CORINALDO / Crescono le preoccupazioni per la presenza dei migranti

CORINALDO / Crescono le preoccupazioni per la presenza dei migranti

La Polizia locale ha effettuato controlli sulle condizioni di ospitalità. Il comandante: Rossetti “Persone in cerca di una vita migliore”

CORINALDO / Crescono le preoccupazioni per la presenza dei migranti

CORINALDO – Nei giorni scorsi il sindaco di Corinaldo, accompagnato dal responsabile dello Sportello Unico per l’edilizia e dalla Polizia Locale dell’Unione dei comuni Misa-Nevola hanno effettuato controlli per cercare di conoscere le condizioni in cui sono ospitati alcuni migranti richiedenti protezione internazionale, in alcune abitazioni private di Corinaldo.

La prima struttura visitata è stata quella in zona Nevola, dove, nel centro abitato, in un’abitazione su due piani, sono ospitate dalla fine di agosto, 20 persone, quasi tutti donne e bambini, di cui uno di pochi giorni. Con l’aiuto di un operatore appositamente incaricato di assistere queste persone si è potuto verificare che tutti si trovano in buone condizioni fisiche, anche le condizioni igieniche e di pulizia dei locali sono adeguate e sono rispettati gli adempimenti in ordine alla vicinanza dei genitori con li propri figli, nonché gli obblighi scolastici dei bambini in età scolare.

Poi è stata visitata l’abitazione in via San Bartolo, in aperta campagna, dove, in un’abitazione su due piani, sono ospitate, dalla fine di agosto, 20 persone adulte, quasi tutti maschi, anche questi sono in buona condizione fisica e ospitati in spazi adeguati e puliti.

Infine è stata visitata l’abitazione in via Santa Maria, 41, in aperta campagna, la prima ad ospitare 10 migranti, tutti maschi.

I controlli sono stati effettuati anche per dissipare le preoccupazioni, più o meno velate, che stanno sorgendo qua e là nella popolazione, non abituata a confrontarsi, così da vicino con il problema migranti ed, in particolare, come nel caso di Corinaldo delle persone che cercano protezione internazionale, più comunemente detti “rifugiati”, che attendono l’esito della loro domanda di permesso di soggiorno per finalità umanitarie, fin quando non si saranno normalizzate le condizioni di vita nei loro paesi.

Dopo questi controlli si può senz’altro affermare che trattasi di persone tranquille che, dopo il loro rocambolesco arrivo sul territorio italiano, a bordo di gommoni o con altri mezzi di fortuna, cercano solo un modo di procurarsi una vita migliore di quella che i loro paesi possono offrire loro attualmente, per poi fare ritorno in patria quando le condizioni di sicurezza glielo consentiranno. La situazione verrà continuamente monitorata anche in futuro.

La Prefettura di Ancona, informata dell’iniziativa, ha subito fornito tutte le informazioni necessarie per approfondire la conoscenza del fenomeno, che, com’è noto, è ora in una fase critica, nonché tutti i dati relativi alle persone, alcune delle quali, se lo vorranno, potranno aiutare volontariamente e gratuitamente ad effettuare lavori di utilità pubblica, come la pulizia delle strade, il taglio dell’erba, ecc., lavori poco impegnativi, ma che consentiranno loro di trascorrere meglio le giornate in attesa dell’esito della loro domanda di asilo.

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