Vino di visciole

Vino di visciole

Vino di viscioleIl vino di visciole viene ottenuto con visciole coltivate soprattutto nel territorio dei comuni della Vallesina e della valle del Cesano, zucchero, mosto di uve rosse (marginalmente vengono usate anche uve bianche).

Di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei all’olfatto presenta percezioni di visciola, confetture e frutta rossa molto matura. Al gusto in bocca trasmette sensazioni di notevole morbidezza pur conservando una discreta acidità, un’elevata persistenza gusto-olfattiva e retrogusto moderatamente amarognolo. Gradazione alcolica di circa 14.5 % in volume. Il vino di visciole si differenzia dal “Visner” poiché nella preparazione viene impiegato mosto in sostituzione del vino.

Il prodotto è diffuso nei territori della Vallesina (San Paolo di Jesi, Staffolo, Cupramontana, Maiolati Spontini, Montecarotto, Castelbellino, Monte Roberto, Castelplanio, Rosora, Poggio San Marcello) e della Valle del Cesano (Pergola, San Lorenzo in Campo).

La preparazione inizia con la raccolta di visciole ben mature che verranno successivamente poste a macerare in una damigiana con l’aggiunta di zucchero. Le visciole restano a macerare a temperatura ambiente per tutto il periodo estivo fino all’epoca della vendemmia; durante questo periodo si deve effettuare un frequente rimescolamento dei frutti in macerazione (almeno una volta al giorno).
Al prodotto così ottenuto si aggiunge il mosto pulito di uve rosse (il quantitativo variabile di uve dipende dall’esigenza di avere un prodotto con gradazione alcolica uguale o inferiore al 14,5% vol.); si procede quindi con la fermentazione, che si protrae in maniera lenta per 2-3 mesi; Il processo fermentativo viene interrotto al raggiungimento del giusto equilibrio di amabilità.

Terminata la fermentazione vengono separate le parti solide da quelle liquide e il prodotto filtrato è pronto per l’imbottigliamento. Il prodotto viene quindi lasciato in affinamento in bottiglia per 2/3 mesi prima della commercializzazione.

Il vino di visciole è conosciuto già dal tempo del grande mecenate e Duca d’Urbino, Federico da Montefeltro, il quale, come riporta il suo biografo e libraio di fiducia, Vespasiano da Bisticci, “quasi non beveva vino se non de ciriege o de granate” (ciliegie o melograni). Questo vino aromatizzato con visciole da diversi secoli è una produzione artigianale delle campagne della Vallesina e della Valle del Cesano come testimoniato da ricette risalenti alla metà dell’Ottocento. Interessante un’etichetta “Vino di visciola” da Cupramontana del 1925 circa conservata al Museo dell’etichetta di Cupramontana.

Il vino di visciole in questa zona delle Marche viene prevalentemente utilizzato come vino per dolci (soprattutto pasticceria secca e i dolci tipici della tradizione natalizia e carnevalesca), abbinato anche al cioccolato oppure come bevanda da meditazione.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it