La Turba di Cantiano avrà un nuovo Erode

La Turba di Cantiano avrà un nuovo Erode

Dopo trent’anni si cambia: Tonino Ciuferri lascia il ruolo al giovane Francesco Brunori, studente in recitazione in un’accademia della Capitale, nota anche per la collaborazione con Gigi Proietti

La Turba di Cantiano avrà un nuovo Erode La Turba di Cantiano avrà un nuovo Erode

CANTIANO – A Cantiano è decisamente tempo di Turba. Se lo scorso anno sarà ricordato tra le altre cose per il nuovo personaggio di Cristo, quest’anno è la volta di Erode-Tonino Ciuferri a lasciare il ruolo che ha ricoperto per ben 30 volte. A sostituirlo il giovane Francesco Brunori, studente in recitazione in un’accademia della Capitale, nota anche per la collaborazione con Gigi Proietti.

Dopo tanti anni, con Erode cambierà anche il personaggio del suo primo cortigiano: Davide Galletti lascia il posto a Adriano Naticchi. Tonino Ciuferri racconta mezzo secolo di Turba: ha ricoperto anche i ruoli di popolano e apostolo. “Erode, un amico da trent’anni”

“E’ arrivato il momento di farsi da parte, largo ai giovani ma pronto a dare una mano in qualsiasimomento”. Tonino Ciuferri, storica figura di Erode nella Turba, lascia il testimone a Francesco Brunori. “Ho cominciato da piccolo – racconta Tonino -ho vestito i panni del paggetto proprio da Erode, poi la parentesi con gli apostoli e i tre anni nel ruolo di Giuda. Quindi il popolano e infine, per quasi 30 anni,la figura del tetrarca della Giudea”. Tonino, ci racconti questo personaggio?

“Battute e dialogo non hanno significato particolari difficoltà. Meno semplice è stata

l’interpretazione, rendere Erode più reale possibile. Ho studiato la sua figura, ho fatto mie alcune indicazioni datemi da coloro che mi hanno preceduto nel ruolo. Ricordo Otello, non dimentico Sergio Aloisi, il regista francese Dimi De Delphes, ma anche i suggerimenti di Francesco Rosati, l’attuale Giuda (a proposito lo ritengo semplicemente straordinario in questo ruolo). E’ stato lui, ad esempio, a consigliarmi, durante il dialogo, di mangiare frutta. Un ulteriore modo, oltre all’atteggiamento del personaggio, per rendere Erode padrone della scena di fronte agli altri interlocutori. Tutto è servito per dare il giusto tono a un soggetto un po’ ambiguo, ironico e al tempo stesso timoroso di fronte al Cristo”. Cosa provi e hai provato tutti questi anni quando si avvicina la Turba? “Sono cantianese, la manifestazione è insita nel nostro dna. Siamo cresciuti sui palchi! Ci fondiamo con il clima che sa sprigionare, entriamo in un mondo tutto nostro come ad esempio gli eugubini fanno nel periodo dei Ceri. Sono emozioni forti, difficili da spiegare. In parole povere, la Turba è unica”. Un messaggio alle giovani generazioni che si affacciano in questo mondo? “Di sentire la Turba nel profondo del cuore, di impegnarsi, di essere responsabili, è lecito anche un pizzico di trasgressione, ma sempre contenuto. Dietro ci sono persone splendide che muovono le fila, penso al presidente Maurizio Tanfulli, a Mario Corsi, ad altri, che danno l’anima.

Grande merito a loro per aver portato la Turba a livelli internazionali. Per questo chi la vive, chi la interpreta, è pregato di farlo con il massimo impegno. Siamo sotto gli occhi di tutti, è stata raggiunta una cassa di risonanza incredibile”. Qualche aneddoto da raccontare in conclusione?

“Non dimentico, quando interpretavo Giuda, all’uscita della scena, le lacrime. Piangevo a dirotto per l’emozione. E poi, qualche curiosità. Ricordo Otello, all’epoca Erode, che non aveva buona vista. Fidandosi dei ‘fasulli’ consigli di Arcangelo (cortigiano), durante la processione calpestava d’abitudine lo sterco lasciato dai cavalli. Le conseguenze le potete facilmente immaginare …”.

(Guido Giovagnoli -Cantiano – marzo 2016)

IL PROGRAMMA

Ore 05:00

Centro storico. Risveglio al suono delle “battistrangole” curato dagli incappucciati

Ore 05:30

Chiesa Collegiata. Inizio della tradizionale “Visita delle Sette Chiese”

Ore 15:30

Chiesa Collegiata. Azione liturgica della Passione del Signore

Ore 16:30

Chiesa Collegiata. Suono dei “33 rintocchi” e processione, curata dagli

incappucciati, del Cristo Morto e della Madonna Addolorata dalla Chiesa

Collegiata a quella di S. Ubaldo

Ore 20:00

Per le vie del paese. L’attesa – introdotta dalla figura di Diogene e discepoli, con

laudi e canti tradizionali sui sagrati delle chiese

Ore 20:45

Piazza Luceoli. Cospirazione e tradimento di Giuda

Ore 21:00

Parco della Rimembranza. Ultima Cena

Piazza Luceoli. Momento di vita ebraica

Ore 21:45

Piazza Luceoli. Processo e condanna

Ore 22:30

Con inizio da Piazza Luceoli. Ascesa al Calvario

Ore 23:00

Colle S. Ubaldo. La Resurrezione

Ore 23:30

Sfilata finale

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