Illustrato da Paolo Landi il ponte che guarda al futuro di Senigallia

Illustrato da Paolo Landi il ponte che guarda al futuro di Senigallia

Illustrato da Paolo Landi il ponte che guarda al futuro di Senigallia

A Palazzo Mastai una serata dedicata alla riqualificazione urbana della città, incentrata sulla sostituzione di ponte Garibaldi con una nuova struttura monumentale

Illustrato da Paolo Landi il ponte che guarda al futuro di Senigallia Illustrato da Paolo Landi il ponte che guarda al futuro di Senigallia Illustrato da Paolo Landi il ponte che guarda al futuro di Senigallia

SENIGALLIA – Una suggestione forte quella provocata a Palazzo Mastai dall’ing. Paolo Landi sull’attenta platea in occasione della presentazione della sua proposta di riqualificazione urbana incentrata sulla sostituzione di ponte Garibaldi con una nuova struttura monumentale.

Si è infatti pensato alla necessità di rifacimento di ponte Garibaldi, a causa dei noti problemi di staticità, come opportunità per sviluppare interessanti sinergie, senza dover attingere a un solo euro di risorse  pubbliche, con una struttura sostitutiva completamente nuova e originale che superi i limiti del ponte attuale che, se riproposto con la stessa sagoma, andrebbe ad assorbire un costo comunque elevato, senza poter neanche eliminare le criticità idrauliche oggi presenti.

La soluzione alternativa va promossa con l’autofinanziamento di investitori privati che in cambio della concessione di spazi commerciali accessori ristornano all’amministrazione l‘impalcato carrabile vero e proprio, in contropartita e a titolo gratuito.

Optando per la campata unica rispetto alle tre attuali con una struttura a  via inferiore, il cui livello di intradosso viene a trovarsi ad una quota superiore alle sponde fluviali, si migliora la portata della sezione ma, anche in caso di esondazione è sempre garantita la sicurezza assoluta della nuova struttura.

L’idea progetto si sviluppa sulla costruzione di un involucro che avvolge l’impalcato stradale distribuito su tre livelli  collegati da scale e ascensori che vanno dal più basso che ospita le botteghe all’ultimo che accoglie uno spazio museale passando per il livello intermedio con i locali per l’intrattenimento e la ristorazione che godranno di un grande terrazzo esterno con una suggestiva vista sul fiume contornato dai portici, con sullo sfondo, il foro annonario.

Nel corso della serata non è mancato neanche un riferimento critico sul piano Cervellati carente, secondo il relatore, di idee e proposte capaci di apportare  valore aggiunto alla città e fossilizzato solo su una intransigente riproposizione storica con totale disinteresse all’evoluzione della città attuale e futura.

Preceduto da un breve excursus di Gianluca Quaglia che ha illustrato i trascorsi storici di ponte Garibaldi a partire da metà del 700 con la seconda  ampliazione della città, Landi ha poi evidenziato, supportato da eloquenti immagini, l’opportunità di recuperare alla fruibilità con una proposta innovativa il letto fluviale, in passato protagonista assoluto della fortuna di Senigallia con la fiera franca.

La realizzazione di sponde contestuali alla chiusura dello scolmatore Penna ha inibito l’utilizzo dell’alveo occultato anche alla visuale se non da poche e sporadiche postazioni. La nuova idea di fruizione tende a ricreare un corridoio ambientale che non altera la sezione idraulica attraverso un modesto escavo per la percorribilità di piccole imbarcazioni con a lato una banchina laterale appena al di sopra del letto di magra per un percorso passeggiata naturalistico. Sovrastanti nuove ed eleganti passerelle di attraversamento in legno, per brevi tratti in asse al fiume creeranno una congiunzione diffusa tra le sponde diventando osservatori privilegiati di una scenografia unica con gli sfondi dei portici, del fiume, del foro annonario e del nuovo ponte visto come icona dominante di un’inventata piazza.

Ha poi proseguito con l’illustrazione del ponte, anticipandone le diverse sinergie che ne vengono movimentate a partire dal costo zero per l’amministrazione alla quale è stornata la parte carrabile vera e propria, dall’assoluta sicurezza anche in caso di esondazione, da una fattibilità economica sostenibile per finire ala più godibile postazione panoramica della città dal terrazzo a supporto dei locali di intrattenimento posti al livello intermedio sopra ai negozi e sotto un grande spazio museale.

Al dibattito che ne è seguito con alcune osservazioni che proponevano per il ponte la completa pedonalizzazione o un ridimensionamento volumetrico l’ing Landi ha controbattuto escludendo nel primo caso questa possibilità onde evitare ripercussioni devastanti su tutto il traffico urbano e nel secondo caso giustificando il manufatto come elemento di contesto addirittura di dimensioni ridotte rispetto a un qualsiasi segmento di portico.

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