Il progetto del Parco fluviale qualificante per Fermignano

Il progetto del Parco fluviale qualificante per Fermignano

Presentato alla cittadinanza da Bonita Cleri per conto del gruppo Piazza Aperta

Il progetto del Parco fluviale qualificante per Fermignano

FERMIGNANO – Alla sala Monteverdi di Fermignano il gruppo “Piazza Aperta – Fermignano”, candidata, nelle prossime amministrative del 5 giugno, Bonita Cleri, ha presentato alla cittadinanza il progetto del Parco fluviale, individuato come progetto qualificante del programma, esso si fonda sulla necessità di recuperare il rapporto tra i cittadini e il fiume Metauro, uno degli elementi caratteristici e fondanti della città, attorno al quale in passato si è sviluppato il comparto industriale, le attività sociali e ricreative.

L’intervento del capolista Bonita Cleri ha sottolineato “gli elementi fondativi attorno al quale sono nate le costruzioni”: essa ha ricostruito “le vicende non solo delle costruzioni più antiche (ponte e torre, cartiera e mulino) anche di quelle più recenti (mattatoio e lavatoi)” mettendoli in relazione con le antiche attività artigianali, presentandole soprattutto come “le radici dello sviluppo industriale della città in relazione con i governi dei Montefeltro- Della Rovere oltre che quello papale”. L’ attuale condizione della cascata dimostrano l’incuria nella quale il complesso è tenuto (vedi immagine): l’attuale amministrazione ha scelto di realizzare un muro di contenimento a fronte delle cascate intendendo individuare la zona come la “spiaggia dei fermignanesi, lavoro costoso e inutile, danneggiato già da una forte piena”. Emanuela Cappuccini, candidata consigliere nella lista Piazza Aperta, ha tenuto a sottolineare “come il processo di recupero si dovrà basare sull’approccio sistemico sia per la condivisione delle proposte con i cittadini, al fine di riportare il fiume al centro della storia e come luogo di incontro sia per una particolare attenzione al ruolo assunto dalle risorse idriche (qualitative e quantitative)”.

Alberto Poggiaspalla, attivo collaboratore del gruppo, da parte sua ha evidenziato “il ruolo dei comuni a monte per una buona conservazione della qualità idrica, ha mostrato i tratti delle frazioni di san Silvestro e Ca’L’Agostina nei quali gli scarichi fognari invece che al depuratore sversano direttamente nel fiume”; lo stesso ha ampiamente dimostrato “come la captazione dell’acqua per la stazione idroelettrica non sia soggetta a controllo per lasciare il minimo vitale alla fauna ittica”.

A tale proposito è stata evidenziata la possibilità di attivare, a seguito del recupero e accessibilità delle sponde, un turismo ad hoc che richiami pescasportivi dalle regioni limitrofe. In un contesto sempre più strettamente urbano, riappropriarsi di un luogo dove poter trascorrere il tempo libero in un’ area semi-naturale, camminare, andare in bici, giocare all’aria aperta darà ampio respiro alla Città e la renderà più vivibile. La serata ha ampiamente illustrato come il progetto di far rivivere il fiume e la città che lo circonda non riguardi solo il territorio di Fermignano, ma sarà promosso il dialogo e l’apertura verso gli altri comuni dell’alto e medio Metauro con i quali si condivide questa preziosa risorsa. Grazie alla visione a tutto tondo, il Metauro, con particolare riferimento all’area che attraversa Fermignano, può tornare ad essere il fulcro e il fiore all’occhiello della città. (eg)

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