I libri di Cristiano Cavina fanno riflettere gli studenti

I libri di Cristiano Cavina fanno riflettere gli studenti I libri di Cristiano Cavina fanno riflettere gli studenti

I libri di Cristiano Cavina fanno riflettere gli studenti

All’Istituto Raffaello di Urbino un significativo incontro con i giovani sul ruolo della scrittura nella formazione

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URBINO – Nell’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione “Raffaello” di Urbino, è intervenuto Cristiano Cavina per incontrare gli studenti del Liceo Linguistico e Classico. E’ stata un’occasione per parlare dei suoi ultimi libri, per riflettere insieme ai giovani sul ruolo della scrittura nella formazione, per parlare della vita, per vivere un’esperienza di contatto diretto con l’autore. Non è mancato lo spazio di affrontare i due ultimi titoli: “I.T.I.S. (Inutile tentare imprigionare sogni)” e “Pizza per autodidatti”.  ‘Inutile Tentare Imprigionare Sogni’ è l’acronimo dell’ITIS Alberghetti di Imola, campo delle avventure e delle disavventure di Baldo Creonti e dei suoi compagni.

“Un gruppo di ragazzi che vive la scuola solo come luogo di incontri e socializzazione, tra scontri con i professori e fumare canne, tra provocare danni e sognare ‘intorti’ con le ragazze della vicina ragioneria, con l’obiettivo finale di essere promossi senza studiare. Non ho scritto un libro sulla scuola – ha tenuto precisare Cavina – ma su ragazzo che come me andava male a scuola, ma ci si trovava bene, perché se non ci fossero compiti in classe e interrogazioni sarebbe un posto perfetto. E’ anche una dichiarazione d’amore a quel periodo della mia vita che va dal primo al quinto superiore”. Ma non solo. Perché il romanzo di Cristiano Cavina racconta anche il difficile rapporto di un adolescente con la propria madre che fa le pulizie e che sogna di vedere il figlio diplomato. Perché nel diploma del figlio vede la realizzazione dei propri sogni, svaniti per la follia del padre di lei. ‘Lo scrittore – pizzaiolo, come ama definirsi, ha avvicinato i giovani al “libro, al piacere della lettura, a favorire la curiosità verso le storie narrate”. (eg)

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