Il Verde Ca’ Ruptae della Moncaro miglior vino italiano al Japan Wine Challenge

Il Verde Ca’ Ruptae della Moncaro miglior vino italiano al Japan Wine ChallengeIl Verde Ca’ Ruptae della Moncaro miglior vino italiano al Japan Wine Challenge

Il Verde Ca’ Ruptae della Moncaro miglior vino italiano al Japan Wine ChallengeMONTECAROTTO – Il miglior vino bianco italiano? In Giappone hanno decretato che viene dalle Marche. E’ il Verde Ca’ Ruptae, Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore. Moncaro si è infatti aggiudicato il “Regional Trophy for Best White Wine for Italy”, il gradino più alto sul podio del Japan Wine Challenge 2016, cioè il massimo concorso enologico dell’Asia.

Si tratta di un vino che ha contribuito a fare la storia dell’enologia delle Marche. Sulla cresta dell’onda dal 1988, l’anno in cui Moncaro decise di creare una selezione speciale, dai cloni di verdicchio più antichi, concepita per conquistare i palati della ristorazione più esigente, nel solco della tradizione.

“Il Verde Ca’ Ruptae è da sempre uno dei nostri vini di punta – racconta l’enologo Giuliano D’Ignazi – ma soprattutto può essere considerato l’espressione massima di un territorio. Questo vino, infatti, è la prima selezione creata in cantina da Moncaro. Nasce da uve verdicchio prodotte in vigneti storici che abbiamo ereditato dalle mani sapienti dei contadini dell’epoca. Parte di questi antichi cloni li abbiamo recuperati reimpiantandoli con successo come nel caso del vigneto di San Lorenzo a Montecarotto e quelli di Piagge a Castelplanio e San Martino a Serra de’ Conti”.

Antichi vigneti, dunque, mai estirpati, frutto di antiche pratiche contadine, che sono stati riportati alla luce da Moncaro quando ancora il verdicchio non era certo tra i vini italiani più blasonati. I lieviti utilizzati per il Verde Ca’ Ruptae sono autoctoni e sono stati selezionati con la collaborazione dell’università di Ancona attraverso una partnership virtuosa, per far esprimere al meglio tutte le potenzialità del vitigno.

“La professionalità degli operatori della ristorazione in Giappone è particolarmente alta – spiega il presidente Doriano Marchetti – per Moncaro è uno degli sbocchi commerciali più importanti e il paese del Sollevante rappresenta in generale uno dei mercati più maturi e selettivi, al pari di quello USA. Il fatto di avere numeri in crescita proprio in questi mercati, insieme alle continue e numerose attestazioni di qualità, ci consente guardare positivamente al futuro”.

E per Moncaro i mercati internazionali rappresentano sicuramente il punto di forza. Proprio per assecondare la domanda estera, che punta molto sui vini prodotti da uve biologiche, la cantina di Montecarotto ha avviato quest’anno un imponente progetto di riconversione che investe una superficie pari a 175 ettari di vigneti che si aggiungono agli 80 già certificati di cui 130 proprio nell’area in quella del Verdicchio dei Castelli di Jesi. E intanto si guarda alla vendemmia in corso che per i vini bianchi si presenta già sopra la media per qualità e quantità, grazie alla primavera piovosa e all’estate calda, seppur con escursioni termiche notevoli che avranno ripercussioni positive nel bicchiere.

Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Verde Ca’ Ruptae

Le uve del Verde Ca’ Ruptae vengono vendemmiate esclusivamente a mano. La sua maturazione avviene sulle fecce fini, con rimescolamento delle stesse per 4 mesi, poi affina in bottiglia in atmosfera termocondizionata. Al naso si ha una fusione perfetta tra mela, pesca, erbe aromatiche, lieviti, fiori di rovo e acacia e sfumature di ginestra. Ottima l’intensità, lunga e complessa la persistenza. Un vino secco con la giusta morbidezza e un valido sostegno alcolico. Il tempo gli dà ragione di essere grande vino, esprimendo negli anni il meglio di se stesso e mantenendo comunque le sue caratteristiche peculiari gusto olfattive.

Gradazione alcolica: 13,5% vol. Prezzo: €12

Nella foto: il presidente della Moncaro Doriano Marchetti e l’enologo Giuliano D’Ignazi

www.moncaro.com 

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