Ecco quali sono i rischi della fusione dei Comuni

Ecco quali sono i rischi della fusione dei Comuni

A Ostra Vetere, Franco Rosini, commissario regionale della Democrazia Cristiana, ha messo in luce alcuni spunti essenziali. Nuovo invito a firmare la petizione ed a votare no all’eventuale referendum. Criticate le mire espansionistiche del sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi

Ecco quali sono i rischi della fusione dei Comuni Ecco quali sono i rischi della fusione dei Comuni OSTRA VETERE – Dall’associazione politico-culturale montenovonostro riceviamo: “Il terzo oratore intervenuto al comizio pubblico in piazza della Libertà domenica scorsa, il dottore Franco Rosini commissario regionale della Democrazia Cristiana, nel corso del suo articolato intervento ha messo in luce alcuni spunti essenziali del tema principale: i rischi della fusione dei Comuni. Lo ha fatto prendendo spunto dalla sua esperienza di candidato alle ultime elezioni regionali marchigiane come capolista della Democrazia Cristiana, contrapposta alla lista del PD Ceriscioli. Poiché Rosini risiede a San Paolo di Jesi, ha anche ricordato l’esperienza della fusione del suo Comune con Staffolo, voluta dal fascismo. Solo il ritorno della democrazia ha restituito l’autonomia al Comune dopo la guerra, mentre gli anziani ricordano ancora quel periodo “fuso” come il peggiore della storia locale.

Il ritorno dell’autonomia aveva visto anche il ritorno del Comune e del Segretario Comunale, che per ben sette anni fu l’ex sindaco democristiano di Ostra Vetere, il dottore Giuseppe Tanfani. Ecco il motivo di unione ideale fra San Paolo di Jesi e Ostra Vetere. Tanti a San Paolo ancora ricordano positivamente la figura e l’opera di Tanfani, strappato alla vita giovanissimo per un incidente stradale sulla strada di ritorno a casa. Anche sulla scia del legame ideale rappresentato da Tanfani, Rosini nel suo discorso ha illustrato la sconvenienza delle fusioni. “Le unioni dei Comuni hanno aumentato i costi pro-capite (come dimostra una porzione di un articolo del Sole 24 ore: “Le leggi che hanno puntato sulle Unioni di Comuni, rafforzate con un obbligo progressivo di gestione associata delle funzioni fondamentali, finora hanno prodotto più proroghe (l’ultima, al 2016, è contenuta nel Milleproroghe approvato in via definitiva giusto ieri [26 feb 2015, n.d.r.]) che risparmi effettivi. Anche perché la riduzione di spesa non sembra la caratteristica principale delle 370 Unioni fin qui realizzate (ormai da anni) in Italia: se si arriva a pagina 286 dell’ultima monumentale relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti territoriali (delibera 29/2014 della sezione Autonomie; nella seconda parte, in cui c’è il capitolo sulle Unioni, si legge che i numeri di bilancio «depongono per la sostanziale irrilevanza ai fini di un’efficacia correzione degli andamenti della spesa corrente dei Comuni attraverso la costituzione delle Unioni di Comuni». Anzi, i dati mostrano «un andamento generalmente incrementativo della spesa delle Unioni”, ha detto Rosini. Secondo lui, la spesa non dipende dalla struttura dell’Ente ma dalle scelte di chi comanda; i tributi dei comuni minori andranno a vantaggio di quelli più grandi; l’abbassamento dei costi pro-capite dipende dalla riduzione degli investimenti e dei servizi nei comuni più piccoli; mentre i Comuni sono nati e si sono sviluppati nelle loro dimensioni proprio da situazioni economiche, e sono il risultato della storia economica di ognuno di essi, ha detto ancora.

Poi ha trattato anche la proposta di legge sulla fusione obbligatoria dei Comuni presentata dall’onorevole PD Lodolini, sui cui atteggiamento ha citato una frase di Hannah Arendt, una filosofa, storica e scrittrice tedesca naturalizzata statunitense, la cui privazione dei diritti civili e la persecuzione subìte dal regime nazional-socialista in Germania a partire dal 1933 a causa delle sue origini ebraiche, unitamente alla sua breve carcerazione, costrinsero ad emigrare. Difendendo il concetto di “pluralismo” per potenziare la libertà politica e l’uguaglianza tra le persone ha detto: “dal punto di vista demagogico, non c’è un modo migliore, per evitare la discussione, che svincolare un argomento dal controllo del presente dicendo che soltanto il futuro può rivelarne i meriti” (Hannah Arendt), come giustifica il PD Lodolini la sua proposta di legge. Che darà un colpo alla storia ed alle autonomie delle comunità popolari, un colpo alla libertà ed alla democrazia in analogia con le scelte del fascismo e del nazional-socialismo.

Contrario alle mire espansionistiche del sindaco senigalliese Mangialardi, presidente della sezione regionale dell’Anci che vorrebbe l’unione di tutti i Comuni delle vallate del Misa e del Nevola, Rosini ha concluso il suo intervento invitando tutti a firmare la petizione e votare NO all’eventuale referendum”.

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