“A Senigallia un Piano Regolatore utilizzato per slogan elettorali ed ora completamente snaturato”

“A Senigallia un Piano Regolatore utilizzato per slogan elettorali ed ora completamente snaturato”

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Riccardo Mandolini, motiva il suo voto contrario in Consiglio comunale

di RICCARDO MANDOLINI*

SENIGALLIA – E’ stata approvata in via definitiva dal Consiglio Comunale, la Variante al Piano Regolatore Generale (PRG). Mi perdonino i lettori se il presente comunicato sarà un po’ lungo, ma a certe questioni bisogna dedicare il tempo e lo spazio necessari.

La delibera che siamo stati chiamati a votare era l’ultimo passo per l’approvazione definitiva della Variante al PRG , dopo che anche la Provincia si era espressa con prescrizioni vincolanti.

Non posso non ribadire quanto quello che è successo con questa variante sia vergognoso. Infatti è palese che essa sia stata adottata a soli due mesi dalle elezioni del 2015 per essere utilizzata come slogan elettorale, cavalcando l’onda della paura dei cittadini verso calamità come l’alluvione del 2014, e sfruttando proprio la sensibilità degli stessi cittadini verso il rischio idrogeologico per raggiungere così l’obiettivo di vincere le elezioni. Il segnale era chiaro: MAI PIU’ PIANI INTERRATI IN ZONE A RISCHIO, PRIMA DI TUTTO LA SICUREZZA DEI CITTADINI.

Falso!

Infatti, subito dopo le elezioni sono saltate fuori dal cilindro magico di questa Amministrazione delle osservazioni a firma dello stesso Ufficio Tecnico che ha redatto il Piano, che hanno completamente stravolto le originarie encomiabili finalità, trasformandolo non solo nel Piano del “caso per caso”, come scrive la stessa Provincia di Ancona (perché a qualcuno è stato detto sì alla richiesta di modifica da lui formulata, mentre ad altri, ad una richiesta del tutto simile, è stato detto no), ma soprattutto nel Piano delle deroghe alla sicurezza. Infatti ora, grazie alla volontà di questa Amministrazione espressa servendosi dell’Ufficio Tecnico comunale, sono ricomparsi i piani interrati nelle zone a rischio idrogeologico, e non solo. Infatti se la Giunta, in modo del tutto arbitrario, dovesse valutare una costruzione come “strategica”, per essa saranno previste ogni tipo di deroghe. Ed il progetto di riqualificazione degli Orti del Vescovo ne è l’esempio più lampante, con i suoi metri cubi e metri cubi di piano interrato a ridosso dell’argine del Fiume Misa. E come lo giustificano loro? Dicendo: “Eh, ma non rientra nel PAI  (Piano di Assetto Idrogeologico)”.

Evidentemente a questa Amministrazione manca il buon senso, perché costruire piani interrati a ridosso di un argine o meno, è solo questione di buon senso. Così come è mancato il buon senso alla stessa Autorità di Bacino regionale che, nell’aggiornare il PAI, non ha inteso correggere l’errore commesso nell’aver depennato dal PAI originario che aveva stilato anche quell’area, per effetto di una macroscopica svista.

Altra questione sollevata sempre dalla Provincia a proposito della modifica al PRG è il Piano del Verde Urbano. La Provincia dice infatti che, secondo quanto previsto  dalla legge Forestale Regionale n°6/2005, l’Amministrazione ha un anno di tempo per redigere questo Piano. Invece è dal 2005 che si va avanti con uno Schema di Regolamento del verde urbano che sarebbe dovuto essere solo temporaneo. Ora, sarebbe interessante capire se 11 anni di attesa per redigere questo Piano del Verde Urbano sono dovuti alla negligenza di questa Amministrazione o di quelle prima di esse, oppure se c’è proprio una volontà di non fare nulla.
Questa vicenda mi ricorda molto quando, insieme al mio amico e collega Marco Bozzi, abbiamo contestato il fatto che non ci fosse un aggiornamento del Piano del Traffico Urbano, visto che questo aggiornamento va fatto, per legge, ogni due anni. Il nostro è addirittura vecchio di 7 anni. Succede così che, in piena autonomia e serenità, approvano mozioni che impegnano gli Uffici a trovare soluzioni per estendere la pista ciclabile sul lungomare dal Ciarnin a Marzocca, quando anche noi caldeggiamo la realizzazione di piste ciclabili ovviamente, ma ciò andrebbe fatto solo dopo aver aggiornato il Piano Generale del Traffico Urbano. Con tale presupposto, infatti, i cittadini avrebbero la possibilità di esprimersi invece di dover accettare passivamente le decisioni, pessime a volte, che questa Amministrazione prende senza rispettare la normativa vigente e senza ascoltare quello che i cittadini chiedono.

Critico fortemente questo modo di operare, tipico di questa Amministrazione quando si tratta di legittimità. Anche con il  Piano dell’Arenile, infatti, abbiamo riscontrato norme la cui legittimità ci risultava dubbia, ed infatti abbiamo presentato puntuali osservazioni per le quali stiamo ancora aspettando risposte. Ma, dopotutto, che cosa potevamo aspettarci da un’Amministrazione che fa parte di una forza politica il cui leader è anche un Presidente del Consiglio che nessuno ha mai eletto? Poi però non ci lamentiamo se, ogni due per tre, il Comune viene chiamato in causa da chi sa di essere stato penalizzato da norme non applicate legittimamente, e che quindi pretende di essere risarcito.
Per tutti questi motivi , come lo è stato il 19 gennaio scorso, ho espresso la mia netta contrarietà ad un Piano Regolatore  utilizzato per slogan elettorali a due mesi dalle elezioni e poi, ad elezioni passate, snaturato con delle osservazioni che, seppur presentate dagli Uffici Tecnici comunali, avevano solo una esclusiva natura politica.

Con un PRG delle deroghe alla sicurezza e del “caso per caso” come questo, non sì poteva votare a favore e non ci si poteva neanche astenere (come qualcuno ha fatto, nonostante su questo tema ci abbia portato avanti un’intera campagna elettorale), ma era necessario opporsi fermamente, dicendo NO.

*Consigliere comunale MoVimento 5 Stelle – Senigallia

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