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Arrestato a Senigallia un tunisino dedito allo spaccio di hashish

Arrestato a Senigallia un tunisino dedito allo spaccio di hashish

Le indagini erano state avviate dai carabinieri un anno fa dopo l’accoltellamento di un rumeno

Arrestato a Senigallia un tunisino dedito allo spaccio di hashish Arrestato a Senigallia un tunisino dedito allo spaccio di hashish

SENIGALLIA – I carabinieri del Nucleo Operativo di Senigallia hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari personali firmata dal Gip del Tribunale di Ancona dott. Carlo Cimini, nei confronti di un trentatreenne, tunisino, residente a Senigallia, responsabile del reato di detenzione illecita, commercio, vendita e cessione al minuto di sostanze stupefacenti con particolare riferimento all’hashish.

Le indagini, dirette dal PM dott. Rosario Lionello della Procura della Repubblica di Ancona, condotte con servizi dinamici di osservazione e controllo nonché con l’ausilio di attività tecniche, vennero avviate a seguito dell’accoltellamento di un rumeno, nei pressi di un bar in via Podesti a Senigallia nel luglio 2015, maturato nell’ambito di un regolamento di conti tra bande rivali per il controllo della prostituzione su strada.

Durante quell’indagine, che in breve tempo portò all’identificazione e all’arresto dei responsabili, erano emersi frequenti contatti tra una prostituta, il suo protettore ed il tunisino arrestato, tutti caratterizzati da rituali cautele tipiche dei soggetti inseriti nel mercato illecito della droga, nei quali si configurava il reato di spaccio di stupefacenti.

Il prosieguo delle indagini ha permesso di appurare che il tunisino coltivava rapporti con svariati soggetti che riforniva frequentemente di hashish. Le comunicazioni con tali soggetti avvenivano mediante l’utilizzo di linguaggio in codice “hai un caffè”, “mi prendo un aperitivo” per indicare il tipo e le dosi d’acquistare, ed erano riferibili ad attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Il tutto con l’adozione di modalità operative ampiamente collaudate, sintomatiche del significativo livello organizzativo raggiunto dal tunisino. I servizi di appostamento svolti dai Carabinieri del Nucleo Operativo hanno consentito di rinvenire droga dopo che alcuni noti assuntori si erano incontrati con il tunisino. In particolare:

  • il 12.10.2015 a seguito di perquisizione della stanza di albergo occupata da una meretrice, dopo che la stessa si era incontrata con il tunisino, vennero sequestrati 6 grammi di hashish;
  • il 15.10.2015 due coniugi, venuti apposta a Senigallia dalla provincia di Pesaro, perquisiti in auto, furono trovati in possesso di 5,5 grammi di hashish;
  • il 3.11.2015 un marocchino dopo essersi incontrato con l’indagato, perquisito, fu trovato in possesso di una dose di hashish.

Gli stessi, identificati nel corso delle indagini, sentiti dagli investigatori hanno reso dichiarazioni confermative dell’attività di spaccio esercitata dal tunisino.

L’attività svolta ha portato alla luce che l’indagato intratteneva rapporti con un napoletano da anni residente a Senigallia. Dall’analisi dei rapporti tra i due è emerso che il partenopeo, almeno inizialmente, era il fornitore della sostanza stupefacente che il tunisino spacciava nella zona. Il 5.11.2015 lo stesso napoletano venne arrestato dai carabinieri del Nucleo Operativo mentre spacciava 9 grammi di hashish ad un cliente abituale.

Allarmanti i bilanci dell’inchiesta che ha avuto come epicentro la “Montagnola” a Senigallia: 39 sono gli episodi totali di spaccio accertati dagli investigatori nel periodo ottobre – novembre 2015 e contestati al tunisino nell’ordinanza del GIP avvalorati dal sequestro di numerose dosi di hashish.

Nella fase esecutiva i Carabinieri del Nucleo Operativo e delle Stazioni dipendenti dalla Compagnia di Senigallia hanno inoltre eseguito 10 perquisizioni locali per la ricerca di droga delegate dalla Procura della Repubblica di Ancona nell’ambito della medesima indagine nei confronti di 10 persone, tutte residenti o domiciliate nella zona tra Senigallia e Montemarciano, tra cui 5 tunisini, 2 marocchini, 1 egiziano e 1 senegalese. Nel corso dell’operazione sono stati rinvenuti ulteriori 8 grammi di hashish e piccoli quantitativi di cocaina. Nella circostanza, un tunisino, trovato a casa di uno degli indagati, è stato denunciato in stato di libertà non avendo ottemperato all’ordine di espulsione dal territorio nazionale notificatogli dalla Questura di Rimini il 13 giugno scorso.

Il 33enne tunisino arrestato, espletate le formalità di rito, è stato trasferito nella casa circondariale di Montacuto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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