Una mappa sempre più verde per Acqualagna, la Capitale del tartufo

Una mappa sempre più verde per Acqualagna, la Capitale del tartufo

Approvata la variante per ridurre i terreni edificabili ed evitare il consumo del suolo a vantaggio della tutela di quelli agricoli destinati a tartufaie

Una mappa sempre più verde per Acqualagna, la Capitale del tartufo

ACQUALAGNA – Ovunque si guardi, specie da Google Earth, Acqualagna sarà sempre più verde, chiaro o scuro a seconda delle stagioni e dei colori del bosco dove cresce sua Maestà il Tartufo. Il Comune, guidato dal sindaco Andrea Pierotti, ha approvato la variante al PRG (Piano regolatore generale) per ridurre le aree edificabili a vantaggio delle aree agricole destinate a tartufaie. Obiettivo: azzerare il consumo di suolo, favorire la destinazione e la tutela agricola dei terreni, incentivare la coltura del tartufo e la nascita di nuove tartufaie. Quindi, meno cemento e, non soltanto più verde, ma più tartufo e meno tasse per tutti.

“Abbiamo scelto – spiega il sindaco Pierotti – di ridurre i terreni edificabili per evitare il consumo del suolo e di tutelare meglio quelli agricoli. Inoltre, nella variante abbiamo deciso di convertire in prevalenza le aree precedentemente edificabili e oggetto di realizzazione d’impianti tartufigeni esistenti o da realizzare”.

La variante prevede una riduzione delle aree edificabili di circa 130mila metri quadri ma soprattutto ridurrà le tasse ai cittadini e aumenterà una produzione di tartufi che è oggetto di un importante mercato internazionale.

La Capitale del tartufo è conosciuta al mondo per la produzione e il commercio del Tartufo Bianco, il più pregiato al mondo che sarà celebrato nella 51^ Fiera il 30 e 31 ottobre, 1, 5, 6, 12, 13 novembre, e per le altre varietà minori. E’ soprattutto il Tartufo Nero pregiato di Acqualagna ad essere assicurato in larga parte dalla coltivazione ed è grazie a questa attività che si continua a soddisfare la crescente richiesta del mercato internazionale (Francia, Belgio, Germania, Stati Uniti in prevalenza) dove viene maggiormente apprezzato. La prima tartufaia d’Italia di nero pregiato è stata impiantata al Furlo nel 1932 e la coltura del tartufo attuata secondo le tecniche moderne di impiego delle piante micorizzate, con nero pregiato (Tuber Melanosporum Vitt) o scorzone (Tuber Aestivum Vitt), si è diffusa ad Acqualagna negli anni ’50 e ’60. Le migliaia di tartufaie coltivate presenti nell’intero territorio appartengono a imprenditori agricoli, tartufai e anche a coloro che possiedono un pezzetto di terra. Ad Acqualagna quasi tutte le famiglie hanno sperimentato la coltivazione delle tartufaie facendo da apripista a una attività che si è consolidata e continua a crescere in tutte le Marche.

“Con questa variante – continua il sindaco – vorremmo favorire gli interventi di selvicoltura al fine di potenziare la popolazione di piante tartufigene attraverso la messa a dimora di piante autoctone e vietare la riduzione della superficie delle aree di effettiva produzione di tartufi. Una eventuale riduzione di consistenza dovrà essere reintegrata con il miglioramento di tartufaie naturali esistenti o con nuovi impianti”.

Conclude il Sindaco: “Per Acqualagna, le aree di produzione del tartufo sono risorse preziose, essenziali e tipiche del territorio e rappresentano un patrimonio inestimabile, da conservare per le generazioni future”.

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