La rivoluzione digitale nell’informazione secondo Varagona

La rivoluzione digitale nell’informazione secondo Varagona

Il giornalista della sede regionale della Rai è stato ospite del Rotary Club di Falconara

La rivoluzione digitale nell'informazione secondo Varagona La rivoluzione digitale nell'informazione secondo Varagona

FALCONARA – Giornalista, dal 1982, ma anche, da pochi mesi, counselor, nuova figura professionale orientata verso la riduzione del disagio personale e sociale. Vincenzo Varagona, giornalista Rai, è stato ospite del Rotary Club di Falconara Marittima. Introdotto dalla presidente, Francesca Porcedda, ha brevemente tratteggiato la rivoluzione digitale del mercato dell’editoriale, locale e globale, riferendosi anche alle tante esperienze editoriali che hanno fatto delle Marche un laboratorio negli ultimi decenni, dal ‘fenomeno Longarini’, prima intuizione locale di sistema integrato multimediale nella metà degli anni ’80, chiuso con il fallimento, dovuto a tangentopoli, nel 1993; alla ‘meteora’ Finegil (gruppo Espresso-Repubblica), con “La Nuova” che arrivò nelle Marche, di cui pochi si ricordano, per finire con Caltagirone, che possiede Corriere Adriatico, di cui è appena cambiato il direttore, ma anche il Messaggero, che da anni coesistono nella stessa piazza marchigiana. In Rai, come nell’emittenza privata, si sta velocemente passando da una logica di informazione per edizioni alla logica di informazione per flussi di notizie, con un’inevitabile interconnessione fra i vari media, in particolare i nuovi, i social network.
Varagona poi si è soffermato sugli stili di informazione e sulla sua scelta, nel lavoro quotidiano, di dare voce a chi non ha generalmente voce, o a chi ne ha comunque di meno, rispetto alle lobbies e ai gruppi di potere. Questo lavoro lo ha portato a contattare figure mai conosciute o destinate a essere dimenticate che sono state fissate nella memoria collettiva attraverso una serie di volumi pubblicati con le ‘Edizioni Paoline’: da ‘Abba Marcello’, che apre una finestra sul volontariato e la cooperazione internazionale in Africa, offrendo uno spaccato su tante ong e associazioni marchigiane attive nel continente nero; a Carlo Urbani, medico di Castelplanio morto di Sars, il cui virus aveva scoperto (l’edizione italiana è stata tradotta e diffusa in lingua cinese e presentata esattamente un anno fa in Taiwan, dove è considerato un eroe nazionale); Marco Beci, addetto alla cooperazione internazionale, unica vittima civile marchigiana morta nel 2003 nella strage di Nassiriya.
“È sorprendente notare – ha concluso Varagona – girando nelle scuole della regione, come quegli stessi studenti che si appaiono generalmente disinteressati, asfittici, superficiali, si trasformano a contatto con queste esperienze, queste figure che, anche se scomparse, generano ancora un’energia straordinaria”. Il giornalista ha anche annunciato l’imminente uscita di un nuovo volume, dedicato a Padre Pietro, muratore di Dio, che in 50 anni ha ricostruito con le sue mani il Monastero di San Leonardo, sui Sibillini. Una storia affascinante e straordinaria, ha commentato. Il volume verrà presentato in occasione del primo anniversario della scomparsa del religioso, il 9 agosto, proprio a San Leonardo, con un grande evento popolare.

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