Dalla birra agricola una spinta all’occupazione dei giovani

Dalla birra agricola una spinta all’occupazione dei giovani

Maria Letizia Gardoni, presidente nazionale dei giovani agricoltori della Coldiretti, premiata ad Apecchio. Nella nostra regione consuma birra quasi un marchigiano su due ed è boom di micro birrifici

Dalla birra agricola una spinta all’occupazione tra i giovani

APECCHIO – “Oltre a contribuire all’economia, la birra agricola rappresenta una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore, con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica”. Lo ha dichiarato Maria Letizia Gardoni, presidente nazionale dei giovani agricoltori della Coldiretti, vincitrice del Premio Franco Re – Apecchio Città della Birra, assegnato nel Teatro Perugini nell’ambito della XXXIV edizione del Mostra Mercato del Tartufo. “Alla base della straordinaria crescita della birra agricola c’è la Legge di Orientamento 228/2001, fortemente sostenuta dalla Coldiretti – ha sottolineato la presidente dei giovani della Coldiretti – che ha allargato i confini dell’attività agricola e ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità di lavoro”. Ventisette anni osimana, la Gardoni è un esempio di giovane agricoltrice di prima generazione. Dopo aver aperto la sua azienda ad appena diciannove anni, Maria Letizia produce ortaggi per i ristoranti macrobiotici ed ha recentemente lanciato un progetto di vendita diretta, attraverso lo shop on line “Un Podere Sul Fiume” dove gli utenti possono ricevere a casa verdura e frutta di stagione agricola italiana e di provenienza certa.

Secondo un’analisi Coldiretti sui dati Istat, consuma birra quasi un marchigiano su due sopra gli 11 anni (48 per cento), ma con un 4 per cento di appassionati (oltre 50mila) sulla cui tavola il boccale non manca mai, soprattutto con l’arrivo del caldo. Un trend che ha trainato il boom dei microbirrifici, che oggi producono quasi trecento tipi di “bionde”, “rosse” e “scure”, con la nascita di esperienze di filiera corta costruite con l’impiego dell’orzo aziendale in un contesto produttivo a ciclo chiuso garantito dallo stesso agricoltore. La nostra regione, tra l’altro, ricorda Coldiretti, è la quinta in Italia per produzione di orzo. Al tempo stesso, parallelamente alle versioni “classiche” sono sorte esperienze legate ad altri tipi di specialità del territorio, come la birra alle visciole o la birra al miele.

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