Anche Senigallia protagonista con le Giornate del Fai

Anche Senigallia protagonista con le Giornate del Fai

Anche Senigallia protagonista con le Giornate del Fai

Sabato e domenica visite a Palazzo Ferroni e alla Sala della Musica

Anche Senigallia protagonista con le Giornate del Fai

SENIGALLIA – Il 19 e il 20 marzo tornano le giornate di Primavera del Fondo Ambiente Italiano, l’appuntamento per scoprire e riscoprire il patrimonio di bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche del nostro territorio. Anche quest’anno tante le visite organizzate nel territorio dal gruppo Fai di Senigallia.

“Le Giornate del Fai – afferma il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi – rappresentano l’esempio di ciò che tutti noi siamo chiamati a  fare quotidianamente, il simbolo di un grande Paese come l’Italia che, se si dimostra capace di tutelare, valorizzare e mettere a disposizione il suo unico e immenso patrimonio artistico e paesaggistico, può farcela. Si tratta di una prospettiva che richiede l’impegno e la collaborazione di ciascuno di noi nel costruire sinergie e valorizzare la peculiare bellezza di ogni singolo territorio. Dunque, un grande ringraziamento al Fai e a tutti coloro che hanno lavorato all’organizzazione di queste due giornate, in particolare un grazie ai ragazzi delle nostre scuole che, in veste di apprendisti ciceroni,  ogni anno si dedicano con professionalità e competenza ai visitatori, arricchendo l’esperienza della visita”.

“Trovo molto importante  – aggiunge l’assessore alla Cultura Simonetta Bucari – che le giornate del Fai consentano ai giovani di essere protagonisti di un grande progetto di educazione culturale. La conoscenza, infatti, è fondamentale per proteggere e valorizzare il nostro patrimonio artistico. Grazie dunque al Fai, che ogni hanno ci propone questa modello di sinergia culturale, che spero possa rappresentare sempre di più un esempio”.

Due gli appuntamenti a Senigallia. Il primo è a Palazzo Ferroni Frati, oggi proprietà del Comune di Senigallia. Si tratta di uno degli edifici ottocenteschi del centro storico della città, situato tra via Cavour, via Fratelli Bandiera e via Armellini. Attualmente ospita gli uffici del Giudice di Pace ed è stato per anni sede della sezione distaccata di Senigallia del tribunale civile e penale di Ancona. Palazzo Ferroni Frati è adorno di un festoso ed eterogeneo apparato decorativo, impreziosito anche da elementi a stucco. Al suo interno è allestita la mostra del pittore senigalliese Corrado Gabani (1872-1936). Il secondo appuntamento è alla Sala della Musica della Pinacoteca Diocesana. Affacciata sull’elegante piazza del Duomo, trova sede nell’appartamento al piano nobile dell’episcopio, detto “appartamento del Cardinale”. Ampi saloni finemente decorati custodiscono una collezione d’arte di pregio e valore, con tele, statue, argenti, paramenti e suppellettili insigni per storia e arte. La nuova Sala della Musica, parte integrante del percorso espositivo, testimonia come nei secoli la Chiesa sia stata protagonista della storia musicale occidentale, nonché grande committente pure in questo settore artistico.

Le visite guidate saranno curate dagli studenti dell’istituto “Corinaldesi” e del liceo scientifico “Medi”. Questi gli orari: sabato 19, dalle ore 15 alle ore 18,30, domenica 20, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle  15 alle ore 18,30. Iscrizioni al gazebo del Fai in piazza Roma.

A Ostra, il Fai propone altre due visite, che saranno effettuate dagli studenti della scuola secondaria di primo gradi “Menchetti”. La prima al Santuario della Madonna della Rosa, secondo Santuario diocesano delle Marche, la cui storia di fede e devozione popolare inizia nel 1666 e prosegue ininterrotta fino a oggi.  Tra il 1667 e il 1668, per il grande afflusso di pellegrini, la cappelletta venne trasformata in una piccola chiesa e ai piedi dell’altare venne aperto un pozzo per raccogliere le acque di quella sorgente, che i testimoni del tempo indicano come strumento della prima guarigione operata per intercessione della Madonna della Rosa e che ancora oggi è a disposizione dei fedeli. Durante le Giornate Fai di primavera sarà dato particolare risalto alle 160 tavolette votive, conservate sulle pareti esterne della cappella, che raccontano 230 anni di storia locale e rappresentano non solo una preziosissima e rara documentazione della intensa devozione mariana locale, ma anche una insostituibile fonte di notizie per la ricostruzione di alcune vicende accadute a Montalboddo (Orari: sabato 19, dalle ore 15 alle ore 18,30, domenica 20, dalle ore 10 alle ore 17). La seconda visita sarà a Palazzo Gherardi, un tipico esempio dell’edilizia gentilizia ostrense del XVIII secolo. Come la maggior parte dei palazzi coevi di maggior pregio, si affaccia sulla via principale del centro storico. Del palazzo, aperto al pubblico in via straordinaria per le Giornate Fai, sarà possibile visitare il primo piano, scandito da una serie di stanze concatenate, senza corridoi e spazi di risulta. I soffitti di questi locali sono costituiti da volte a padiglione su incannicciato sono decorati con affreschi con motivi a grottesche, arabeschi e ghirlande di varie tipologie, e con scene ispirate ai temi della mitologia classica. (Orari: sabato 19, dalle ore 15 alle ore 18,30, domenica 20, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle  15 alle ore 18,30).

Infine, a Ostra Vetere, con l’ausilio degli studenti dell’istituto comprensivo “Foscolo”, sarà possibile visitare Palazzo Buti Pecci, eretto con rinascimentale scansione di archi, specchi e lesene sopra Porta Nuova, dove sorgeva il Cassero medievale. L’edificio possiede ambienti di grande signorilità tra cui spiccano la galleria e un’alcova. Se numerose stanze si caratterizzano per la ricchezza di decori plastici, l’alcova appare certamente la più festosa rendendo pressocché unico il Palazzo. La quinta di essa, che accoglie un arco centrale i cui peducci sono sostenuti da cariatidi, è sormontata da putti tenenti le armi degli sposi affiancanti un cartiglio. Questo è iscritto con motto latino beneaugurante il meritato riposo. L’opera fu realizzata in occasione del matrimonio, avvenuto sullo scorcio del secolo XVII, tra Ignazio Buti e una Razzanti di Matelica, della cui famiglia è visibile uno stemma situato a destra dell’ingresso. (Orari: sabato 19, dalle ore 15 alle ore 18,30, domenica 20, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle  15 alle ore 18,30)

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