“Sport e piccolo turismo: solo così l’aeroporto di Fano potrà avere un futuro”

“Sport e piccolo turismo: solo così l’aeroporto di Fano potrà avere un futuro”

"Sport e piccolo turismo: solo così l'aeroporto di Fano potrà avere un futuro""Sport e piccolo turismo: solo così l'aeroporto di Fano potrà avere un futuro"

di ERMANNO CAVALLINI*

FANO – Sentiamo in questi giorni sui giornali e alla radio di una probabile gestione dell’aeroporto di Fano affidata a privati, oppure di dubbi di gestione e trasparenza avanzati dal comitato Bartolagi.

Come associazione Il Gabbiano teniamo a mettere in guardia tutti i contribuenti fanesi dallo storico inganno, di cui sono inconsapevoli vittime ormai da moltissimi anni. Chiunque approfondisca con spirito critico ed equilibrio la questione, si accorge subito che l’aeroporto di Fano è tale solo di nome e qualifica burocratica: operativamente e soprattutto come prospettive di sviluppo è una struttura sportiva che vedrebbe la sua più opportuna collocazione come aviosuperficie omologata.

Quello che nessuno racconta all’opinione pubblica è che oggi un “aeroporto” anche solo in parte commerciale, per essere effettivamente utilizzabile richiede non solo una pista in asfalto, ma la possibilità di atterraggio e decollo strumentale – vale a dire anche di notte o in condizioni di bassa visibilità (cioè non idonee al volo a vista) – oltre che tutta una serie di servizi (torre di controllo, safety car e relativo personale di sicurezza, de-icing, etc.) la cui attivazione richiederebbe non solo un investimento iniziale nell’ordine di centinaia di milioni di euro, ma soprattutto un costo di gestione migliaia di volte superiore a quello attuale e quindi assolutamente improponibile.

Questo unito al fatto che commercialmente non esiste in realtà la clientela che ne fruirebbe, o meglio non nel numero e nemmeno con una presumibile frequenza di utilizzo neanche lontanamente sufficiente a sostenere i notevolissimi costi di gestione che un tale apparato determinerebbe.

Particolarmente ingannati o illusi anche gli imprenditori locali e la camera di commercio che, forse mal consigliata, per anni ha proposto uno sviluppo che mai avrebbe potuto esserci.

Per intenderci, anche un ipotetico ricchissimo armatore di yacht che volesse ipoteticamente scendere con un jet di pregio all’aeroporto di Fano, lo troverebbe assolutamente sconveniente anche nel caso di pista in asfalto! Il motivo è che non potrebbe operarvi di notte o in presenza di nebbia o comunque bassa visibilità, quindi l’utilizzo che potrebbe farne sarebbe molto limitato e non avrebbe la libertà di utilizzo che giustamente richiederebbe. Inoltre non potrebbe avere i servizi che solo un vero grande e strutturato aeroporto commerciale, come ad esempio i vicini aeroporti di Falconara o quello di Rimini, può offrire. Poi, proprio la vicinanza di Rimini e Falconara rende questi due aeroporti altamente preferibili ad un eventuale utilizzo di Fano, per jet di valore anche solo medio; altrettanto veloce e più agile sarebbe, poi, il trasferimento da questi due vicini aeroporti, magari in limousine o ,per i più ricchi, in elicottero, verso il porto turistico ed ogni realtà aziendale di Fano.

In sostanza sono anni che si fa pressione sull’opinione pubblica fanese raccontando la spudorata bugia dello sviluppo commerciale dell’aeroporto di Fano, che invece mai potrà esserci, nemmeno in caso di cessazione della crisi e questo principalmente proprio a causa della vicinanza dei due veri aeroporti di Rimini e Falconara, che rende assolutamente improponibile e del tutto non conveniente pensare di strutturare adeguatamente l’aeroporto di Fano – con gli enormi investimenti e costi di gestione che la cosa richiederebbe non per la sola pista di asfalto che, ribadiamo, da sola non renderebbe quello di Fano un aeroporto commerciale a tutti gli effetti, pienamente utilizzabile ed efficiente nemmeno per un adeguato utilizzo da parte di industriali locali. Attrezzare l’aeroporto di Fano per farlo essere quello che non è e non può essere, è una ipotesi subdola quanto assurda,‘fuori della grazia di Dio’, Tesi che fu confermata pubblicamente anche nel 2008 durante il convegno sull’aeroporto di Fano da un importante docente dell’Università di Roma, specializzato nel settore trasporti e aeroporti in particolare.

Gli aeroporti commerciali di Rimini e Falconara, sono già a loro volta in crisi proprio perché essendo troppo vicini tra loro si contendono un già troppo esiguo bacino d’utenza. Figuriamoci in questo contesto che fine farebbe poi un eventuale aeroporto a valenza commerciale di Fano: sicuramente accumulerebbe ulteriori debiti e questa volta non in termini di centinaia di migliaia di euro ma di milioni o decine di milioni.

L’unica vera strada di sviluppo per la struttura fanese, quindi, è quella già proposta dalla nostra associazione, di struttura sportiva e per piccolo turismo da parte di chi utilizza aerei e ultraleggeri di proprietà.

Utenti per i quali l’aeroporto di Fano è già ora adeguato (facendo la opportuna manutenzione della sola pista in erba), senza la necessità di altre onerose infrastrutture né tanto meno di pista in asfalto.

Ma anche intraprendendo questa destinazione d’uso, l’attuale status giuridico di “aeroporto” si pone come un macigno, aumentando i costi di gestione e soprattutto escludendo la larga fascia d’utenza degli ultraleggeri basici dalla fruizione di questa struttura altrimenti perfettamente adeguata per loro. Per questo abbiamo già suggerito più volte la trasformazione giuridica della struttura di Fano da “aeroporto” – status giuridico improprio per questa struttura e insostenibile per i costi e gli oneri conseguenti – al riconoscimento come “aviosuperificie omologata”, status assai più confacente a questa realtà, assai meno onerosa e del tutto sostenibile.

Il sospetto è che forze non proprio trasparenti, abbiano in passato e vogliano per il futuro, realizzare con l’aeroporto di Fano una struttura nei fatti esclusiva, dedicata alla parte più snob dell’aviazione sportiva, magari con una pista in asfalto pagata con i sodi di tutti (che li farebbe sentire ancora più “furbi”…). Questa antipatica tendenza è particolarmente attiva dall’inizio della crisi economica, che sta vedendo purtroppo anche nel mondo dell’aviazione sportiva italiana una emorragia di tanti veri appassionati di volo appartenenti ad una classe media sempre più impoverita, che lasciano questo mondo perché non possono più permettersi nemmeno una gestione minimale.

Un mondo del Volo italiano che purtroppo è sempre più presidiato solo dalla parte meno autentica, più snob e benestante.

Se il Comune di Fano accogliesse la nostra proposta di trasformazione da pretenzioso inadeguato e oneroso ”aeroporto” in “aviosuperficie omologata”, potrebbe rilanciare un uso veramente più allargato, inserendo nelle notevoli strutture – realizzate, lo ricordiamo, con soldi pubblici – anche realtà non strettamente aeronautiche, da dedicare al volontariato in favore di quella fascia della classe media che si sta sempre più impoverendo.

Così facendo riconsegnerebbe la struttura anche ai veri appassionati di volo, quelli che tengono di più al percorso di crescita personale, piuttosto che all’esibizione di uno status sociale spesso ipocrita e anche illusorio.

Visto che il sindaco di Fano, che pure ha in passato volato anche con noi, per il momento non ha ritenuto di rispondere alla nostra precedente lettera aperta, speriamo che lo farà in questa occasione o, male che vada, almeno che i cittadini di Fano, anche attraverso la lettura di questa nostra, potranno meglio conoscere e analizzare la questione e chiedere conto a chi di dovere, affinché non vengano fatte scelte sbagliate che potranno creare ancor più danno alla collettività.

La presente lettera viene inviata via e mail al sindaco di Fano e a tutti i media per avere la massima condivisione.

Restando a disposizione di tutti per ulteriori approfondimenti.

*Presidente dell’Associazione IL GABBIANO – Fano

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it
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