Marcello Mei (Udc). “La scelta di realizzare o meno un ospedale unico è solo politica”

Marcello Mei (Udc). “La scelta di realizzare o meno un ospedale unico è solo politica”

Per il presidente provinciale del movimento di centro le esperienze della vicina Umbria e della Romagna stanno a dimostrare come possano coesistere strutture periferiche sul territorio

Marcello Mei (Udc). “La scelta di realizzare o meno un ospedale unico è solo politica”

Marcello Mei (Udc). “La scelta di realizzare o meno un ospedale unico è solo politica”di MARCELLO MEI*

PESARO – Nell’ultimo incontro pubblico il Presidente della Giunta Regionale ha ribadito che l’Ospedale unico è una scelta obbligata, al Santa Croce di Fano però resterebbero: la tac , il pronto soccorso per codici bianchi e verdi,  la Potes, Rsa da 30-40  posti e riabilitazione questo in quanto la struttura e considerata un punto di riferimento per i territori.  Già alla fine dello scorso anno erano stati azzerati con una delibera i presidi di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro poi “ tenuti in vita “ per altri 12 mesi fino al Dicembre 2016 grazie soprattutto alla pressione popolare dovuta alla grande mobilitazione di tanti residenti nelle zone interne.

Al Presidente Ceriscioli vorrei ricordare che nel suo programma elettorale riguardo la Sanità era scritto : “Marche unite nel diritto alla salute, nell’equità e nella qualità dei servizi..… Va ripensata e riorganizzata l’offerta sanitaria …..sulla base di questi principi fondamentali: equità distributiva, accessibilità, riduzione dei tempi d’attesa …….l’investimento sui presidi ospedalieri sarà fatto con trasparenza -coinvolgendo i territori interessati – e superando le diffidenze nate in questi anni tra l’amministrazione regionale e quelle locali”.

Sulla base di queste enunciazioni esposte nel suo programma elettorale il Presidente deve ora spiegare bene di quale equità distributiva ed accessibilità parlasse al momento di chiedere il voto agli elettori visto che tra i primi atti del suo mandato vi sono state le chiusure di fatto degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro allontanando così la accessibilità ai servizi sanitari per migliaia di residenti nelle zone interne e andando in una direzione completamente contraria alla equità distributiva promessa .

Io come tanti  altri cittadini ed amministratori credo che , al contrario di quanto fatto fin’ora occorra valorizzare le potenzialità di strutture già esistenti sul territorio dotandole almeno dei servizi minimi essenziali come un PPI H24 con personale medico interno, posti letto di medicina e lungodegenza , laboratorio analisi e ambulatori specialistici. Il minimo che occorre per garantire il diritto alla salute per migliaia di cittadini delle zone interne che possono essere afflitti da patologie di media gravità che non necessitano certo di un elicottero come invece deve essere per interventi  gravi ed urgenti.

La scelta di realizzare o meno un Ospedale unico è una scelta politica infatti le esperienze della vicina Umbria e della Romagna stanno a dimostrare come invece possano coesistere strutture periferiche sul territorio. Se come dice il Presidente quella dell’Ospedale unico è una scelta obbligata allora sarebbe sempre possibile rispettarla attraverso la realizzazione di un ospedale su più sedi come avviene in altre realtà utilizzando in questo modo strutture già esistenti che possono essere un valido filtro per tante patologie e garantire servizi e sicurezza a tanta parte della popolazione della provincia, provincia che ancora una volta bisogna ricordare è già fortemente penalizzata dalla percentuale di posti letto che è ingiustamente ed inconcepibilmente molto più bassa rispetto a tutte le altre province e questo grazie ad un piano sanitario scellerato che in tanti speravano andasse modificato come le dichiarazioni elettorali avevano fatto sperare, ma modificato in meglio non certo in peggio come invece tantissimi cittadini hanno la sgradevole sensazione di vedere.

*Presidente provinciale Udc Pesaro Urbino

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