ma che sarà aperto al pubblico.

Previsto durante il convegno l’intervento dell’Avv. Matteo Giambartolomei del Foro di Perugia, uno dei coordinatori (insieme proprio all’avvocato Paradisi) del progetto nazionale “Difesa legittima in rete”, un progetto che prevede la messa in “rete” di avvocati, psicologi, medici legali, consulenti e palestre di arti marziali in tutta Italia per approntare una vera e propria rete protettiva per le donne che subiscono violenze (con la collaborazione e partnership di “Ju Jitsu Progetto Donna Italia” coordinato dalla dott.ssa Linda Ragazzi).

“Si tratta di una iniziativa di rilievo anche accademico – ha spiegato l’avv. Paradisi – perché l’Università entra così nella vita di ogni giorno e nelle dinamiche di rilievo penale e sociale che presentano situazioni estremamente complesse offrendo peraltro un importante contributo in termini di studio e analisi di fenomeni purtroppo molto più diffusi di quanto appare”.

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