Esordio marchigiano per la scrittrice milanese Lidia Sella

Esordio marchigiano per la scrittrice milanese Lidia Sella

Il suo nuovo libro Strano virus il pensiero (La Vita Felice, Milano 2016), è stato presentato nella Sala Grande del Municipio di Corinaldo, alla presenza dell’assessore Giorgia Fabri

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CORINALDO – Esordio marchigiano per la giornalista, scrittrice, poeta milanese Lidia Sella (www.lidiasella.it). La presentazione del suo nuovo libro Strano virus il pensiero (La Vita Felice, Milano 2016), si è tenuta nella Sala Grande del Municipio di Corinaldo, con il patrocinio del Comune, e alla presenza di Giorgia Fabri, assessore alla Cultura.

L’incontro è stato organizzato da Letto per diletto, un circolo presieduto da Clara Montironi e nato in seno alla locale, e seguitissima, Università della Terza Età (UNITRE).

A promuovere l’iniziativa, Loredana Caverni, frequentatrice del circolo di lettura corinaldese e legata all’autrice da un’affinità intellettuale, sbocciata pochi anni fa in occasione di un simposio filosofico a Milano. E’ stata lei a curare ogni dettaglio dell’evento, con senso pratico, intelligenza e passione.

In apertura di serata, Lidia ha letto alcuni brani, e subito il pubblico è rimasto catturato nella rete della sua voce armoniosa, vibrante di spiritualità.

In Lidia Sella l’ispirazione attinge a risonanze cosmiche, a una fervida vita onirica, all’inconscio primigenio. Ad accendere in lei la scintilla creativa sono anche le suggestioni che le derivano da un grande amore per il sapere. E’ appassionata di astronomia, cosmologia, fisica quantistica, genetica, neuroscienze… Intreccia filosofia, scienza, metafisica, e le tinge di poesia. Registra le oscillazioni che percorrono la coscienza universale. Nel corso di miliardi di anni, la materia si è evoluta fino a riflettere su se stessa, tanto che oggi osa addirittura indagare le proprie origini, e il suo destino ultimo. L.S. ne segue le orme, e ne coglie il respiro, per condurci dentro il cuore segreto della Natura.

Animo un po’ ribelle, e donna non politicamente corretta, Lidia si diverte a provocare il lettore, e talvolta lo spiazza. Sia in termini ideologici che di moduli espressivi.

La sua parola, puntuale ma evocativa, acuminata eppure melanconica, speculativa però ironica, penetra nel nucleo della condizione umana, e si fa interprete delle contraddizioni della vita, del suo eterno mistero Una poetica che si contrappone al chiacchiericcio quotidiano e invita piuttosto a cibarsi di quel “pane di stelle” impastato per placare la nostra “fame di infinito”.

Dopo un’interessante disamina sui letterati italiani che, nei secoli passati, fra tutte le meraviglie del cielo, hanno puntato la propria attenzione poetica soprattutto sulla Luna, la filologa Chiara Pietrucci ha sottolineato la novità e il coraggio dello sguardo di Lidia Sella, la sua inclinazione a spingersi, con gli strumenti dell’immaginazione, e della conoscenza, fino ai confini estremi dell’universo. Parlando di “spaziotempo”, “materiaenergia”, nebulose e buchi neri…

Chiara Pietrucci non ha mancato di sottolineare l’efficacia e l’originalità dello stile di Lidia. Per inciso, così il critico Antonio Prete ha definito questa scrittura: “Esperienza dell’abbandono al passaggio del pensiero. Al passaggio della poesia.”

Strano Virus il pensiero, pubblicato nell’aprile di quest’anno, e già ristampato nel mese di maggio, è stato presentato in diverse città italiane.

Quanto alle sillogi precedenti, La figlia di Ar – appunti interiori (2011) ed Eros, il dio lontano – Visioni sull’Amore in Occidente (2012), entrambe sono giunte alla settima edizione e hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.

Di recente, Lidia Sella ha poi conferito una nuova veste a Eros il dio lontano – Visioni sull’Amore in Occidente, curandone scenografia e riduzione del testo, per una lettura teatrale a tre voci, realizzata il 5 maggio scorso al Teatro Franco Parenti di Milano, con il Patrocinio del Comune. Ad accompagnare lo spettacolo, musiche astrali di Fabio Borghini per suoni puri da campane di cristallo e, sullo sfondo, straordinarie immagini di galassie. Uno spettacolo che un giorno speriamo possa essere riproposto nella nostra regione.

“Oggi il pensiero è passato di moda”, afferma Lidia Sella. E i suoi versi suonano in effetti come squilli di rivolta contro l’ignoranza dilagante e la progressiva omologazione culturale. Nutrire l’anima con la linfa che sale dalle nostre antiche radici. Solo così la civiltà moribonda dell’Occidente potrà forse salvarsi. Ora insomma occorre diffondere il virus del pensiero. Ecco l’appello disperato di Lidia. Una sfida da raccogliere. Per tutti noi.

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